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Salviamo le api: raccolte 1,2 milioni di firme per l’iniziativa europea per la riduzione di pesticidi

api alveari miele apicolturaL’iniziativa dei cittadini europei ‘Salviamo le api e gli agricoltori’ ha raccolto oltre un milione di firme in sette paesi. La raccolta è terminata alla fine di settembre e l’obiettivo è stato ampiamente superato arrivando a quota 1,2 milioni. Gli organizzatori sono sicuri di aver raccolto abbastanza firme per soddisfare i criteri previsti in Europa per questo genere di petizioni. Ora inizia la fase di convalida che durerà alcuni mesi. Alla fine se andrà tutto bene, la Commissione europea dovrà rispondere alle richieste e gli organizzatori verranno invitati ad un’udienza dove la proposta sarà all’ordine del giorno del Parlamento europeo.

I cittadini chiedono di avviare l’eliminazione graduale dei pesticidi, erbicidi e altri agrotossici con una prima tappa per la riduzione dell’80% delle molecole venefiche disperse in ambiente entro il 2030, e un punto di arrivo nel 2035 con l’eliminazione totale dei suddetti pesticidi. Un altro punto importante è adottare misure più stringenti per il recupero della biodiversità e progettare metodi di produzione tali da rendere l’agricoltura un contributo alla promozione della biodiversità. Serve però anche la riforma della politica agricola comune (Pac), privilegiando le strutture agricole minori, ampliando l’agricoltura biologica e promuovendo la ricerca sulla coltivazione senza pesticidi e Ogm.

api

L’Alleanza per l’iniziativa dei cittadini Europei ‘Salviamo api e agricoltori!’ comprende oltre 140 Ong ambientali, organizzazioni di agricoltori e apicoltori, sindacati, fondazioni di beneficenza e istituzioni scientifiche distribuite in tutta l’Unione europea, che hanno lavorato insieme per conciliare agricoltura, salute e biodiversità, perché la protezione delle persone, delle api e degli agricoltori vanno di pari passo.

L’alleanza è stata avviata da organizzazioni della società civile che operano nei settori dell’agricoltura, della salute e della protezione dell’ambiente. Si è constatato che i tempi erano maturi per formulare ambiziose richieste politiche in materia di agricoltura e biodiversità. La maggior parte delle crescenti prove scientifiche che sottolineano il nesso cruciale tra agricoltura intensiva, una rapida diminuzione delle aziende agricole a conduzione familiare, il crollo della biodiversità e il cambiamento climatico non lascia altra scelta se non un rapido cambiamento nei sistemi di produzione alimentare.

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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