Sempre più ristoranti eliminano il menu cartaceo, ma obbligare i clienti a usare lo smartphone non è conforme alle regole. Secondo le associazioni dei consumatori “Serve un’alternativa”
Negli ultimi anni, complice la pandemia, diversi ristoranti hanno sostituito il menu cartaceo con il QR code. Una soluzione pratica per i gestori, ma che solleva diversi problemi dal punto di vista dei diritti dei consumatori.
Partiamo da un principio base: in Italia i prezzi devono essere conoscibili in modo chiaro, immediato e accessibile a tutti, prima ancora di entrare nel locale. Questo significa che il ristoratore ha l’obbligo di esporre il menu con i prezzi su un supporto fruibile da chiunque, senza dover ricorrere a strumenti personali.

In Italia, l’obbligo di trasparenza dei prezzi di bar e ristoranti è regolato principalmente dal TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). I prezzi devono essere esposti in ‘luogo visibile al pubblico’. Obbligare un cliente a usare uno strumento proprio (smartphone), una connessione dati (che potrebbe non esserci) e delle competenze tecniche (che non tutti hanno) viola il principio di immediatezza della consultazione. Il QR code, da solo, non soddisfa questo requisito. Richiede uno smartphone, una connessione e una certa familiarità con la tecnologia. Non tutti li hanno, o li vogliono usare in quel momento.
Serve il menu cartaceo
Su questo punto si sono espresse anche alcune associazioni dei consumatori sottolineando che il menu digitale può essere una soluzione utile, ma non può sostituire completamente quello tradizionale. Il rischio è di creare una barriera all’accesso alle informazioni, soprattutto per anziani o turisti.

“Gli esercizi commerciali sono obbligati a garantire la trasparenza e la visibilità dei prezzi a tutti i clienti – precisa l’avvocato Paolo Martinello docente allo IULM del corso Tutela del consumatore. – Rifiutare di consegnare il menù cartaceo ad un cliente che non desidera o non è in grado di utilizzare il QRcode finirebbe per rendere oscuro il prezzo dei piatti, cioè un elemento essenziale del ‘contratto’ tra cliente e ristorante. Questo è contrario alla diligenza professionale e costituisce una pratica commerciale scorretta, sanzionabile dall’Autorità Antitrust”.
Anche nel mondo della ristorazione non mancano le perplessità. Testate come Gambero Rosso hanno evidenziato come il menu non sia solo un elenco di piatti, ma uno strumento di accoglienza e identità del locale. Eliminare del tutto il supporto fisico significa perdere un elemento importante dell’esperienza. Nella pratica, la situazione è molto variegata. Alcuni ristoratori, su richiesta portano al tavolo il menu cartaceo – magari tenuto ‘di scorta’ dietro il bancone. Altri invece insistono sul QR code, anche quando il cliente manifesta difficoltà.
Nessun obbligo
Un lettore ci racconta di essersi seduto in un ristorante con la madre anziana. Alla richiesta di un menu cartaceo, il cameriere ha risposto che “ormai non viene stampato da un anno”. Solo dopo qualche insistenza è comparsa una copia, visibilmente poco usata. In altri casi, invece, la risposta è stata un secco rifiuto.
E qui torniamo al punto: il cliente non può essere obbligato a usare il proprio smartphone per conoscere i prezzi. Il menu – cartaceo, su lavagna o altro supporto fisico – resta un obbligo e, prima ancora, una forma di rispetto. Il QR code può essere un’aggiunta, non una sostituzione. Sarebbe interessante capire quanto questa pratica sia diffusa.
Chiediamo ai lettori: vi è mai capitato di trovare solo il QR code? Vi hanno fornito un menu cartaceo su richiesta oppure no?
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare



