Pubblicità di un hamburger su un cartellone sul marciapiede di una città

Continua, nel Regno Unito, la guerra all’obesità infantile e non solo, in ascesa da anni e nettamente peggiorata dopo la pandemia. Dopo analoghi provvedimenti assunti dalla capitale, Londra, e da Bristol, che hanno vietato la pubblicità di junk food alle fermate dei mezzi pubblici e sui taxi, ora sono Brighton e la vicina Hove a varare analoghe misure restrittive, estendendole ulteriormente. Il consiglio comunale (unico per entrambe le cittadine dell’East Sussex) ha appena approvato il divieto di pubblicità di qualunque alimento o bevanda contenga elevate concentrazioni di grassi, sale e zucchero e dei ristoranti che li propongono non solo alle fermate dei mezzi, ma in qualunque luogo dove si svolgano attività che possano coinvolgere bambini e ragazzi.

Il divieto

Cartelli o altro non potranno più trovarsi vicini a scuole, impianti sportivi, parchi, giardini, ospedali e ambulatori pediatrici, palazzi pubblici con uffici specifici e, data l’ampiezza della definizione, sarà di fatto quasi impossibile continuare a pubblicizzare junk food. Se a questo si aggiunge il provvedimento di divieto di trasmettere spot televisivi prima delle 21 e dopo le 5:30, preso nel 2021, il quadro è quasi completo. Il junk food si avvia a fare la fine del tabacco, almeno nel Regno Unito.

L’iniziativa è arrivata dopo che si sono resi pubblici i nuovi dati sull’obesità infantile della regione: a 11 anni, un bambino su tre è già in sovrappeso o obeso. Inoltre, la percentuale è salita nell’ultimo anno, al punto che in alcune scuole si è già arrivati a un bambino o ragazzo su due: troppo per non adottare provvedimenti urgenti e drastici.

Bambina con hamburger in mano beve aranciata con la cannuccia da bicchiere di plastica grande; junk food
Le pubblicità di junk food saranno vietate in qualunque luogo dove si svolgano attività che possano coinvolgere bambini e ragazzi

Occorrerà comunque qualche anno prima di veder sparire qualunque tipo di richiamo commerciale, perché molte delle aziende e dei ristoranti coinvolti hanno in essere contratti che sono ancora attivi, alcuni dei quali, tra una proroga e l’altra, arriveranno a scadenza entro il 2025-2026, anche se teoricamente ogni pubblicità dovrebbe cessare nel prossimo mese di marzo.

L’impatto economico delle pubblicità di junk food

Tutto ciò avrà un impatto non indifferente sulle casse della municipalità: secondo la stampa locale, nel primo anno i due comuni perderanno 150.000 sterline, cifra che salirà a 220.000 entro i primi due anni. Solo dagli autobus, Brighton-Hove oggi ricava circa 348.000 sterline all’anno, un terzo delle quali provengono proprio da pubblicità di junk food. Le opposizioni hanno paventato il rischio che ci possa essere una riduzione del servizio di trasporto, a causa della diminuzione degli introiti, ma l’analogo provvedimento assunto dalla città di Londra nel 2019 ha dimostrato che le conseguenze, per gli utenti, sono minime, perché altri soggetti acquistano gli spazi pubblicitari e i bilanci restano sostanzialmente invariati. D’altro canto, i risparmi dovuti al fatto che, se un bambino è normopeso, più difficilmente tende ad ammalarsi di patologie croniche come il diabete o le malattie cardiovascolari, compensano ampiamente quanto perso con i guadagni pubblicitari.

Come è stato dimostrato in diversi studi, l’abolizione della pubblicità è associata a un calo nei consumi di cibo spazzatura, e per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso questa strategia tra quelle da incoraggiare, per ridurre combattere l’obesità.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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Massimo M
Massimo M
3 Gennaio 2024 12:16

Buongiorno, magari sarebbe una gran bella cosa far avere queste informazioni agli amministratori italiani, ( e son convinto che lo sanno benissimo) se non fosse che troppo pavidi, paura del voto, il mantenere la poltrona va al di sopra la tutela del cittadino.