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Supermercati e coronavirus: ridotti gli sconti, non si vendono (per ora) fiori e cancelleria e le file aumentano

coronavirus spesa

Fare la spesa al supermercato ai tempi del coronavirus è complicato, se poi non si possono acquistare articoli di  cancelleria, merceria, piante o insetticidi la cosa si complica ulteriormente, anche perché la situazione è destinata a durare. L’ultima versione delle risposte fornite dal governo alle domande sui provvedimenti legati al coronavirus – sembra dar ragione alle catene della grande distribuzione che hanno limitato la vendita di  quaderni, matite colorate, prodotti di  merceria e altro. Ma la questione sembra destinata a mutare visto che il testo  sta per essere  aggiornato, e la nuova versione  dovrebbe consentire la vendita almeno di cancelleria, fiori e piante, amche se i supermercati premono per consentire la vendita di tutti i prodotti in assortimento.

Si tratta comunque di una situazione complessa, con provvedimenti che  cambiano da regione a regione con ampi margini di discrezionalità. Abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza su questo tema e su altre questioni come le file interminabili, le restrizioni di orario e i prezzi. Molti lettori ci segnalano che alcune catene di supermercati non vendono diversi prodotti non alimentari, in virtù di decreti della Presidenza del consiglio che lasciano alle insegne la possibilità di stabilire l’orario di apertura  senza precisare cosa sia possibile vendere. Una prima versione di domande e risposte pubblicate per chiarire alcuni punti del decreto  sembrava proibire la commercializzazione di questi prodotti solo nei giorni festivi e prefestivi. C’è però un’ultima versione  che sembra consentire solo la vendita dei prodotti delle attività indicate nell’allegato 1 dove si dice che non sarebbe possibile vendere prodotti proposti dai negozi al momento chiusi.Questo testo però  risulta in aggiornamento, e dovrebbero esserci ulteriori novità, quindi l’unica cosa da fare è  verificare le nuove indicazioni.

La vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita

In seguito a un intervento di Coldiretti, sul sito del governo è stato pubblicato un testo dove si precisa che “la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita”. Il provvedimento dovrebbe consentire la riapertura di fiorai e altri punti vendita dedicati, mentre Coldiretti ha lanciato un appello “alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinché promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy”.

Buone notizie anche per quanto riguarda la cancelleria. Dopo un intervento del sindaco di Milano Beppe Sala il governo ha precisato   che supermercati e ipermercati non specializzati “possono continuare a vendere anche prodotti diversi rispetto a quelli elencati nelle categorie merceologiche espressamente indicate”. E alcune regioni come il Piemonte si sono già mosse autonomamente con un’ordinanza per liberalizzare la vendita della cancelleria.

Alcune regioni come il Piemonte si sono già mosse autonomamente con un’ordinanza per liberalizzare la vendita di cancelleria

La situazione è confusa  “ È comprensibile che un decreto non possa entrare in dettagli – spiega Marco Bulfon di Altroconsumo – sarebbe opportuno dare indicazioni generali consentendo a supermercati e ipermercati di vendere le merci di cui dispongono, lasciando  la definizione di eventuali dettagli a un accordo con le associazioni di categoria”. Numerose catene di supermercati chiedono chiarezza, anche perché al momento è possibile che sia inflitta una sanzione  a chi vende prodotti proibiti, aprendo un possibile contenzioso, anche se non risultano  iniziative di questo genere”, precisa il rappresentante di Altroconsumo.
“Purtroppo da territorio a territorio, le interpretazioni della norma nazionale sono molteplici e contraddittorie”, si legge in una nota diffusa da Coop, “Caso per caso, stiamo provando a trovare con le Autorità locali un punto di equilibrio e di buon senso fra l’osservanza di queste disposizioni e la necessità di garantire i prodotti di pubblica utilità a tutti i cittadini”.

E proprio Coop, insieme a Federdistribuzione e Conad, ha inviato una lettera al governo chiedendo di individuare una linea comune per “chiarire definitivamente che supermercati e ipermercati, in coerenza con quanto previsto dall’ultimo decreto, possono rimanere aperti nella loro interezza, senza limitazione di settori merceologici e senza distinzione tra giorni feriali e festivi”. Anche tenendo conto che la richiesta di limitare l’accesso alle aree dove si trovano i prodotti non vendibili, “oltre a privare i consumatori di beni della quotidianità, riduce la superficie calpestabile degli esercizi, quando in questo momento servirebbero viceversa ampi spazi”.

supermercati
Il cliente ha bisogno anche di prodotti non alimentari in molti casi davvero essenziali: insetticidi, carta per stampanti, quaderni…

Anche PAM lamenta “la proliferazione di regolamenti e norme attuative diverse”, chiedendo una normativa unica che chiarisca bene come agire. Esselunga (forse la prima catena ad adottare le restrizioni), concorda sul fatto che questi divieti, “non aiutano il cliente che ha bisogno anche di prodotti non alimentari in molti casi davvero essenziali: si pensi agli insetticidi, alla carta per stampanti, a una gomma per cancellare o un quaderno per un bambino lontano da scuola e così via”, precisando che la vendita è da sempre un completamento della spesa alimentare e non rappresenterebbe  un’ulteriore occasione per una visita al negozio.