Devono essere i governi a fare leggi ad hoc, in più bisogna avere un canale dedicato o una app che permetta all’utente di segnalare problemi alle autorità competenti. Auguri.
Io utilizzo nel mio locale il menù digitale di menugratis.it, ormai non è più un solo menù ma anche una storia del locale. Nel locale sono esposti i prezzi, dentro e fuori ma al tavolo c’è il QR già programmato per quel tavolo. Avendo tanti tavoli io con il QR so già chi ha fatto l’ordine senza che nessuno si rechi al tavolo. Ci sono mille cose che il QR fa e il cartaceo no, comodità per il cliente e per noi.
Certo ma allora può anche stampare qualche copia cartacea da dare ai clienti che non hanno il cellulare o preferiscono leggere il menu cartaceo
se rifiutano di esibire il cartaceo, mi alzo e me ne vado!
Renzo
Roberto il menù è già nelle tovagliette e anche cartaceo ovviamente, anche in entrata del locale. Ma per gli ordini noi preferiamo farli passare dal QR che arrivano direttamente in cucina. Ovviamente se una persona non può o non vuole non gli diciamo “arrangiati” e se un cliente ci chiede il cartaceo andiamo noi direttamente.
A volte magari ci sono TROPPE cose che il QR fa ed il cartaceo no? A me ne basta UNA, scegliere quello che voglio… Per il locale è sicuramente più comodo, per il cliente non è detto…
Aggiungo. Per la verità, va detto che l’uso del QR è piuttosto facile e perfino normale per la clientela più giovane, già abituata magari alla ordinazione tramite monitor touch. La parte che lo trova complicato è probabilmente assai piccola. Mi è anche capitato un cinese “mangia tutto quello che vuoi”, che fornisce un tablet per tavolo per iniziare l’ordine e poi si prosegue in autonomia, senza cameriere, via via ordinando il resto. Senza quel sistema, sarebbe forse impossibile da fare, comunque molto più lungo ed il costo aumenterebbe per il personale coinvolto
Il sistema che utilizziamo è gratuito, figuriamoci se ci mettiamo a pagare anche il QR. La comodità del QR, oltre nel locale è anche da casa che puoi ordinare in autonomia senza stare lì a prendere ordinazioni tramite cellulare o prenotazioni. Il tutto avviene in automatico, ovviamente devi confermare te se l’ordine può essere evaso e a che ora.
Bhe provi anche ad inviare attraverso il QR il piatto….
Questo obbligo di digitalizzazione e’ insopportabile.
Una persona potra’ sfogliare con calma un menu’ e fare le varie comparazioni?
Poi c’e’ una legge che mi obbliga a girare col telefonino pure di domenica?
Due esperienze a Milano. Ristorante georgiano, via Savona, solo menù con Qrcode. Ho detto che non avevo con me il cell e allora lacamiwrowra mi ha portato un iPad. Con menu.
Pizzeria Sasa ViaRomolo Gessi. Menu in Qrcode e cartaceo.
Sono d’accordo perché sono uno di quelli che non ama usare il cellulare.
Però mi chiedo come sia stato possibile consentire all’etichettatura dei vini di riportare le indicazioni OBBLIGATORIE (valori nutrizionali ed ingredienti) nascondendole in un QRCode.
Lo stesso dicasi delle informazioni ecologiche per lo smaltimento imballaggi di tutti i prodotti che possono essere riportate ANCHE SOLO in un QRCode.
E’ il progresso, bellezza… Diciamo che in codesti casi posso anche capirlo, in particolare su valori nutrizionali ed ingredienti, per tre motivi: da una parte il venditore può preparare delle etichette più “gradevoli” esteticamente, senza quella serie di scrittine piccine, il secondo appunto è che le scritte quasi sempre sono illeggibili, minimo ci vuole una lente… Forse meglio il QR, infine sono dati che immagino molto simili tra un vino ed un altro, non c’è granché da distinguere/capire.
Ho un argomento analogo. Negozio Lidl, frutta, cartellino con le informazioni, origine: VEDI CONFEZIONE. Regolare? Tra l’altro l’origine, in caratteri non troppo grandi, era laterale: bisogna prendere tutte le confezioni e girarle prima di decidere l’acquisto se voglio solo prodotti italiani, o magari almeno UE. Che non è solo un problema di sostenibilità, ma parte anche di gusto, prodotti che vengono da molto lontano probabilmente vengono raccolti poco maturi, e subiscono danni da trasporto.
Per il negozio è comodo. E per il cliente? E’ regolare? Grazie
Una piccola nota,i prodotti che vengono da molto lontano sono forse quelli confezionati melgio proprio per evitare ammaccature
Io per questo ristorante uso questo. Comodissimo perché viene anche aggiornato. Conosci i prezzi da casa e puoi ordinare. Però il doppio menù ci vuole obbligatoriamente. D’accordissimo !
A me irrita quando il ristorante ti dice di inquadrare il QR CODE, poi le mie amiche ci pensano loro, non so quando questo nuovo comportamento sia frequente, perché non una persona che vada spesso a mangiare al ristorante, però in questo ristorante, sono già diversi anni che lo ha adottato, 4/5 anni, poi me lo dimentico, e quando poi mi ci imbatto, mi rompe non poco.
Non e elegante prendere sempre in mano il telefono, specialmente al tavolo…anche per mangiare mi sembra veramente eccessivo. Se si desidera altro, bisogna prendere di nuovo in mano il telefono…tutte le volte che si vuole aggiungere qualcosa dal menù. E se c’è la batteria scarica? E se l’ho lasciato in macchina? E se al ristorante non voglio più usarlo? E come se vai in biblioteca ma non ti danno più i libri cartacei ma un tablet con .e-pub o .PDF. Usiamo la tecnologia dove serve davvero…
E vero! Noi ai nostri figli insegniamo da sempre che a tavola il cellulare non si usa, perché è un momento di relazione. Poi però andiamo al ristorante e ci viene imposto di usarlo per consultare il menù. Il risultato è che l’autorità del genitore e gli insegnamenti dati a casa vengono messi in discussione proprio da chi dovrebbe offrire un servizio, non creare contraddizioni. Capisco la praticità del QR code, ma un menù cartaceo dovrebbe essere sempre disponibile, anche per coerenza educativa.
Capita ormai sempre più spesso di trovare solo il QR code. A Brescia e dintorni ormai è una moda, da quando con il Covid è stato necessario ridurre le possibilità di contaminazione legate alla manipolazione promiscua dei menu. In pochi adottarono la versione plastificata dei menu, da sanificare con alcool, tra un cliente e l’altro.
Personalmente non gradisco, e se posso evito questi locali: con questo inizio, l’esperienza della serata per me parte già rovinata.
Concordo sul fatto che il menu cartaceo è di per sè un bel modo di presentare il locale e accogliere il cliente, e lo gradisco molto, specie se c’è una pagina iniziale che presenta il locale, la sua storia e/o la sua filosofia.
Lo schermo di uno smartphone non è la stessa cosa, e comunque già lo usiamo abbastanza: al ristorante/pub/birreria dove lo scopo è il relax, anche no, grazie!
Se vale per il menù al ristorante dovrebbe valere anche per l’obbligo della dichiarazione nutrizionale e ingredienti per i vini. Adesso può essere disponibile attraverso un QR code, come da normativa. Chi compra il vino è diverso da chi va al ristorante?
Bisogna considerare che forse c’è anche un problema di spazio