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Aggiornamento del 23/10: richiamo revocato dopo le analisi dell’Asl. Richiamato arrosto di fesa di tacchino Capitelli prodotto da Forno d’Oro per presenza di Listeria monocytogenes

AGGIORNAMENTO del 23 ottobre 2017: in seguito agli accertamenti svolti dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e dal Servizio veterinario di igiene degli alimenti dell’ULSS7 Pedemontana, non è stata rilevata alcuna traccia di Listeria monocytogenes nell’arrosto di fesa di tacchino prodotto da Forno d’Oro per Capitelli e pertanto il richiamo è stato revocato.

AGGIORNAMENTO del 13 ottobre 2017: L’azienda Forno D’Oro, produttrice del tacchino arrosto commercializzato con il marchio Capitelli, precisa che sulla base di un controllo interno non sono state trovate anomalie sui prodotti ritirati. Oltre a ciò contesta il metodo di campionamento utilizzato da una famosa catena di prodotti alimentari che ha fatto le analisi presso un laboratorio privato e da cui è scaturita l’allerta. La presenza di listeria è stata riscontrata su vaschette di fesa di tacchino arrosto affettato e poi confezionato all’interno del punto vendita e non direttamente su campioni da 3,5 kg forniti da Forno D’Oro. In questi giorni sono in corso verifiche da parte dell’Asl e una revisione di analisi. Vi terremo aggiornati.

Il Ministero della salute ha diffuso il richiamo dell’arrosto di fesa di tacchino a marchio Capitelli F.lli Srl per la presenza di Listeria monocytogenes. I prodotti richiamati sono stati confezionati da Forno d’Oro Srl nello stabilimento di Via Vallalunga 60 a Tomio di Malo (VI). La stessa azienda aveva prodotto anche il tacchino arrosto Liberamente di Casa Modena richiamato per lo stesso motivo.

I lotti coinvolti sono identificabili dai numeri 26092017 / 14112017, con scadenza al 14/11/2017 e dal marchio di stabilimento IT 823L/P CE. Si tratta di confezioni di arrosto di fesa di tacchino intera con peso da 3,1 kg a 3,4 kg destinate a catering e banchi salumeria.

Si raccomanda di non consumare il prodotto e riportarlo presso al punto vendita d’acquisto: l’azienda ha diffuso un avviso da esporre in tutti i punti vendita in cui il prodotto contaminato è stato venduto. Inoltre, si consiglia alle donne in gravidanza di consultare un medico: la listeriosi può portare a complicanze gravi.

Dal 1 gennaio 2017Il Fatto Alimentare ha segnalato 86 richiamiper un totale di 124 prodotti e 10 provvedimenti di revoca. Per vedere gli altri clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e ritiro dei prodotti leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi possono nuocere alla salute, e per questo scatta l’allerta. La questione riguarda grandi aziende, catene di supermercati e anche piccole e medie imprese. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

I lettori  interessati all’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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