Nutri-ScorePolitici,  lobby, associazioni di categoria e diversi settori dell’industria alimentare sono schierati  contro il modello francese di etichetta a semaforo, nota con il nome di Nutri-Score e adottata da 5 Paesi Europei, e propongono come alternativa il NutrInform Battery. Mentre il dibattito va avanti c’è chi è passato dalle parole ai fatti  adottando anche in Italia queste etichette sui prodotti venduti al dettaglio.

Per il momento si tratta di casi isolati, ma questo non vuol dire che l’argomento sia poco interessante visto che stiamo parlando di due industrie di un certo rilievo. Da una parte troviamo Nestlé e dall’altra Ferrero. Nella foto in alto si vede la confezione degli snack Lion Nestlé che nell’angolo a destra riporta l’etichetta a semaforo Nutri-Score. Sull’altro fronte (vedi sotto) vediamo una merendina targata Ferrero che riporta nell’angolo a destra l’etichetta Nutrinform Battery (il modello italiano proposto come alternative al Nutri-Score francese). In questo momento non ci interessa fare un confronto tra le due aziende, ci piacerebbe invece capire se si tratta di scelte destinate ad essere estese  a tutti i prodotti Nestlé e Ferrero oppure di prove di marketing focalizzate in piccole aeree geografiche per saggiare la risposta dei consumatori.

Una merendina Ferrero con la nuova etichetta nutrizionale Nutrinform Battery inviataci da un lettore

Ferrero ci ha scritto dicendo che si tratta di una risposta “alla richiesta delle Istituzioni italiane di applicare il sistema NutrInform Battery a referenze vendute esclusivamente sul territorio nazionale. Per questo l’implementazione è prevista su alcuni prodotti a scaffale che rispondano a questo prerequisito vincolante. E’ tuttavia in corso una valutazione su una possibile implementazione digitale, all’interno delle piattaforme web Ferrero, anch’esse localizzate esclusivamente in Italia e in lingua italiana”.

Nestlé ci ha risposto dicendo che “sostiene attivamente lo sviluppo di un sistema di etichettatura nutrizionale armonizzato in Europa con l’obiettivo di fornire ai consumatori un metodo chiaro e univoco di valutazione dell’apporto nutrizionale dei prodotti alimentari. L’adozione del sistema Nutri-Score non riguarda, al momento, i prodotti Nestlé commercializzati in Italia ma solo quelli venduti nei Paesi europei che hanno scelto di promuovere questo sistema di etichettatura nutrizionale. Nello specifico, la referenza che abbiamo segnalato  Nestlé Lion Coconut) viene importata e non è commercializzata dalla nostra azienda Nestlé Italiana. La confezione di Lion Coconut, commercializzato nel nostro Paese presenta lo schema GDA e non il Nutri- Score”.

A questo punto in attesa di novità,  invitiamo i lettori che trovano sugli scaffali dei supermercati prodotti con queste etichette di segnalarli con fotografie alla redazione.

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Mattia
Mattia
13 Dicembre 2021 12:57

Scusate vorrei un chiarimento .
Sulla confezione della Ferrero c’è scritto che 7,3 grammi di zucchero (raffinato aggiunto immagino) equivalgono all’ 8% delle assunzioni di riferimento per un adulto medio…

L’OMS non ha forse inteso che per una sana dieta dovremmo restar sotto i 25 meglio 20grammi di zucchero al giorno? Quindi quella soglia salirebbe da 8 a oltre il 36%..

Dove sbaglio?

Giulia Crepaldi
Reply to  Mattia
13 Dicembre 2021 13:37

Gentile Mattia, l’etichetta NutrInform Battery non utilizza le raccomandazioni dell’Oms o delle linee guida italiane per calcolare le assunzioni di riferimento ma i valori indicati dal Regolamento 1169/2011 sulle etichette da utilizzare nella dichiarazione nutrizionale, che per lo zucchero è pari a 90 grammi!
Dunque è naturale immaginare quindi che ben pochi prodotti riusciranno a riempire la batteria degli zuccheri: come fa giustamente notare se si seguissero le raccomandazioni più stringenti dell’Oms, una di queste merendine da sola rappresenterebbe il 30% degli zuccheri quotidiani, ma utilizzando 90 g come valore di riferimento la batteria ‘si svuota’ notevolmente…

Mattia
Mattia
13 Dicembre 2021 15:09

La ringrazio per la risposta.
90 grammi è pura follia comunque… mi piacerebbe capire come sia andata in porto una regolamentazione del genere e con quali prove scientifiche

Roberto
Roberto
Reply to  Mattia
16 Dicembre 2021 09:47

Questa è la tabella incriminata del Regolamento 1169/2011:

PARTE B — CONSUMI DI RIFERIMENTO DI ELEMENTI ENERGETICI E DI DETERMINATI ELEMENTI NUTRITIVII DIVERSI DALLE VITAMINE E DAI SALI MINERALI (ADULTI) Elementi nutritivi o energetici – Consumo di riferimento
Energia 8400 kJ/2000 kcal
Grassi totali 70 g
Acidi grassi saturi 20 g
Carboidrati 260 g
Zuccheri 90 g
Proteine 50 g
Sale 6 g

penso sarà stata elaborata su dati scientifici, o no? Si basa su un apporto di 2000 kcal giorno.

Giulia Crepaldi
Reply to  Roberto
16 Dicembre 2021 12:40

Gentile Roberto, il Regolamento 1169/2011 è precedente alle raccomandazioni dell’Oms sugli zuccheri, che risalgono al 2015. Quindi se all’epoca è stata basata sui dati scientifici disponibili al tempo, forse sarebbe il caso di aggiornare la tabella dei consumi di riferimento e allinearla alle nuove conoscenze e alle raccomandazioni delle società scientifiche e dell’Oms.

Roberto
Roberto
Reply to  Mattia
17 Dicembre 2021 18:24

Gentile Giulia, in 4 anni (2011 —> 2015) le conoscenze scientifiche sono cambiate così radicalmente?

Non si stava parlando di una tabella del 1980…

Ad ogni modo concordo che le normative debbano essere tempestivsmente aggiornate in relazione alle nuove raccomandazioni dell’Oms.