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Nutri-Score: secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro è un modello vincente

Nutri-Score-europaL’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha pubblicato un rapporto (*) in cui si evidenzia come l’etichetta a semaforo francese chiamata Nutri-Score, realizzata per valutare la qualità nutrizionale dei prodotti alimentari, sia uno strumento efficace per indirizzare i consumatori verso scelte alimentari più sane. Il documento sottolinea come sulla base di prove scientifiche il modello sia superiore alle altri, e per questo motivo ne auspica l’adozione sistematica in Europa.

Secondo Mathilde Touvier, ricercatrice nell’ambito dell’epidemiologia della nutrizione presso l’Istituto nazionale francese di salute e ricerca medica (Inserm), la riduzione della mortalità e del rischio di cancro collegati all’elevato consumo di prodotti con una valutazione del Nutri-Score favorevole è stata scientificamente stabilita . “L’etichetta – continua Touvier – non solo aiuta i consumatori a fare scelte sulla qualità nutrizionale della dieta, ma incentiva i produttori a migliorare la composizione dei prodotti e i governi ad adottare strategie efficaci in grado di prevenire cancro e malattie legate all’alimentazione”.

L’etichetta Nutri-Score su una confezione di snack Nestlé venduta in Italia.

L’etichetta a semaforo valuta infatti la qualità nutrizionale degli alimenti utilizzando cinque colori diversi correlati ad altrettante categorie. Si comincia con la “A” di colore verde scuro, riferita ai prodotti con un’ottima qualità nutrizionale e si finisce con la “E” di colore rosso, assegnata  a quelli con giudizio negativo. “Analisi epidemiologiche condotte in Europa – precisa un comunicato dello Iarc – hanno dimostrato che le persone abituate a consumare una quantità di alimenti con valutazioni Nutri-Score poco favorevoli hanno un rischio maggiore di cancro, oltre a un rischio più elevato di mortalità complessiva dovuta a tumori e malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente”.

È stato dimostrato che nell’ambito di una dieta sana, le fibre alimentari (coinvolte nelle risposte antinfiammatorie) insieme a frutta e verdura (ritenute fonti di antiossidanti),  svolgono un ruolo benefico nella prevenzione di diverse malattie croniche non trasmissibili. Al contrario i grassi saturi, il sale, lo zucchero e le bevande zuccherate oltre alla carne rossa o lavorata (prodotti coinvolti nelle risposte pro-infiammatorie o pro-ossidanti e nell’insulino-resistenza) hanno effetti dannosi sulla salute.“Esistono prove scientifiche chiare sulla rilevanza di questo sistema di etichettatura e sul potenziale impatto sulla salute pubblica a livello internazionale”, afferma la scienziata Iarc Inge Huybrechts. Forte di queste prove, l’etichetta a semaforo viene già adottata da diverse nazioni come: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera, oltre che essere al centro delle discussioni della Commissione europea.

Nel maggio 2020, la Commissione nell’ambito della strategia Farm to Fork, ha annunciato che entro la fine del 2022 sarà adottata in Europa un’etichetta nutrizionale armonizzata e obbligatoria da collocare nella parte anteriore della confezione. Secondo alcuni il modello più favorito resta il Nutri-Score francese. L’Italia insieme ad altri Paesi ha una posizione diversa e propone il modello Nutrinform Battery  basato sul simbolo grafico di una batteria.

(*) The Nutri-Score: A Science based front of pack nutrition label

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. E’ la dose che fa il veleno ( cit. Paracelso).

  2. Il Fatto Alimentare ha sposato la causa della bontà del Nutriscore e continuamente propone articoli positivi in merito.

    Dalle risposte dei lettori, me compreso, non pare però che questo modello informativo faccia molto presa…

  3. Per chi ha deciso di mangiare cibi semplici , provenienti da spazi non insidiati da sostanze artefatte, con quasi nessuna lavorazione prima di cucinarli il Nutriscore è uno strumento semplicemente inutile e molto sopravvalutato, e trova il suo successo sul presupposto che l’umanità si rifornirà sempre più presso da industrie trasformatrici. dai cosidetti truccatori di cibo, di cui sento anche qui parlare in maniera critica ogni tanto.
    Si promette a chiunque anche senza nessuna cognizione di preparare un pranzo “più sano” in pochi minuti per aver tempo di fare “altro”, senza considerare che l’alimentazione è una delle attività fondamentali per qualsiasi essere vivente, tra le più importanti per il benessere.
    La salute alimentare basata sugli stili di vita corretti, sulle combinazioni, sui tempi e quantità, sull’assenza o quasi di additivi di qualsiasi tipo, poco o nulla considerati nell’algoritmo, non ha nulla a che fare con questo strumento mentre avrebbe molto a che fare con il NOVA per fare un esempio.
    A scanso di equivoci sia chiaro che qualunque affermazione favorevole al N. si voglia sostenere è lecita, ma in realtà informazioni alimentari “salutari” ne esistono a volontà, appunto legate alla volontà individuale e/o di gruppo di cercarle, assimilarle e seguirle in pratica.
    Gli stati sovrani dovrebbero fare leggi molto più restrittive in alcuni campi, tra cui gli zuccheri aggiunti molto in vista, da lungo tempo perchè la salute delle comunità è affar suo., ma in alcuni casi sembra i regolatori abbiano altre priorità………..risultato non si fa molto e sempre in gran ritardo, con la complicità del mondo produttivo/pubblicitario, trattando i cittadini da semi-analfabeti capaci solo di riconoscere lettere singole e vistosi colori da semaforo.

