Bottiglie di olio extravergine oliva di varie forme e colori, con olive e ramo di ulivo

Sono sempre più frequenti – l’ultima è di pochi giorni fa – le notizie relative a olio di semi adulterato e venduto come extravergine. Mentre nella grande distribuzione – ne abbiamo parlato di recente in questo articolo sui rincari dell’extravergine– i prezzi dell’olio sono in continuo aumento. Che cosa succede e come tutelarsi? Ne parliamo con Alberto Grimelli, agronomo e direttore del magazine Teatro Naturale

“Partiamo dal caso più recente, – esordisce Grimelli, – dall’inchiesta ancora in corso emerge che alcuni ristoratori romani avrebbero acquistato olio extravergine di oliva a tre euro al litro, quando il prezzo minimo di questo prodotto è tre volte tanto. Attendiamo di saperne di più per individuare le responsabilità, ma come minimo sembra trattarsi di incauto acquisto, un comportamento comunque sanzionabile. E non è l’unica truffa che riguarda l’olio. Ci sono indagini della Guardia di Finanza che riguardano ristoratori che hanno acquistato olio presentato come extravergine a un prezzo di mercato, o di poco inferiore, ritrovandosi poi un prodotto completamente diverso”.

In che modo viene adulterato l’olio extravergine?

“In quest’ultimo caso è stata utilizzata una miscela di oli di semi colorata con clorofilla e addizionata con una piccola quantità di olio EVO. Si tratta di una truffa facilmente scopribile con un’analisi, che quindi non può essere proposta alla grande distribuzione dove vengono effettuati dei controlli di qualità, ma può essere proposta al circuito HORECA – bar ristoranti tavole calde – oppure per la vendita diretta. Un litro d’olio così prodotto costa due/tre euro e può essere rivenduto per esempio a sei euro, con un elevato margine di guadagno.

Ci sono poi altri tipi di frodi, più difficili da scoprire anche con le analisi più sofisticate. In questo caso un olio di qualità mediocre – olio vergine o olio lampante – che ha difetti organolettici, cattivi odori eccetera, viene deodorato scaldandolo in una camera sottovuoto e addizionato con una piccola quantità di olio EVO. Scoprire questo tipo di truffa è molto difficile, possiamo solo diffidare di oli extravergini venduti a prezzi troppo convenienti”.

Una persona prende una bottiglia di olio di oliva dallo scaffale di un supermercato; concept: extravergine
È bene diffidare dagli oli extravergini venduti a prezzi troppo convenienti, ad eccezione delle promozioni ‘sottocosto‘

Non dovrebbero esserci problemi per la salute…

“In linea di massima no, nel primo caso dipende dagli oli utilizzati e anche dagli additivi come la clorofilla o alcuni aromatizzanti, che possono non essere adatti al consumo umano. Le inchieste su queste truffe sono spesso coadiuvate dai carabinieri dei NAS, il che fa pensare che qualche problema possa esserci. Per quanto riguarda l’olio deodorato, a parte il danno economico c’è da considerare che il procedimento elimina polifenoli e altre sostanze benefiche contenute nell’olio”.

A favorire le truffe sull’extravergine forse c’è anche una stagione difficile.

“Direi drammatica: secondo i dati ufficiali del Consiglio Oleicolo Internazionale, diffusi pochi giorni fa, la produzione mondiale di olio di oliva – nelle diverse tipologie – quest’anno dovrebbe essere di 2,4 milioni di tonnellate a fronte di un consumo stimato di 2,7 milioni. Mancano trecentomila tonnellate, e le scorte degli anni precedenti sono scarse”.

Questi sono dati a livello mondiale. E in Italia?

