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Yogurt o skyr? Il nuovo latticino arriva dall’Islanda ma quali sono le sue caratteristiche?

Yogurt da bere, senza zucchero, alla greca, senza lattosio… L’offerta nel banco frigo è enorme e ogni tanto il consumatore può perdersi. Pubblichiamo i dubbi di un lettore su un nuovo prodotto, lo skyr, e a seguire la risposta dell’azienda.

Sono un consumatore che apprezza molto prodotti quali yogurt bianco e colato e soprattutto molto propenso a sperimentare nuovi marchi e prodotti. In merito a ciò, ho voluto provare lo skyr a marchio “Siggi’s”.
Innanzitutto, devo affermare la presenza di un buon profilo organolettico del prodotto nonché della presenza di un packaging piuttosto accattivante e sostenibile proprio in ragione della sua versatilità nella separazione dell’etichetta in cartone che avvolge il vasetto in plastica. Tuttavia, proprio in merito all’etichetta mi è sorto un dubbio circa la denominazione legale del prodotto che, essendo uno skyr dovrebbe essere indicata come “formaggio fresco magro” e non come “yogurt magro colato” (come indicato nell’etichetta del prodotto nella foto allegata).
Difatti, la normativa italiana definisce che la denominazione commerciale di yogurt può essere apposta solamente al prodotto ottenuto da latte di vacca fermentato per mezzo di due specifici microrganismi che sono Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus e, che questi ultimi rimangano vivi e vitali fino al momento del consumo del prodotto con concentrazione non inferiore a 10 milioni per grammo in totale. Al contrario, lo skyr è un prodotto di origine islandese con consistenza simile allo yogurt ma in cui si utilizzano ceppi microbici differenti per ottenere il profilo organolettico desiderato.
In conclusione, volevo avere un vostro parere circa la presenza di un conflitto tra le due denominazioni indicate in etichetta in quanto se è skyr non può essere yogurt o viceversa.
Edoardo

Skyr
Siggi’s Skyr è uno “yogurt magro colato”

Di seguito la risposta dell’azienda.

La ringraziamo per l’attenzione rivolta ai nostri prodotti e ci complimentiamo per la preparazione che dimostra nell’esporre la Sua tesi.
Per la preparazione di siggi’s Skyr il latte viene acidificato utilizzando Streptococcus thermophilus e lactobacillus delbruekii subsp. bulgaricus, procedendo poi alla separazione del siero come richiesto dal regolamento islandese.
Pertanto siggi’s Skyr è uno “yogurt magro colato”, ai sensi della circolare del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) del 13/12/2013 e non c’è quindi conflitto tra le due denominazioni.
La storia del nostro prodotto inizia quando Siggi Hilmarsson si è traferito dall’Islanda a New York ma aveva nostalgia di un alimento della sua infanzia: lo skyr, uno yogurt denso e cremoso ricco in proteine. Così ha iniziato a farlo in casa e, nel 2006, ha cominciato a vendere il suo Skyr nel mercato agricolo al centro di Manhattan. Il prodotto è stato talmente apprezzato che negli anni successivi è diventato il marchio di yogurt dalla crescita più rapida sul mercato statunitense e l’anno scorso Siggi’s è sbarcato anche in Europa.
Per lo sviluppo di questo prodotto ci siamo ispirati alla tradizione islandese sullo Skyr e il signor Siggi è stato coinvolto personalmente e ha riconosciuto nel profilo organolettico del prodotto lo skyr della sua infanzia.
Abbiamo inoltre tenuto in considerazione il fatto che in Islanda esista un regolamento che norma latte e latticini e che definisce lo skyr come latte scremato acidificato per fermentazione batterica, a cui viene separato il siero.
I fermenti lattici sono solo citati e viene data molta importanza al fatto che rimangano vivi e vitali fino alla scadenza del prodotto.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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