Le code
Se la corsa all’accaparramento sembra essere rallentata, resta il problema delle code, dovuto anche alla scelta di alcune catene di chiudere o limitare gli orari nei giorni festivi, e dalla decisione presa da alcune catene come Esselunga di misurare la temperatura con un termoscanner come raccomandato dalle autorità. In alcuni punti vendita questo si traduce in una doppia coda, dato che in queste giornate ancora fredde lo scanner risulta inutilizzabile all’aperto. Resta da valutare l’utilità di un provvedimento che potrebbe dare un falso senso di sicurezza (il fatto di non avere febbre non esclude di poter essere positivi al virus, oltre a rappresentare un problema per la tutela della privacy, visto che la misurazione è effettuata in pubblico). Ma le code si registrano anche al momento di pagare visto che le casse in funzione sono spesso di meno  rispetto al solito.

Anche le app finora create per monitorare le code, basate su informazioni fornite dai clienti, non sempre garantiscono aggiornamenti in tempo reale. Tanto che a Milano alcune social street si sono organizzate su Facebook con un servizio di avvistamento coda fornito da chi abita davanti al punto vendita. Da segnalare che in Liguria alcune Coop si stanno attrezzando per premettere di prenotare da casa l’ingresso al punto vendita.

L’e-commerce ha registrato in queste settimane per l’emergenza in corso un’esplosione della domanda

Spesa online
Ancora critica, soprattutto nelle grandi città, la situazione della spesa online che registra ritardi e cancellazioni. Rispondendo a una nostra richiesta di chiarimento Esselunga spiega che “il nostro e-commerce ha registrato in queste settimane per l’emergenza in corso un’esplosione della domanda e pur mettendo in campo tutte le nostre energie 24 ore su 24 i tempi di consegna si sono allungati e si sono verificate delle criticità”.

Consumi e prezzi
L’emergenza ha prodotto un aumento dei volumi di spesa del più 17,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con punte del 105,9% per farine e miscele e 88,1% per disinfettanti come alcol e ammoniaca
Al tempo stesso, c’è preoccupazione per un possibile aumento dei prezzi, denunciato anche da alcune associazioni di consumatori. Ci sono stati casi di aumenti indiscriminati con interventi delle forze dell’ordine e delle catene che, almeno in un caso, hanno tolto la licenza al punto vendita interessato. Altroconsumo denuncia anche una diminuzione delle offerte: se l’8 marzo la media dei prodotti scontati rappresentava il 34,6% del totale, la settimana successiva il valore è sceso al 28,2% per ridursi poi al 22% nei giorni successivi.

Ci sono però altre notizie di segno positivo. Molte catene di supermercati stanno cercando di venire incontro ai consumatori. Coop ha  bloccato i prezzi di 18 mila prodotti presenti sugli scaffali per due mesi, fino al 31 maggio e anche Carrefour Italia lo ha fatto per oltre 500 articoli per 60 giorni.

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  Paola Emilia Cicerone

Paola Emilia Cicerone
giornalista scientifica

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20 Commenti

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    Ma porca miseria, è già tanto se rimangono aperti… Lamentarsi che hanno ridotto gli sconti mi pare davvero ridicolo, sia perché in questo periodo avere i prodotti è più difficile, sia perché appunto per tutto l’insieme della situazione logistica, trasporti ecc. i loro costi PER FORZA sono maggiori del normale. Almeno, questo è come la penso io. Da mero consumatore eh

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      Io in un supermercato ci lavoro. Non è vero che avere i prodotti in questo periodo è più difficile, e non è vero che ci sono problemi con la logistica. Le aziende sono aperte e i trasporti avvengono regolarmente: le offerte di solito provengono dai produttori e i rivenditori le “girano” al consumatore finale. In questo periodo i produttori o rivenditori che non vogliono fare offerte stanno solo approfittando della situazione per guadagnare di più. Punto.

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      signora Laura, ma mi scusi. I prodotti ci sono ed arrivano, ok, ma secondo lei I COSTI delle aziende sono gli stessi? Lavorano, se lavorano, con meno personale e più difficoltà. C’è un articolo qui stamani sui premi che stanno dando ai loro dipendenti. Molto probabile che anche il costo del trasporto sia aumentato. Poi va visto come andrà in futuro: probabile che adesso si lavori con le scorte, ma quando si dovranno rifornire, chissà se potranno mantenere i prezzi attuali

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    Tonino Riccardi

    Questa è una notizia che non condivido assolutamente. Mi arrivano in continuazione volantini di supermercati. Oppure basta andare sul sito che ha tutti i volantini e verificare. Strapieni di offerte. Perché in questo periodo fate queste dichiarazioni ???

