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plastica Katmai National Park in Alaska US National Park ServiceIl Fatto Alimentare ha più volte parlato del problema delle microplastiche che sembrano ormai onnipresenti. Diversi studi le hanno trovate in pesci e molluschi, nell’acqua di rubinetto, nel sale e addirittura nell’acqua in bottiglia. La contaminazione è diventata così ubiquitaria che secondo la Commissione europea sono entrate nella catena alimentare umana. Di seguito proponiamo un interessante articolo di Rosy Battaglia, pubblicato da Valori.it, in cui sono presenti nuovi dati e approfondimenti sulle cause e i possibili rischi legati a questo specifico inquinamento.

Ce le ritroviamo in spiaggia, ma anche nell’acqua che beviamo. Come nel pesce, nel sale e nel miele, senza sapere ancora, esattamente, quale sarà nel medio e lungo termine l’impatto sulla nostra salute. Lo aveva già denunciato nel 2017 l’associazione non profit di giornalismo ORB Media. Lo conferma uno studio dell’Università di Pisa, curato dal dipartimento di Chimica e pubblicato su “Environmental Science and Technology”, la rivista dell’American Chemical Society. La presenza di microplastiche si è fatta sempre più pervasiva. Anche in Italia.

microplastiche plastica Commissione europea. Microplastics: Focus on Food and Health
Ecco come le microplastiche sono entrate nella nostra catena alimentare

Le nostre ricerche stanno mettendo in evidenza quanto questa forma di contaminazione ambientale possa essere pressoché onnipresente anche nelle zone di intensa frequentazione turistica» spiega a ValoriValter Castelvetro, docente di Chimica Industriale e coordinatore della ricerca. «Uno dei principali rischi, poi, è che le microplastiche agiscano da collettori di sostanze inquinanti anche altamente tossiche come pesticidi e idrocarburi policiclici aromatici».

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© Riproduzione riservata. Foto: US National Park Service. Commissione europea. Microplastics: Focus on Food and Health

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