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Pulcini maschi, fermiamo la strage. L’appello di Animal Equality: “Italia ancora molto indietro”

Fermiamo la strage dei pulcini maschi”. È l’appello dell’associazione animalista Animal Equality, che ha lanciato una nuova campagna per chiedere al governo italiano di appoggiare pubblicamente e promuovere l’introduzione di tecnologie – già esistenti – per evitare la soppressione sistematica dei pulcini maschi nati dalle galline ovaiole. Appello a cui ha aderito prontamente Coop, che nel 2019 aveva già avviato un progetto per allevare i pulcini maschi delle galline ovaiole (un milione in soli sei mesi), altrimenti destinati ad essere uccisi subito dopo la nascita.

Ogni anno in Europa vengono soppressi 330 milioni di pulcini a distanza di 24 ore dalla schiusa. 40 milioni solo in Italia. Questo accade perché  l’allevatore non ha un vantaggio economico. Una volta cresciuti, non depongono uova e non possono essere destinati alla produzione di carne perché crescono lentamente e il costo da sostenere è troppo elevato rispetto ai polli delle razze da carne. Gli allevamenti intensivi di polli da carne utilizzano i cosiddetti broiler, razze a crescita rapida dalla muscolatura voluminosa, ben diversi dai maschi delle ovaiole, a crescita più lenta e meno “muscolosi”: per questo solo una piccola parte dei pulcini maschi delle ovaiole vengono allevati come galletti o capponi.

Animal Equality chiede che l’Italia favorisca l’adozione di tecnologie per il sessaggio in ovo, per evitare l’uccisione di milioni di pulcini maschi ogni anno

Animal Equality chiede al governo, e in particolare ai ministri delle Salute Roberto Speranza e delle Politiche agricole Teresa Bellanova, che si favorisca l’adozione di tecnologie in modo da evitare l’uccisione dei pulcini maschi. Metodi, di cui Il Fatto Alimentare si è già occupato in passato (in questo articolo), che permettono di individuare il sesso dell’embrione durante lo sviluppo (in-ovo sexing), portando alla schiusa solo le uova che contengono femmine ed evitando la nascita dei pulcini maschi.

“Si tratta di un problema riconosciuto a livello internazionale che anche l’industria sta cercando di affrontare. A  differenza di altri paesi, l’Italia è ancora molto indietro – dichiara Alice Trombetta, direttrice di Animal equality Italia – In Francia Carrefour vende già uova prodotte con la tecnologia dell’in-ovo sexing, in Germania il governo ha stanziato 8 milioni di euro per rendere questa tecnologia accessibile e numerosi importanti supermercati si stanno impegnando attivamente per mettere in commercio uova prodotte con questa tecnologia. L’Italia, d’altro canto, non ha ancora messo in moto nulla per risolvere un problema che riguarda circa 40 milioni di pulcini maschi solo nel nostro Paese”

Alla fine di gennaio 2020, l’allora ministro francese dell’Agricoltura aveva annunciato l’intenzione di vietare la triturazione dei pulcini maschi a partire dalla fine del 2021. Anche la Germania, come riporta FoodNavigator, potrebbe mettere fuori legge l’uccisione dei pulcini maschi appena dopo la schiusa. La ministra federale per l’Agricoltura Julia Klöckner recentemente ha annunciato l’intenzione di proporre una legge per vietare l’uccisione dei pulcini, esprimendo la sua frustrazione per la mancanza di progressi dell’industria nell’adottare alternative.

Per firmare la petizione di Animal Equality clicca qui.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar

    Basta con tutta questa crudeltà

  2. Avatar
    Mirella Giunta

    L’uomo è la razza più pericolosa