125 casi di gastroenterite sulla Ruby Princess, rientrata a San Francisco. Terzo episodio nel 2026 su una nave da crociera della compagnia
I Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia sanitaria federale statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie americano (CDC), segnalano 125 casi di gastroenterite rilevati a bordo della nave da crociera Ruby Princess rientrata a San Francisco dopo alcune settimane di navigazione tra Alaska e Canada. È il terzo focolaio del 2026 segnalato dai CDC su una nave della compagnia Princess Cruises. Secondo la scheda pubblicata dai CDC, il focolaio è stato segnalato il 28 giugno. A bordo si sono ammalati 102 passeggeri su 3.032, pari al 3,4%, e 23 membri dell’equipaggio su 1.144, pari al 2%. I sintomi prevalenti erano quelli classici della gastroenterite: diarrea e vomito. La causa è il norovirus.
La compagnia, sempre secondo i CDC, ha aumentato le procedure di pulizia e disinfezione, raccolto campioni biologici per le analisi, isolato passeggeri e membri dell’equipaggio con sintomi. Il dato che colpisce non è solo il numero dei casi ma il fatto che si tratti dell’ennesimo episodio in pochi mesi. Nel 2026 il CDC ha già registrato altri due episodi sulle navi della stessa compagnia: la Star Princess a marzo, la Caribbean Princess tra aprile e maggio e ora la Ruby Princess tra giugno e luglio. In tutti e tre i casi l’agente indicato è il norovirus.

Le cause
Non vuol dire che ci sia un’unica causa o che le tre navi abbiano avuto il medesimo problema. Però la sequenza racconta bene che sulle navi da crociera il norovirus trova spesso condizioni favorevoli. Migliaia di persone vivono nello stesso ambiente, usano gli stessi corrimano, ascensori, tavoli, sedie, buffet, ristoranti, palestre, teatri e aree comuni. Basta poco perché un virus molto contagioso passi da una persona all’altra.
È una storia che avevamo già visto poche settimane fa anche in Europa. A maggio, le autorità sanitarie francesi avevano confermato un focolaio da norovirus sulla nave Ambition, della compagnia Ambassador Cruise Line, attraccata a Bordeaux (ne avevamo parlato qui). In quel caso circa 50 persone tra passeggeri ed equipaggio si erano ammalate e oltre 1.700 persone erano rimaste per alcuni giorni sottoposte a controlli sanitari e limitazioni agli spostamenti.
La crociera è un contesto critico
Il norovirus in crociera non è un incidente esotico o marginale. È un problema ricorrente, noto da anni, che riguarda la gestione igienica degli ambienti chiusi e affollati. Nella maggior parte dei casi il norovirus provoca una gastroenterite fastidiosa di breve durata. Vomito, diarrea, nausea, crampi addominali, a volte febbre leggera. Il problema diventa più serio per anziani, bambini piccoli e persone fragili, perché vomito e diarrea possono portare rapidamente a disidratazione. Ed è proprio sulle navi, dove convivono passeggeri di tutte le età e molti anziani, che la diffusione può rappresentare un pericolo più serio.
L’Istituto superiore di sanità, nella scheda EpiCentro dedicata al norovirus, ricorda che le infezioni si manifestano soprattutto in contesti comunitari, citando esplicitamente anche le navi da crociera. La scheda spiega che il virus è altamente infettivo: bastano poche particelle virali per dare origine all’infezione. La trasmissione può avvenire da persona a persona, per via oro-fecale, tramite aerosol, acqua o cibo contaminati, ma anche attraverso superfici toccate da molte persone.

