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Spinaci Findus surgelati con frammenti di plastica: la scoperta di un lettore e la risposta dell’azienda

Vi comunico con una certa urgenza che ieri sera, nel cucinare gli spinaci congelati della Findus acquistati presso il supermercato Mercatò a Torino (Via Sant’Ambrogio 21), abbiamo trovato della plastica, fortunatamente il pezzo di plastica non è stato ingerito, ma sfortunatamente è stato cucinato per 10 minuti insieme agli spinaci. Vi allego le foto degli spinaci Findus del lotto L9163BT079 20:25 e della plastica che abbiamo trovato (vedi foto sotto), sembra una pellicola avvolgente. Gianluca

Di seguito la risposta della Findus (che al consumatore ha risposto in forma privata entro 24 h dalla segnalazione).

Vorremmo rassicurarla che il nostro stabilimento è dotato di un Sistema Qualità certificato ISO: 9001 2015 e BRC ED.8, per le sue attività, segue da diversi anni procedure specifiche sottoposte a continua verifica e revisione. Il personale è qualificato e sottoposto a formazione in specifiche sessioni di addestramento. È inoltre adeguatamente addestrato e sensibilizzato, in accordo a procedure di stabilimento, circa i parametri di qualità e salubrità del prodotto, nonché sulle corrette prassi igieniche operative e sulla corretta gestione degli impianti.

Vorremmo sottolineare alcuni aspetti inerenti la linea di produzione degli spinaci. La linea è dotata di sistemi e di presidi di controllo per la pulizia della materia prima che all’arrivo in stabilimento viene controllata per la valutazione delle caratteristiche qualitative. La materia prima è dotata di una specifica nella quale viene indicata l’assenza di corpi estranei e viene trasportata con mezzi igienicamente controllati e protetti da teli per prevenire contaminazioni. Durante la lavorazione c’è una fase di setacciatura nella quale gli spinaci passano attraverso cilindri rotanti a maglie che consentono la rimozione di frammenti, piccoli corpi, ed erbe estranee.

Spinaci Findus
Il pezzo di materiale plastico trovato negli Spinaci Findus

Successivamente gli spinaci vengono distribuiti in modo omogeneo attraverso i cilindri rotanti, cadono in un tunnel dove vengono investiti da una corrente d’aria ascendente in modo da flottare in aria ed essere spinti su un nastro trasportatore, mentre i corpi estranei pesanti cadono in basso e vengono scartati. Segue la fase di lavaggio in vasche specifiche nelle quali, attraverso la turbolenza dell’acqua, gli spinaci sono puliti dalla terra e da eventuali altri corpi estranei. Dopo il passaggio nel blancher per la scottatura, gli spinaci vengono sottoposti ad ispezione visiva da parte del personale di produzione, e sottoposti a controllo da parte di un metal detector per la rilevazione di eventuali corpi estranei metallici. Il semilavorato viene confezionato, identificato ed etichettato per poi essere conservato in celle a -25°C ed infine confezionato come prodotto finito.

Per assicurare un prodotto sulle tavole dei consumatori sano e sicuro ogni anno effettuiamo sugli spinaci oltre 10 mila controlli di processo (sugli standard qualitativi e la sicurezza alimentare) e circa 3000 controlli analitici di laboratorio e ispettivi, organolettici e sulla conformità alle specifiche.

Con riferimento alla sua segnalazione, la foto è stata visionata con i nostri esperti del reparto produttivo nonché dal personale del controllo qualità, il frammento sembrerebbe essere di natura plastica. Per poter approfondire ulteriormente il caso avremmo necessità di ricevere il corpo estraneo e avviare ulteriori indagini interne, in linea e in laboratorio. Dalla tracciabilità e dai controlli in nostro possesso sulle materie prime e sul prodotto finito non si evidenziano anomalie. Le verifiche ispettive e organolettiche riferite al giorno 12 giugno 2019 – giorno di produzione di quella confezione – non hanno evidenziato alcuna deviazione di processo sul prodotto finito. Ci teniamo inoltre a sottolineare che negli ultimi due anni non abbiamo ricevuto nessun reclamo per soft plastic negli spinaci Findus.