“C’è qualche differenza nei consumi. Da noi oltre il 90% del mercato riguarda l’olio extravergine mentre in altri Paesi come la Spagna questa percentuale scende al 60/70%. Per quanto riguarda la produzione, l’Italia nel suo complesso è in linea con gli altri Paesi: è stata una stagione molto difficile, a causa della siccità e in generale del clima, soprattutto al centro nord, mentre c’è stata una buona produzione in Calabria e Sicilia, e ottima in Puglia. Questo inevitabilmente ha portato a un sensibile aumento dei prezzi: adesso l’olio EVO si vende all’ingrosso a circa 9 euro al litro, il che fa ipotizzare per il dettaglio un prezzo non inferiore ai 13 euro. Sarà così finché la situazione non cambia, quindi almeno fino ad aprile quando si potrà vedere l’andamento della nuova fioritura. E si tratta di una situazione che inevitabilmente favorisce le frodi”.

Uomo mescola olive in un contenitore di plastica; concept: olio extravergine di oliva
L’ultima stagione di raccolta olivicola è stata molto difficile anche in Italia

Come tutelarsi? È possibile affidarsi al gusto?

“Bisognerebbe intanto abituarsi a riconoscere i cattivi odori che indicano un olio scadente: odore di rancido, di ‘riscaldo’ – un sentore simile a quello dello yogurt andato a male – oppure un odore acetato o vinoso. Il problema è che non siamo abituati a usare il naso per queste verifiche, il mio consiglio quindi è di avvicinarsi all’olio senza preconcetti per vedere se ci sono odori sgradevoli. E di diffidare dai prezzi troppo bassi – meno di 8 euro al litro – a meno che il prodotto non sia chiaramente indicato come ‘sottocosto’.

Bisogna poi stare attenti che sulla bottiglia ci sia scritto “prodotto E imbottigliato da” e non semplicemente “prodotto imbottigliato”: è un dettaglio che può sfuggire, ma in questo secondo caso non abbiamo nessuna indicazione circa la provenienza delle olive. Un’altra garanzia è rappresentata dalle indicazioni DOP o IGP, perché questi riconoscimenti prevedono un’analisi chimica e un panel test sul prodotto. Mentre la certificazione biologica riguarda più la sostenibilità ambientale che la qualità organolettica del prodotto”.

Entro certi limiti però è una questione di gusto personale.

“Questo vale per gli oli di qualità elevata, con aromi particolari che possono essere più o meno graditi: pensiamo al sentore di pomodoro tipico dell’olio siciliano, al gusto piccante amarognolo dell’olio di coratina, al profumo di mandorla e carciofo dell’olio toscano. È anche questione di scelte personali, sarebbe bene anzi avere in casa almeno due oli diversi per i diversi utilizzi. Ricordando che un olio scadente rovina anche il sapore degli alimenti per cui viene utilizzato”.

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, AdobeStock

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Arlecchino Euristico
Arlecchino Euristico
23 Gennaio 2024 11:20

Bravi
Vi diffondo in Facebook
ciaooo

Cataldo
Cataldo
23 Gennaio 2024 13:29

Articolo molto interessante ed utile. Io mi fornisco di olio direttamente da un produttore pugliese, ormai diventatomi amico, e l’ho pagato quest’anno € 13,50€/l

antonio
antonio
24 Gennaio 2024 09:19

In questo articolo viene riportato che il prezzo minimo dell’E.V.O. deve essere di almeno 10_12 Euro al litro. Come mai in tutti i supermercati ci sono interi scaffali con oli dei più famosi produttori con prezzi che variano da 6 a 12 Euro al litro. Non parlo delle vendite promozionali.

Roberto La Pira
Reply to  antonio
24 Gennaio 2024 09:31

L’orientamento dei prezzi nelle grandi catene di supermercati è di circa 10 €/l per le grandi marche

antonio
antonio
Reply to  Roberto La Pira
24 Gennaio 2024 16:26

Quindi qual è la differenza fra gli oli E.V.O. da 10 Euro e quelli da 20 Euro?

Roberto La Pira
Reply to  antonio
25 Gennaio 2024 10:02

Gli oli Evo più costosi in genere sono Dop italiane. Alcuni sono davvero notevoli, altri meno

Paola Emilia Cicerone
Paola Emilia Cicerone
Reply to  antonio
25 Gennaio 2024 10:19

In parte è anche questione di gusto, lo stesso Grimelli suggerisce di annusare, assaggiare e di tenere in casa almeno due oli.

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