Questo spiega perché la nave da crociera è un ambiente delicato. L’attenzione sul cibo deve essere rivolta soprattutto a frutti di mare crudi, verdure fresche, insalate, frutti di bosco, acqua, ghiaccio o cibi manipolati da personale infetto. C’è anche il problema delle superfici: maniglie, pulsanti degli ascensori, corrimano, tavoli, sedie, bagni, utensili, aree buffet. In pratica, tutto ciò che viene toccato continuamente da centinaia o migliaia di persone.
Quando si legge l’ennesima notizia di passeggeri con vomito e diarrea su una nave da crociera, non conviene archiviarla come una curiosità estiva. Il norovirus è molto contagioso e difficile da controllare se entra in un ambiente chiuso dove migliaia di persone condividono spazi e servizi e la crociera, per sua natura, è un ambiente ideale per la diffusione.
La regola più semplice resta anche la più banale: lavarsi bene le mani con acqua e sapone, soprattutto prima di mangiare e dopo essere stati in bagno. Nel caso del norovirus il gel igienizzante non sempre basta.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



Ma non si capisce… sono 3 o 4 focolai?
Ha ragione, i focolai erano tre. Abbiamo corretto.
lavarsi le mani dopo.. . sarebbe buona educazione farlo! lavarsi lavarsi lavarsi!!! l’igiene !
1) Dall’articolo: ” …riguarda la gestione igienica degli ambienti chiusi e affollati.” Sì, infatti; a tal punto che le regole igieniche negli ambienti confinati – come può essere una nave, ma si pensi anche i luoghi di lavoro, le comunità, i penitenziari, gli ospedali – sono specifiche.
2) La conclusione andrebbe scritta in carattere maiuscolo: “La regola più semplice resta anche la più banale: lavarsi bene le mani con acqua e sapone, soprattutto prima di mangiare e dopo essere stati in bagno.”
3) Un chiarimento: perché il gel igienizzante non sempre basta?
Aggiungo che il caldo umido dei climi delle rotte percorse spesso dai crocieristi è un pabulum ideale per i germi, che gli impianti di ventilazione e di condizionamento sono potenti diffusori dei patogeni (pulizia dei filtri) e che le compagnie di navigazione non curano abbastanza l’igienizzazione capillare delle navi durante il cambio di passeggeri e nella routine quotidiana durante la crociera. Resta aperto poi il tema legato all’enorme quantità di cibo preparato sottoposto a continui sbalzi di temperatura e a manipolazioni incongrue. Da ultimo c’è il fatto che in queste circostanze i passeggeri si abbandonano facilmente ad eccessi nel bere e nel mangiare e che le aree di intrattenimento (balli, rapporti vari) fanno il resto.
Il gel igienizzante per le mani è poco efficace contro agenti patogeni come norovirus e clostridium difficilis. Inoltre non rimuove lo sporco e l’unto e contiene ingredienti come l’etanolo (specialmente in concentrazioni superiori al 60%) molto tossici se ingeriti. La procedura migliore rimane l’acqua e sapone per almeno 20-30 secondi, meglio se ripetendo il lavaggio.
Se si decide di passare la vacanza in un supercondominio galleggiante ( e inquinante) affollato e stipato come e peggio del lungomare di Riimini in Agosto ( che almeno è all’aperto) e si condividono spazi ristretti gomito a gomito, si dovrebbero adottare preacauzioni igieniche personali all’ennesima potenza Ma, si sa, chi ha voglia di impegnarsi più di tanto in un’atmosfera di rilassatezza e, in alcuni casi, di assoluta libertà e trasgressione e perdere tempo a lavarsi e rilavarsi le mani? Chi a comportarsi con accortezza e morigeratezza davanti al ricco buffet dove, magari, ci si serve da soli con la stessa posata di portata , se non addirittura con la propria? Perciò penso che con tutte le attenzioni e precauzioni possibili le gastroenteriti saranno sempre inseparabili compagne di navigazione per gli spensierati vacanzieri.
Tutti i commenti sono giusti ma io ho sempre il dubbio che sia magari un sabotaggio !!
Basta con queste megacrociere, che, tra l’altro, inquinano i mari.
Fatto crociere e mai avuto problemi. Ridicoli. Auguri.
Capisco che la tua esperienza sia stata positiva, ma il fatto che a te non sia mai successo non significa che il problema non esista. I dati statistici e i focolai confermati si basano su migliaia di passeggeri, non sul singolo caso.