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25 Commenti

  1. Avatar

    Da un azienda che vende milioni di confezioni di spinaci ci si aspetta per lo meno l’indicazione di disponibilità alla sostituzione del prodotto. Non so proprio quanto possa essere affidabile un’azienda, se per qualche euro si trova talmente in difficoltà da non riuscire a proporre una sostituzione…

  2. Avatar

    In risposta alla findus…allora scusate come ci è finita la plastica negli spinaci???ma x favoreee

    • Avatar
      Liberte'Egalite'Fraternite'

      Un colosso come la Findus ha risposto al consumatore come un bambino di prima elementare. Auguri siamo messi proprio bene.

    • Avatar

      La Findus non è la sola a trincerarsi in queste risposte standardizzate!Ho comprato il pesto alla genovese della B…. . L’ho mescolato alle pennette e mentre cominciavo a masticarle ho sentito fra i denti Qualcosa di duro:era un pezzo di plastica grigioverde fusa !Fatte foto inviato il pacchetto col truciolo non hanno saputo dire niente tranne che l’azienda che lo produce per loro non aveva trovato nulla di anomalo!Ci mancava poco che mi accusassero di avercelo messo!Io invece ho capito benissimo cos’era:la plastica della saldatura della confezione finita dentro e solidificatasi proprio al momento della saldatura!per il disturbo mi hanno mandato due buoni da 5 euro!

  3. Avatar

    Per la FINDUS, con tutti questi controlli mi spiegate come mai ogni tanto gli spinaci scricchiolano (terra)
    e ci sono nel cubetto foglie gialle (vecchie) ?

  4. Avatar
    Giorgia Astorri

    Visto che è un sistema certificato, da azienda considererei questo un reclamo, tanto più che è un’azienda certificata da un ente di controllo… Comunque il lotto di prodotto andrebbe ritirato per controllo e gestito il reclamo. La prima cosa in assoluto è la tutela e il grado di soddisfacimento del cliente.

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    Reclamo gestito malissimo dalla azienda madre. Non era necessario tutto lo spiegone della produzione giusto per darsi delle arie, non mettiamo in dubbio che una azienda certificata possa lavorare così, se non meglio.
    Farsi mandare SUBITO il pezzo incriminato, proponendo al cliente il rimborso o la sostituzione o un buono presso il mercato di acquisto, senza girarci intorno e raccontare che non sono arrivati mai altri reclami in merito.
    Eccolo, il reclamo. E adesso?

    • Valeria Nardi

      Gentilissima Simona,
      qui abbiamo pubblicato la risposta che la Findus ha inviato in redazione a Il Fatto Alimentare, ma il Customer Care Findus aveva risposto al consumatore in forma privata entro 24 h dalla segnalazione.

  6. Avatar

    è un residuo di pacciamatura in plastica biodegradabile. Ora le usano al posto di quelle di plastica convenzionale per annullare i costi di rimozione e smaltimento. Il problema è che questi teli di pacciamatura sono disegnati per resistere almeno 1 anno e poi si frammentano in miliardi di pezzi di varie dimensioni, da qualche centimetro a frazioni di millimetro. Quindi il consumatore è stato fortunato. L’ha visto e non l’ingerisce. Pensate invece quelli che non si vedono….

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      Osservazione molto interessante.
      Poiché avevo dubbi sul fatto che una plastica biodegradabile fosse una “vera” plastica, ho cercato notizie ed in effetti quella definita biodegradabile pare proprio plastica, non è compostabile, è quella da lei descritta, mentre poi c’è quella biocompostabile che ha origine da biomassa, durata molto minore e può essere smaltita nel compostaggio

  7. Avatar

    Da un’azienda che produce milioni di confezioni di spinaci ogni giorno può capitare che sfugga un piccolo frammento, non dovrebbe ma può capitare. Consiglierei a chi non vuole sorprese di compare gli spinaci freschi e lavarseli da solo.