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    Di fronte ad aumenti dei volumi di svariati prodotti di oltre il 40% cosa si deve fare? Pensate che i pomodori e i prodotti agricoli si fabbrichino? Non c’e altro da fare che togliere le promozioni altrimenti non si arriva a congiuntura. Sintetizzo e riassumo : con i prodotti a base di pomodoro se continuasse questo trend di vendite non si arriva al prossimo raccolto di agosto!

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    Per la Coop gli sconti ci sono, compresi quelli per Pasqua, però il volantino ha effettivamente meno pagine… Concordo con chi ha detto che in questo momento è meglio pensare a tirare avanti e non lasciarci la pelle, piuttosto che guardare agli sconti. Ciao a tutti!

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    Per maggiore chiarezza il 2 aprile erano in vendita piante e materiale da cartoleria ma l’alcool non è disponibile. Forse dipende dal singolo supermercato o dalla Regione, ma non generalizzerei. Inoltre si potrebbe fare la spesa una volta alla settimana, una persona per nucleo famigliare, al fine di causare meno code. Sarebbe auspicabile minore avidità e più senso della comunità.

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    Più che vendere piante, i supermercati dovrebbero essere riforniti dei prodotti che servono, che non sono solo gli alimenti. Introvabili l’Amuchina, l’alcol, i guanti di lattice monouso. Va ben che la gente ne ha fatto incetta, ma le aziende che le producono potrebbero aumentare la produzione.
    Poi servirebbe del tessuto-non-tessuto + quel tessuto (piuttosto fitto) con la colla sul retro che si incolla col ferro da stiro (che una volta trovavo) + dell’elastico. A cosa servono? a farsi le mascherine da soli. Io in casa avevo del tessuto non tessuto e una confezione di quello che si incolla e mi sono fatta delle mascherine a più strati da sola. Che peraltro di possono tranquillamente lavare e disinfettare in casa con l’Amuchina ogni volta che le uso. Non sono un’esperta, ma penso che servano più di quella robetta che si trova ed è monouso.
    L’alternativa è che i supermercati vengano dotati di mascherine decenti da vendere. Ma pare impossibile.

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      D’accordissimo con te. Io ho del tnt avanzato perchè lo uso per proteggere le piante in inverno, ma occorrono elastici o sbieco per i lacci e quello termoadesivo.

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    Rosario Previtera

    E’ proprio da stupidi VIETARE LA VENDITA di prodotti non alimentari. Si è parlato stupidamente di “concorrenza sleale”. Ma se è tutto chiuso !!! E’ vero che la scuola è on line ma la didattica a casa, molto impegnativa, si svolge in maniera CARTACEA e le autodichiarazioni vanno comunque stampate; mi fa piacere che qualcuno faccia notare l’idiozia della regola. Per non parlare di tutto quanto serve in una casa oltre al cibo. SPERIAMO che il ripensamento sia nazionale e veloce e non sia solo adottato a livello regionale !

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    Tonino Riccardi

    Wanda io non sono né coraggioso ne imprudente. Se io leggo cento volantini di tutta Italia e li vedo pieni di offerte deduco che le offerte ci siano. Ho pure scritto che vado sul sito dei volantini.

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    E’ sparito l’alcool etilico denaturato (rosa). E’ il disinfettante per superfici più economico, efficace, e meno invasivo per l’ambiente. C’è un fiorente e deprimente mercato nero… In queste crisi, si sa, c’è chi si arricchisce. E vorremmo essere difesi da questa gente che specula a danno degli altri e potenzialmente aumenta il carico del nostro SSN.
    Ci sono immense riserve di vino invenduto idoneo alla distillazione, e scarti alimentari vari. Emergenza per emergenza, non si potrebbe varare una provvedimento per una “distillazione di stato”, aggirando le procedure burocratiche della materia, e organizzando poi una distribuzione controllata e a prezzi “politici” e calmieranti?
    Gli stessi produttori di vino sarebbero giustamente remunerati e chiederebbero poi meno sussidi.

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    Buongiorno.
    frequento dei punti vendita Esselunga di Milano e purtroppo ormai da tempo non vendono più la cancelleria e altri beni considerati non indispensabili (giochini per bambini, bicchieri/piatti di carta ………..); non hanno mai interrotto invece la vendita di piante.
    Mi viene da pensare che ha prevalso l’interesse di alcune categorie a discapito delle famiglie e soprattutto dei bambini che comunque hanno bisogno della cancelleria frequentando le lezioni on-line oppure anche semplicemente per poter disegnare a casa!!
    Francesca

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      Sì, questa non è stata una buona idea, poi lasciano aperte le tabaccherie con gioco del Lotto perché sono generi di “prima necessità”!? Poi temono assembramenti perché uno, intanto che fa la spesa, prende anche un quaderno…

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      La settimana scorsa Esselunga vendeva articoli di cancelleria, infatti ho acquistato una risma di carta che mi necessitava. Sarebbe il caso di ripristinare l’uso del sussidiario, compendio delle materie, e dei quaderni anzichè (anche in tempi normali) dover fare migliaia di fotocopie per la scuola, come accade da anni.