    • Illuminante questa ultima frase:

      “… trattando i cittadini da semi-analfabeti capaci solo di riconoscere lettere singole e vistosi colori da semaforo.”

      Concordo.

  4. Per essere indipendenti invero sul Nutriscore siete molto dipendenti (quasi una lobby) e martellanti senza mai dare conto di pareri contrari anche di esperti di diritto europei che non siano necessariamente italiani (e ce ne sono tantissimi). Inoltre non date conto che in Italia sono molti i contrari all’uso di un algoritmo univoco costruito a tavolino da chi, i francesi, non hanno nemmeno una cultura enogastronomica mediterranea. Questo algoritmo che dice di voler essere pratico nel categorizzare i diversi tipi di alimenti in realtà è valido solo per le Multinazionali alimentari come Nestlé, Danone e McDonald’s, che per l’appunto ne hanno subito approfittato. Invece quello che manca dietro è una sana educazione alimentare che non porterà mai a far capire il consumatore medio sulla qualità di un alimento, ma solo a dire “questo è male” o “questo è bene” solo dal colore e una lettera.
    Invero nessuno, nemmeno il più sprovveduto, ingollerà 100 ml di olio evo come fosse una Diet-Cola o si mangerà da solo 100 grammi di prosciutto o di grana, perché sulla porzione il Nutriscore non ci dice nulla.
    Quanto allo IARC, ha già dimostrato più volte di essere un’Agenzia parziale, specie se i suoi riferimenti principali prendono spunto da Paesi che non hanno la nostra stessa cultura alimentare (USA, GB, Paesi del Nord o Sudamericani). Al di là che anche da noi ci possano iniziare ad essere (anzi magari lo sono già in atto da diverso tempo) problematiche di tipo salutistico legate all’obesità, al diabete o ai problemi cardiovascolari tra la popolazione giovane e adulta, tuttavia in Italia non sono dipendenti dalla nostra dieta mediterranea e dal consumo delle nostre specialità (tutte, nessuna esclusa… “non han mai fatto male tre fette di salame” recitava una pubblicità di qualche anno fa, ed è vero!), ma a stili di vita alimentari importati da altri paesi (quelli che vengono sovente presi a riferimento dallo IARC!).
    Tanto più che anche voi non siete per forza o per grazia ricevuta i paladini buoni!

    • Il Nutri-Score è approvato da diversi Paesi europei e non solo. Difficile dire che è valido solo per le multinazionali quando decine di associazioni di consumatori ne condividono i contenuti

  5. Leggo a commento della foto del Lion di Nestlé, giusto per stare in tema “L’etichetta Nutri-Score su una confezione di snack Nestlé venduta in Italia”.
    Siete sicuri che sia venduta in Italia? Non vorrei sbagliarmi ma quel tipo lì io non l’ho mai visto a scaffale.
    Ho trovato che lo vendono su Amazon, ma c’è scritto che è un prodotto importato dall’America. Ora sappiamo che Amazon nel suo store alimentare non è molto corretto, ma si può importare un prodotto che la Nestlè non vende direttamente sul nostro mercato?
    Ma nemmeno nel sito della Nestlé trovo corrispondenza…
    Chiedo solo per sapere. Forse dovreste segnalarlo al ministero – a me sembra un’anomalia – ma forse dovreste spiegarlo anche a noi, se avete preso lucciole per lanterne…

    • Gentilissimo, il prodotto in questione è stato acquistato presso il punto vendita di Romagnano Sesia (provincia di Novara) della catena ODStore, che spesso importa prodotti “particolari” non presenti sul mercato italiano, e li vende con regolare etichettatura in italiano (come prescritto dalla legge). In particolare questo prodotto è stato importato dalla Germania, uno dei Paesi in cui Nestlé ha adottato il Nutri-Score.
      Non è comunque la prima volta che in Italia è stato acquistato un prodotto etichettato con il Nutri-Score: già nel 2019 un lettore ha trovato una confezione di sostituti vegetali dello yogurt a marchio Sojasun con il Nutri-Score in un punto vendita Lidl. In quel caso il prodotto arrivava dalla Francia. https://ilfattoalimentare.it/sojasun-nutri-score-lidl.html