Confezioni di prodotti con Nutri-Score; concept: etichette a semaforo

Dall’Accademia Nazionale di Medicina alla Corte dei Conti, aumenta il fronte favorevole all’etichetta nutrizionale obbligatoria sui prodotti alimentari. Ma il Parlamento francese finora non è riuscito ad approvarla.

Il Nutri-Score obbligatorio prova a tornare al centro del dibattito in Francia: oltre 50mila cittadini e 79 realtà del mondo sanitario, scientifico e associativo chiedono una legge per imporre l’etichetta a semaforo sui prodotti alimentari. La petizione ufficiale lanciata dalle ricercatrici e dai ricercatori che hanno creato il Nutri-Score ha raccolto 56mila firme, oltre al sostegno dell’Accademia Nazionale di Medicina, di 45 società scientifiche, associazione e sindacati professionali del campo medico e nutrizionale, e di 33 associazioni di consumatori e pazienti.

In Francia, tuttavia, non sono solo i professionisti della salute e della nutrizione e le associazioni di consumatori a chiedere a gran voce di rendere obbligatorio il Nutri-Score. È anche la raccomandazione di Assurance Maladie, il sistema pubblico francese di assicurazione sanitaria, equivalente alla sanità pubblica e alla mutua nazionale, che rimborsa le spese mediche dei cittadini. Inoltre, anche la Corte dei Conti francese in due rapporti distinti – uno del 2019 sull’obesità e uno del 2025 sul diabete – ha scritto che il Nutri-Score dovrebbe essere reso obbligatorio per essere pienamente efficace.

Il tentativo fallito del 2025

Oltralpe si era già provato a rendere obbligatoria l’etichetta a semaforo a cinque lettere e cinque colori nell’autunno 2025 con un escamotage. Socialisti e Verdi erano riusciti a far approvare all’Assemblea Nazionale un emendamento alla legge di finanziamento della Sicurezza Sociale per il 2026 che avrebbe imposto l’apposizione obbligatoria del Nutri-Score su tutti i prodotti alimentari, se non fosse stato bloccato dal Senato.

In Francia, il Nutri-Score gode anche di un ampio sostegno da parte della popolazione. È utilizzato volontariamente da 1.500 aziende e copre il 62% del mercato alimentare per volume di vendite, mentre due terzi dei consumatori e delle consumatrici francesi (il 68%) dichiara di usarlo spesso o qualche volta per orientare i propri acquisti e il 94% sarebbe favorevole all’obbligo. Per i promotori della petizione, la domanda ora è soprattutto politica: capire quanto consenso scientifico e popolare servirà ancora perché il Parlamento francese renda obbligatorio il Nutri-Score.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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Osvaldo F
Osvaldo F
26 Maggio 2026 23:57

Io posso essere d’accordo nel merito, ma non scherziamo con i numeri: 50000 cittadini in un paese di 68 milioni di abitanti, è nulla. In democrazia conta la maggioranza, comunque fossero 2 milioni, sarebbero ancora netta minoranza ma almeno un numero di un certo rilievo. Ma 50000 vuol dire che l’interesse è bassissimo.

Dario Folla
Dario Folla
Reply to  Osvaldo F
27 Maggio 2026 11:39

Appunto. Non scherziamo con i numeri ma cerchiamo di capirli. I 50.000 cittadini sono quelli che hanno firmato la petizione….La maggioranza eventualmente si applicherebbe se venisse istituito un referendum (che ignoro se esista in Francia) o un iter parlamentare…in Italia serve un quorum di 500.000 firme per un referendum di iniziativa popolare. L’esito di un referendum costituzionale (e non sarebbe questo il caso) addirittura avrebbe valore in Italia se per assurdo votasse una persona. Questa richiamata nell’articolo è una petizione ufficiale che immagino essere un qualcosa di particolare insito nel sistema francese.

Osvaldo F
Osvaldo F
Reply to  Dario Folla
27 Maggio 2026 18:37

Niente, i numeri sono indigesti.
1) OVVIO che i 56000 sono quelli che hanno firmato la petizione… Appunto: non viene dimostrato un grande interesse.
2) nel caso delle firme, la loro “importanza” è in rapporto con l’obiettivo: se una norma è comunale, ed il comune ha 1500 abitanti, 1000 firme sono già tantissime, anzi, sono perfino la maggioranza.
3) il motivo per cui “contesto” il numero, è che oggi basta scrivere “hanno firmato 10000” e pare che l’ascolto e approvazione sia dovuto. Invece… Invece dipende dall’obiettivo
4) le riporto un esempio di una petizione di 2 milioni di firme in cui sembrano tante, ma invece ci ragiono: la petizione sul salario minimo. Risulta che i lavoratori interessati fossero 3,5 milioni. Quindi, NEMMENO TUTTI GLI INTERESSATI hanno firmato… Dunque, 2 milioni sono certo tanti: quanto significativi però ci sarebbe da ragionarci.
5) con i sistemi attuali, la raccolta di firme è mooooolto facilitata. Non a caso è stato rivisto il numero di firme necessarie per indire un referendum (sbaglio?).
Tutto questo per ragionare in generale, non è una critica al Nutriscore, lo è all’uso che si dà dei numeri.
Infine, nella mia esperienza di vita mi sono sempre convinto che la logica è figlia della matematica. E’ quindi “normale” che essendo indigesta la matematica, lo sia anche la logica.
Buon lavoro

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