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I Nas sequestrano 76.000 litri di vino in un’azienda romagnola. Il nucleo di Parma denuncia una frode in commercio…

nasIl Ministero della salute riporta la notizia di un sequestro presso un’azienda romagnola, di cui tuttavia non si conosce il nome, da parte dei NAS di Bologna. I militari nel corso di un accesso ispettivo hanno proceduto:

  • al sequestro cautelativo sanitario di litri 76.000 di prodotti vinosi, anonimi e irrintracciabili, del valore di 115.000 euro;
  • alla contestazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo pari a 3.500 euro;
  • alla segnalazione delle carenze igieniche al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda U.S.L. della Romagna, per i provvedimenti prescrittivi di competenza.
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Le informazioni presenti sui menu non corrispondevano al vero

Qualche giorno fa, sempre i Nas, ma questa volta del nucleo di Parma, a seguito di un’ispezione igienico sanitaria effettuata presso un ristorante/pub emiliano, hanno denunciato in stato di libertà una persona alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma per il reato di frode in commercio.
L’indagato, legale rappresentante dell’esercizio di ristorazione, è accusato di aver pubblicizzato su un  menù preparazioni gastronomiche con farine biologiche, olii privi di OGM e mozzarella di bufala campana D.O.P., quando invece i militari hanno accertato che presso la sua attività commerciale e i relativi depositi non erano disponibili i predetti ingredienti speciali e prodotti a marchio protetto.

Sempre i NAS di Parma, a seguito di alcuni accertamenti di laboratorio effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, hanno deferito in stato di libertà una persona per aver detenuto alimenti insudiciati, invasi di parassiti e in stato di alterazione. Le risultanze analitiche hanno infatti evidenziato la presenza, in un prodotto alimentare campionato durante un’antecedente attività ispettiva, di alcuni parassiti.

© Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

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9 Commenti

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    CLAUDIO DE PAULIS

    Perchè non mettete anche il nome della azienda a cui i NAS hanno fatto la denuncia? A cosa serve tale informazione?

    • Roberto La Pira

      I Nas non indicano quasi mai il nome dell’azienda interessata, quando riusciamo ad avere dettagli più precisi attraverso altri canali di solito pubblichiamo il nome

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    date informazioni su sofisticazioni alimentari e quindi pericolose per la salute piuttosto vaghe ed imprecise.

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    Per il vino: se non si conosce il nome della ditta la notizia è inutile: ionon saprò come difendermi.

    • Avatar

      In mancanza di informazioni più precise queste notizie andrebbero evitate, l’unico risultato che si ottiene è quello di allontanare i consumatori da certe tipologie di merce; io, ad esempio, vivendo a Bologna per un bel po’, per stare al sicuro, non consumerò nessun vino locale e non frequenterò più i ristoranti della zona; mi dispiace per quelli che sono onesti ma senza nomi e cognomi a pagare è tutta la categoria.

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    È il minimo sindacale il nome ,è come dire che in politico ruba e non si sa chi sia …

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    Spero in una pena severa per questi criminali che oltre alla frode verso i clienti ed i possibili effetti sull salute dei consumatori causano danni di immagine e sfiducia incalcolabili alla intera filiera, inclusi i concorrenti onesti.

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