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La pubblicità di junk food sui profili social degli influencer è dilagante. Nessuna regola in Europa

influencerLa maggior parte della pubblicità di cibi e bevande che appare sui siti degli influencer tedeschi come TikTok, Instagram e YouTube riguarda prodotti che potrebbero rientrare benissimo nella categoria dei junk food. Un gruppo di ricercatori austriaci ha esaminato i pasti, gli snack e le bevande che compaiono nei post e nei video di sei tra i più popolari influencer tedeschi con un seguito di circa 5 milioni di follower o di iscritti, tutti adolescenti di età compresa fra 12 e 17 anni.

Per capire la situazione i ricercatori hanno analizzato gli ultimi 20 video o post caricati  prima del 1 maggio 2021, classificando i prodotti alimentari in base a criteri basati sul profilo nutrizionale dell’ufficio regionale dell’Oms per l’Europa. Alla fine sono stati visionati 364 video e post per un totale di 13 ore di riprese riscontrando in un quarto delle scene la presenza di cibo e bevande (per un totale di 409 prodotti). Prendendo come riferimento il profilo nutrizionale dell’Oms, il 75% dei prodotti visualizzati in primo piano sono stati classificati come ‘malsani’, e come tali non  dovrebbero essere pubblicizzati ai bambini. Il cioccolato e i dolci sono stati gli alimenti più gettonati essendo presenti in quasi un quarto dei post, in terza posizione troviamo i cibi pronti.

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Cioccolato e dolci sono gli alimenti più gettonati essendo presenti in quasi un quarto dei post

Nel corso dei programmi i protagonisti descrivono  oltre la metà dei prodotti (53%) in modo positivo, il 42% in modo neutrale, mentre al 5 % viene attribuita una valenza negativo. Un altro elemento importane è che il 73% dei prodotti è stato consumato in diretta durante le riprese e nel 60% dei video si cita il nome del prodotto o il marchio. “Gli influencer – precisa Maria Wakolbinger dell’Università di Vienna al sito FoodNavigator – hanno un enorme potere su ciò che i giovani  ritengono rilevante e attraente. Quel che è peggio è che secondo i  nostri risultati la maggior parte di questi personaggi non segnala che il loro post è una forma di pubblicità”. I prodotti presentati non vengono segnalati come sponsorizzati, ma sembrano frutto di ‘libere scelte’ dell’influencer.

Oggi in Europa secondo un rapporto dell’Oms il 60% degli adulti è sovrappeso o obeso e quasi un bambino sui tre si può considerare in sovrappeso o obeso.I n Italia la situazione non è molto diversa soprattutto fra i bambini. A questo punto è difficile accettare che ci sia così tanta pubblicità nei confronti dei giovani e che arrivi attraverso i nuovi social. I risultati evidenziano l’urgente necessità di regolamentare questa nuova modalità di marketing destinata ai bambini.

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Occorre stabilire delle regole per ridimensionare il ruolo  degli influencer nel marketing del cibo

Secondo i ricercatori occorre stabilire delle regole per ridimensionare il ruolo degli influencer nel marketing del cibo. Nella maggior parte dei Paesi non ci sono regole o restrizioni. In Italia nel 2016 l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha stabilito delle regole (Digital Chart) per cui gli influencer devono dire quando presentano un prodotto sponsorizzato, o comunque indicarlo tramite diciture che appaiono in sovraimpressione (*). Ciononostante le irregolarità sono ancora tante. Di recente anche anche in Spagna si stanno prendendo dei provvedimenti.

(*) Testo ripreso dalla Digital Chart dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria. “Nel caso in cui l’accreditamento di un prodotto o di un brand, posto in essere da celebrity, influencer, blogger, o altre figure simili di utilizzatori della rete che con il proprio intervento possano potenzialmente influenzare le scelte commerciali del pubblico, (di seguito, collettivamente, influencer), abbia natura di comunicazione commerciale, deve essere inserita in modo ben visibile nella parte iniziale del post o di altra comunicazione diffusa in rete una delle seguenti diciture: “Pubblicità/Advertising”, o “Promosso da … brand/Promoted by … brand” o “Sponsorizzato da … brand/Sponsored by … brand”, o “in collaborazione con … brand/In partnership with … brand”;
e/o nel caso di un post entro i primi tre hashtag, purché di immediata percezione, una delle seguenti diciture:
– “#Pubblicità/#Advertising”, o “#Sponsorizzato da … brand/#Sponsored by … brand”, o “#ad” unitamente a “#brand”.”

© Riproduzione riservata. Foto: AdobeStock, Depositphotos

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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