Il panettone è italiano? Viene spontaneo dire di sì ma analizzando bene la questione si scopre che non è proprio così. Certo la ricetta è italiana ed è regolamentata da un disciplinare per cui nella preparazione bisogna usare alcuni ingredienti in particolare di cui è indicata anche la percentuale come: burro, uova, uvetta e canditi. Il Paese di produzione è l’Italia perché tutte le aziende produttrici sono dislocate sul nostro territorio, prevalentemente nelle regioni del Centro e del Nord.

A questo punto rimangono gli ingredienti e qui iniziano le sorprese perché i panettoni più pregiati e costosi impiegano spesso materie prime importate dall’estero. Per la farina la maggior parte delle aziende usa quella proveniente da Stati Uniti, Francia e Canada. L’uva sultanina arriva da: Turchia, Iran, Grecia e Australia. Il burro da centrifuga (il migliore) arriva da: Francia, Belgio, Irlanda, Danimarca e Nuova Zelanda. Lo zucchero da: Francia, Inghilterra, Germania, Repubblica Ceca e Croazia. L’aroma vaniglia migliore viene dal Madagascar mentre per i panettoni al cioccolato il cacao non è certo italiano.

Panettone, pasta e olio italiani?

Questo fatto non deve sorprendere perché, contrariamente a quanto sostengono politici e lobby come Coldiretti, la qualità di un prodotto alimentare non è sempre correlata al luogo di origine. Produciamo la pasta migliore del mondo miscelando da sempre grano italiano con grano importato da Stati Uniti, Canada e Francia. La stessa cosa avviene per l’olio extravergine di oliva che nella maggior parte dei casi è miscelato con olio spagnolo, greco e tunisino. Non bisogna quindi meravigliarsi se anche il panettone è spesso preparato con ingredienti non italiani. Dimenticavo un particolare importante, le materie prime importate utilizzate per il panettone in genere costano di più.

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Angelo
Angelo
22 Novembre 2023 07:55

“Dimenticavo un particolare importante, le materie prime utilizzate importate dall’estero in genere costano di più.”

Siamo così sicuri che l’olio spagnolo o greco oppure tunisino costi di più di quello nazionale? Capisco la polemica continua con Coldiretti, ma arrivare a dire che compriamo materie prime di maggior qualità e addirittura a prezzi più alti all’estero mi sembra fuori luogo.

Roberto La Pira
Reply to  Angelo
22 Novembre 2023 09:37

La frase era riferita agli ingredienti del panettone. Per quanto riguarda l’olio spagnolo e tunisino, diciamo che una parte importante non è di qualità ma noi in genere scegliamo quello extravergine buono per le nostre miscele.

Enrico
Enrico
11 Dicembre 2023 12:14

Spett. Il Fatto Alimentare,
innanzi tutto vi ringrazio per il vostro servizio a volte molto prezioso.
E’ vero. Come da voi sottolineato, si continua a screditare le aziende italiane che producono prodotti italiani con ingredienti che non sono sempre italiani. Questa osservazione. ora contestazione, è nata da gruppi o associazioni che hanno una scarsa conoscenza della storia dell’agroalimentare e dell’artigianato italiano.
Il prodotto italiano è sempre stato quello realizzato da sapienti trasformatori che hanno saputo ottenere le migliori qualità reologiche, organolettiche e nutrizionali nel prodotto finito, partendo da materie prime di diversa provenienza, e questo principalmente perchè colui che trasforma riesce a definire le migliori caratteristiche delle materie prime. Tali caratteristiche a volte vengono ricercate e trovate in prodotti stranieri dove le condizioni pedoclimatiche permetto la produzione di un prodotto anche più pregiato.
Il consumatore non informato viene ingannato se gli facciamo credere che può bere un buon caffè da materia prima italiana, o mangiare del buon cioccolato fatto con cacao italiano. Per lo stesso che dire per le aziende ebaniste o per le aziende sartoriali che usano pregiata seta orientale,? Ma a che porta questa inutile polemica? Purtroppo credo che dietro tutto ciò ci siano veramente associazioni o gruppi di persone che abbiano interesse a screditare il prodotto italiano. E su questo occorre riflettere!