Sempre più ristoranti eliminano il menu cartaceo, ma obbligare i clienti a usare lo smartphone non è conforme alle regole. Secondo le associazioni dei consumatori “Serve un’alternativa”
Negli ultimi anni, complice la pandemia, diversi ristoranti hanno sostituito il menu cartaceo con il QR code. Una soluzione pratica per i gestori, ma che solleva diversi problemi dal punto di vista dei diritti dei consumatori.
Partiamo da un principio base: in Italia i prezzi devono essere conoscibili in modo chiaro, immediato e accessibile a tutti, prima ancora di entrare nel locale. Questo significa che il ristoratore ha l’obbligo di esporre il menu con i prezzi su un supporto fruibile da chiunque, senza dover ricorrere a strumenti personali.

In Italia, l’obbligo di trasparenza dei prezzi di bar e ristoranti è regolato principalmente dal TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). I prezzi devono essere esposti in “luogo visibile al pubblico” Obbligare un cliente a usare uno strumento proprio (smartphone), una connessione dati (che potrebbe non esserci) e delle competenze tecniche (che non tutti hanno) viola il principio di immediatezza della consultazione. Il QR code, da solo, non soddisfa questo requisito. Richiede uno smartphone, una connessione e una certa familiarità con la tecnologia. Non tutti li hanno, o li vogliono usare in quel momento.
Serve il menu cartaceo
Su questo punto si sono espresse anche alcune associazioni dei consumatori sottolineando che il menu digitale può essere una soluzione utile, ma non può sostituire completamente quello tradizionale. Il rischio è di creare una barriera all’accesso alle informazioni, soprattutto per anziani o turisti.

Nessun obbligo
Un lettore ci racconta di essersi seduto in un ristorante con la madre anziana. Alla richiesta di un menu cartaceo, il cameriere ha risposto che “ormai non viene stampato da un anno”. Solo dopo qualche insistenza è comparsa una copia, visibilmente poco usata. In altri casi, invece, la risposta è stata un secco rifiuto.
E qui torniamo al punto: il cliente non può essere obbligato a usare il proprio smartphone per conoscere i prezzi. Il menu – cartaceo, su lavagna o altro supporto fisico – resta un obbligo e, prima ancora, una forma di rispetto. Il QR code può essere un’aggiunta, non una sostituzione. Sarebbe interessante capire quanto questa pratica sia diffusa.
Chiediamo ai lettori: vi è mai capitato di trovare solo il QR code? Vi hanno fornito un menu cartaceo su richiesta oppure no?
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare


