Pasta alla puttanesca - Spaghetti al pomodoro olive e capperi

Il Gambero Rosso ha fatto una prova di assaggio su 39 campioni di spaghetti acquistati nei supermercati di Roma. La prova di degustazione, condotta alla cieca, è stata affidata a Maria Antonia Argenio, responsabile del controllo qualità del pastificio campano Graziano di Monocalzati (AV), e due chef, Giulia Mauro (ristorante Passpartout, Roma) e Jones Bargoni, affiancati da due persone della redazione del Gambero Rosso: Mara Nocilla ed Eugenio Marini.

La cottura è avvenuta in acqua non salata, rispettando le tempistica indicate sulle confezioni, e anche l’assaggio è stato fatto senza sale e olio. Trattandosi di una prova di degustazione, gli assaggiatori hanno preso in considerazione criteri di valutazione come l’aspetto, il sapore, il profilo aromatico e la consistenza.

La classifica degli spaghetti

La classifica pubblicata dal magazine comprende i primi  11 marchi e vede in pole position Garofalo con gli Spaghetti n. 9 Pasta di Gragnano Igp, descritti come profumati, buoni e con una struttura tenace. L’azienda impiega grano duro ottenuto da grani italiani, australiani e dell’Arizona. Il punto di forza della pasta Garofalo è “la struttura carnosa, tenace al morso, per nulla gommosa e di grande masticabilità”.

Al secondo posto ci sono gli spaghetti della catena di supermercati Todis, Pasta di Gagnano Igp, apprezzati per la struttura tenace e omogeneamente al dente. Al terzo troviamo Voiello, marchio di Barilla con Il Gran Spaghetto n. 105, prodotto con grano duro italiano che “mantiene forma, tonalità chiara e ruvidità al tatto anche dopo 13 minuti di cottura”.

Spaghetti Garofalove

A seguire troviamo La Molisana Spaghetti n. 15, azienda che ha un suo mulino, dove macina e decortica a pietra il grano. Il pastificio ha oltre 50 formati diversi ottenuti con grano di filiera 100% italiana e lavorati con trafile in bronzo. Nella classifica in quarta posizione spicca Esselunga con gli Spaghetti n. 5 preparati nel pastificio de La Molisana.

Segue Granoro con gli Spaghetti Dedicato Ristoranti n. 180, ottenuti da grani coltivati al 100% in Puglia da una filiera creata dall’azienda per valorizzare i prodotti agricoli e l’agricoltura della regione storicamente granaio d’Italia. Seguono i Bio Spaghetti con il marchio Combino della catena di discount Lidl. A seguire De Cecco, con gli Spaghetti n. 12.

In fondo alla classifica pubblicata dal Gambero Rosso troviamo due confezioni di pasta Consilia, gli Spaghetti n. 4, e quelli di alta gamma Optima Spaghetti Pasta di Gragnano Igp, che si differenziano per il prezzo (vedi tabella), e ci sono gli spaghetti trafilati al bronzo Tesori dell’Arca della catena di supermercati Pam.

Il test conferma il buon livello della pasta italiana ed evidenzia quanto sia ininfluente l’origine del grano sulla qualità del prodotto finale. Nella classifica, infatti, troviamo in modo indifferenziato pasta ottenuta con frumento 100% italiano e importato. I prezzi, invece, variano molto. Occorre però considerare che la presenza di un marchio a livello nazionale comporta costi di distribuzione, promozione e gestione, che incidono sul listino finale. Tutti fattori che invece non si applicano prodotti firmati dalle catene di supermercati.

Tabella spaghetti 1 Garofalo Todis Voiello La Molisana Esselunga GranoroTabella soaghetti 2 Lidl Combino De Cecco Consilia Consilia Optima PAM

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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Paolo
Paolo
2 Aprile 2025 10:33

E volete che ci creda a questa classifica ? Ma per favore !!!
Non è la mia pasta preferita, ma escludere la RUMMO dalle prime tre, anzi dalla classifica completamente, lo ritengo ridicolo, per non dire altro

Flavio
Flavio
2 Aprile 2025 16:23

Ma che test è?
– Vengono esaminati 39 campioni e la classifica è composta da solo 11 brand? E gli altri 28? Perché sono stati scartati? Per gravi carenze o per quale altro motivo?
– La classifica dei top 11 come è stata stilata? Ci sono dei parametri oggettivi esaminati (pesticidi, inquinanti, tenore glutinico e proteico, impatto ambientale della confezione, provenienza della materia prima adoperata, informazioni al consumatore), e relativi valori numerici, che concorrono a formare questo giudizio finale? Oppure è tutto soggettivo, senza punteggi ponderati derivanti da predeterminati criteri oggettivi, scientificamente misurabili?
Anche questo test mi lascia alquanto perplesso, come quello sui panettoni…

Francesco
Francesco
4 Aprile 2025 12:02

Aldilà di tutte le mancanze descritte da altri utenti, voglio avidenziare che le cotture scritte sulle confezioni, non rispecchiano la stessa cottura tra marchi diversi e, poi la cottura completa dovrebbe intendersi quando tutta la pasta in tutto il suo spessore non presenta punti non cotti. Questa storia di al dente, scolando della pasta cruda è una baggianata, la pasta di qualità è tenace anche dopo la scomparsa della parte cruda ancora al centro, la durezza deve essere uguale in tutto lo spessore

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