I supermercati Pam Panorama hanno segnalato il richiamo di un lotto di salame nostrano con aglio. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la rilevazione di Listeria monocytogenes nel prodotto. Il salume richiamo è venduto in pezzi da 450 grammi, con il numero di lotto 016877 e il termine minimo di conservazione (TMC) 28/06/2026.
Nel momento in cui scriviamo, l’avviso di richiamo pubblicato da Pam Panorama è piuttosto scarno: non riporta infatti il marchio e la foto del prodotto, né l’azienda produttrice e la sede dello stabilimento. Il Ministero della Salute e le altre catene di supermercati non hanno ancora diffuso il provvedimento, per il momento. Aggiorneremo l’articolo se e quando avremo maggiori informazioni.
A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare il salame nostrano con aglio, soprattutto se acquistato presso un supermercato Pam Panorama, con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 13 richiami, per un totale di 42 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.
La corsa al contenimento dei costi e alla base di questa situazione
Terrò presente nelle mie scelte d’acquisto l’omertà di PAM PANORAMA.
A quando una legge di un solo articolo che obbliga a rendere le comunicazioni di allerta trasparenti (dati completi di produttore e del prodotto, lotto, distributori interessati, fotografie e quali precauzioni adottare in caso di ingestione) sia nel punto vendita che con la comunicazione via mail ai “fidelizzati”?
Obbligherebbe indirettamente anche il Ministero a regolarsi nei termini di legge.
Nel caso specifico di Pam Panorama, è probabile che si siano dimenticati di aggiungere il link al modello ministeriale di richiamo in fondo all’avviso (come fanno di solito).
Vero è che traspare una mancanza di formazione in tutti i livelli della gestione di un’allerta alimentare sulla corretta compilazione degli avvisi di richiamo e sulla tempestività e la completezza della comunicazione a consumatori e consumatrici. Una mancanza che si osserva spesso anche nel Ministero, dato che spesso e volentieri pubblica avvisi con molto ritardo, senza svolgere alcun controllo sull’accuratezza dei dati inseriti negli avvisi, ma limitandosi a caricare sul portale dedicato quanto trasmesso.
Purtroppo i richiami si fanno dopo che chissà quanti clienti hanno già mangiato! E dopo aver letto la notizia come si sentiranno?
Da quanto leggo in introduzione non c’è da stare allegri sulla tempistica delle segnalazioni. Per fortuna, Grazie a voi del fatto alimentare che gli occhi c’è li fate aprire. Grazie di nuovo!