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Se il salame fresco mi arriva dopo 5 giorni, addio catena del freddo. La testimonianza di una lettrice

Tagliere di salumi, salame, di tra tipi diversi intero e a fette e prosciutto crudo, concept: saleIn redazione è arrivata la testimonianza di una lettrice sulla spiacevole esperienza con l’acquisto online di  salumi e formaggi freschi, che in teoria dovevano essere trasportati in modo da mantenere una temperatura refrigerata.

Scrivo in merito a quanto mi è accaduto di recente acquistando tramite dei siti web degli alimenti in particolare: salumi. La spedizione è stata inviata un giovedì con tempo di consegna stimato un giorno. Peccato che io viva in Sardegna e il corriere, non lavorando il sabato e il festivo, mi ha consegnato la merce solo il lunedì successivo. Al momento dell’apertura del pacco, l’unico alimento che riportava una cura nella conservazione a temperatura controllata (si fa per dire) era uno spicchio di parmigiano, il quale era stato riposto all’interno di una borsa termica con delle buste di ghiaccio (oramai calde). Il trasporto è avvenuto tramite un corriere nazionale e non refrigerato.

Ho quindi inviato una prima mail al distributore, il quale in breve tempo mi ha risposto dicendomi che “tutti i prodotti sono stagionati e non devono sottostare al trasporto refrigerato”. Al che ho ribattuto che nutrivo qualche dubbio, in quanto le etichette di alcuni prodotti riportavano come temperatura di conservazione 0-4°C o 0-7°C. A questa seconda mail hanno riposto dopo una settimana specificandomi quanto segue: “Le temperature di trasporto non sono le stesse di conservazione”.

Ovviamente questo lo so anche io e il problema non me lo sarei neppure posto se il prodotto fosse arrivato in un giorno, ma ci ha messo ben 5 giorni!
Maria Grazia

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Fotolia

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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10 Commenti

  1. Nessun corriere e nessun venditore che io conosca prevede la consegna in Sardegna in meno di 48 ore e se tutto va bene. Chi vive/ha vissuto in Sardegna lo sa bene.
    La consegna in un giorno si riferisce alla penisola, sempre se tutto va bene e nessun corriere la garantisce, a meno di affidarsi a spedizioni speciali che costerebbero un occhio della testa.
    Il venditore è stato ingenuo a spedire il giovedí; avrebbe dovuto ritardare al lunedí successivo. Ma sicuramente scrupoloso visto che ha usato borsa termica e ghiacciolini.
    Se si vuole fare affari online, credo che sia buona norma fare sempre i conti con la logistica. Vale sia per i venditori, sia per i compratori.

    • Non sono d’accordo.
      Un compratore si affida a ciò che è riportato nel sito, molte volte non avendo conoscenze riguardo alle tempestiche dei punti logistici sparsi sul territorio nazionale.
      Dal momento che un’azienda alimentare decide di affidarsi a siti e-commerce tale ditta o la ditta conto terzi è responsabile per le operazioni di trasporto che devono rispettare le disposizioni normative rispetto alla temperatura: ossia il rispetto della catena del freddo +4°C ± 3.

    • Pietro Antonelli

      Poteva essere opportuno segnalare l’accaduto alla Asl ove risiede il venditore. Comunque acquistare alimenti deperibili online è un grosso rischio.

    • Non son d’accordo neppure io, perchè chi offre un servizio di vendita di alimenti deve osservare sempre le modalità di conservazione del prodotto; e se non è in grado di garantirle rinunciare alla vendita.
      Anche – ma attendo il conforto di esperti su quanto sto per scrivere – per non incorrere in sanzioni.
      La mia esperienza, diversamente, riguarda l’acquisto di medicinali e parafarmaci, che in alcuni casi mi sono stati consegnati “bollenti” in quanto – a domanda il corrire risponde – erano da due giorni nel furgone non refrigerato. L’etichetta su diversi prodotti riportava di non superare i 25°

    • Polemica inutile risolvibile col buon senso: pare che il soggetto sia la polemica fine a se stessa invece della salubrità del prodotto. La sig.ra Agata poi, si dimostra alquanto impreparata sulle temperature e le rispondo che ignorare la norma non autorizza il compratore a commettere fesserie (sì lo so, il principio giuridico latino è diverso, ma rende l’idea!).
      A proposito di buon senso: ma a meno di essere bloccati a letto o di altri gravi impedimenti, perché non torniamo ad andare a fare la spesa presso la GDO di fiducia o ancor meglio presso la Gastronomia dove il negoziante ci metteva la faccia invece di scrivere risposte assurde come quella fornita? Rispetto del territorio, stagionalità, servizio personalizzato: differentemente mangiatevi gli hamburger di plastica in qualche fast food!!

    • D’accordo.
      Però se il trasportatore ha risposto testualmente “Le temperature di trasporto non sono le stesse di conservazione”, ha dato un’informazione sbagliata se non addirittura ha commesso un illecito, che può essere contestato. Per di più se ha consegnato con un telonato e non con un mezzo refrigerato per il trasporto di prodotti deperibili ha commesso un’altra infrazione.
      Anzi, la signora deve rivolgersi direttamente al fornitore da cui ha acquistato la merce, contestando tutti questi fatti e chiedendo a lui il risarcimento, rivolgendosi ad una associazione consumatori per essere tutelati (qualora la richiesta risarcitoria non venga soddisfatta).
      È vero inoltre che alcuni salumi stagionati (ma sono veramente ben stagionati?) potrebbero essere mantenuti a temperatura ambiente, perché stabili, ma un conto è tenerli a T ambiente di 18-20°C, un altro trasportarlo a temperature di gran lunga superiori.

  2. La distanza e I tempi di consegna non hanno alcuna rilevanza, chi lavora nell’alimentare sa che durante il trasporto deve essere mantenuta la temperatura di conservazione del prodotto, a maggior ragione se sono prevedibili tempi lunghi. In questo caso, chi spedisce dovrebbe servirsi di corrieri con mezzi refrigerati, e nel fine settimana gli alimenti avrebbero dovuto essere conservati in celle frigo. Inoltre corrieri e magazzini dovrebbero essere registrati come operatori del settore alimentare ed applicare il metodo HACCP. Ma in primo luogo dovrebbe essere chi vende con queste modalità a prevedere idonee modalità di trasporto. Se la consegna fosse avvenuta in estate, probabilmente i prodotti sarebbero stati deteriorati dal punto di vista organolettico, anche se commestibili. Quindi gli alimenti consegnati non sarebbero corrispondenti con quanto il consumatore giustamente si aspetta di ricevere, cioè un alimento in perfette condizioni.

  3. Con tutte la qualità e le eccellenze che ci sono in Sardegna…. lo vai ad ordinare ad almeno 800 km…… la signora ha le sue ragioni. Ma io proprio non capisco questo modus operandi.

  4. Possibile che nessun salame con quelle caratteristiche fosse già disponibile nel negozietto sotto casa?

  5. La mail di Maria Grazia dimostra in modo inequivocabile che online vengono venduti prodotti alimentari come se fossero degli oggetti dove se ti arriva rotto al massimo si chiede il reso. Lo dimostra il fatto che il distributore molto candidamente sostiene che le temperature di trasporto non sono quelle di conservazione, a tal proposito sarebbe interessante sapere quali sono queste temperature ma forse e chiedere troppo.

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