  8. Avatar
    Giacomo Previato

    E leggiamo bene: “negli ultimi due anni” nessun reclamo per “soft plastic”.
    E negli ultimi “cinque anni”?
    E reclami per altre presenze indesiderabili (“hard plastic”, insetti, altro?)

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    Direi ottima risposta. Magari tutte le ditte facessero i controlli indicati da Findus.
    Dopo dieci minuti di cottura… il pezzo di plastica poteva venire anche da una altra confezione aperta nella cucina del cliente.
    L’unica cosa che mancava nella risposta: l’invito al cliente a rivolgersi al punto vendita per sostituzione della confezione.
    Comunque può capitare accidentalmente.

    • Valeria Nardi

      Precisiamo che l’azienda aveva contattato il cliente privatamente il giorno stesso fornendogli tutte le dovute indicazioni (rimborso e sostituzione comprese).

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      Ottima risposta?? che anomalie vuoi che siano registrate su un evento accidentale? Di questo si tratta.
      Dire che il pezzo di plastica può provenire dalla cucina del cliente è un atteggiamento non costruttivo.
      Anche perché chi è che mentre cucina non ha pezzi di plastica che svolazzano per aria…

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      Effettivamente non è giusto insinuare che sia colpa del cliente…. anche se non si può escludere. Rimane infatti noto uno dei casi più eclatanti per risonanza mediatica e conseguenze:

      https://ilfattoalimentare.it/quando-la-mozzarella.html

      Sono fiducioso che la Findus -al di là delle risposte- farà tesoro della segnalazione!

    • Avatar
      Roberto Manzotto

      Caro RB,
      mi sento di dare ragione a Richie. Contaminazione microbica e un pezzo di plastica non sono fenomeni che hanno attinenza tra loro. La verità è che è probabile che il pezzo di plastica derivi dalla lavorazione e l’azienda non può fare granché per evitarlo e la lettera dice velatamente proprio questo: faccio un sacco di controlli ma non posso evitare corpi estranei al 100%. Però alla fine della lettera la domanda che ti poni è: ok grazie della paginata di parole, ora possiamo parlare della soluzione al mio problema?

    • Valeria Nardi

      Precisiamo che l’azienda aveva contattato il cliente privatamente il giorno stesso fornendogli tutte le dovute indicazioni (rimborso e sostituzione comprese).

  10. Avatar

    Beh, quando prendi quella dell’orto di casa altro che terra e insettini a volte. Plastica mai ovviamente.

    Per un’azienda che produce tonnellate a livello industriale direi che è un successo cosi pochi casi, fossero anche 10 l’anno.

    Cosa avrebbero dovuto rispondere? Fucilazione di tutti quelli che hanno lavorato quel giorno? Probabilmente se riescono a risalire al problema sicuramente risolvono o ci provano.

  11. Avatar

    Basta non comprare niente come faccio io da certe aziende…

  12. Avatar
    Claudio Chiatante

    Buon giorno anche se non sono in tema, vorrei segnalare che nulla sino ad ora si è fatto per garantire l’interruzione della la catena del freddo.
    Vero è che tutti i controlli avvengono nello stoccaggio produttore/vendita al dettaglio/trasporto con dispositivi che registrano la temperatura,non è mai stato ritenuto utile di controllare la confezione singola .
    Nulla garantisce che il prodotto non abbia subito una fase di decongelamento anche se iniziale.
    Se ne vuole parlare?

  13. Avatar

    Segnalare situazioni negative che riguardano i cibi oltre che utile è doveroso per migliorare e garantire il consumatore. Oggi, purtroppo di società poco serie siamo circondati devo però lanciare una nota mia personale che riguarda la Findus: consumo i suoi prodotti da tantissimi anni e non ho mai avuto problemi, inoltre ritengo che questa società sia una delle più affidabili sia nell’attenzione per la confezione che nella qualità.
    Devo anche ringraziare il Fatto alimentare che quotidianamente ci fornisce informazione sul mondo dell’alimentazione e “denuncia”, senza remore, società che non rispettano gli stand definiti dai Governi e dagli organismi preposti ai controlli.

  14. Avatar

    ….. il padrone ha sempre ragione e se non l’ha la trova…..

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