Dopo il richiamo del salmone affumicato diffuso da Esselunga arriva dal Ministero della Salute la segnalazione del ritiro di diversi lotti di gallette a base di mais integrale. La ragione indicata, in questo caso, è la presenza della micotossina DON (deossinivalenolo) oltre i limiti stabiliti dalla normativa vigente.
I lotti e le marche
- Gallette di mais integrale pignoletto Langalletta, in confezioni da 150 grammi, con i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione: E2589 27/05/26, C2553 17/03/2026, B2568 21/02/26, A2549 31/01/2026, I2516 10/09/2026, A2549 31/01/26;

- Le Gallette Gustose e Croccanti Mais Integrale Brezzo, in confezioni da 150 grammi, con i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione C2554 17/03/26, e G2531 14/07/26;

- Soffi Di Mais La Grande Ruota, in confezione da 150 grammi, con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione B2585 17/03/26;

- Gallette di mais integrale Terra Verde in confezione da 150 grammi, con i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione B2509 04/02/26, D2557 14/04/26, F2526 19/06/26, G2528 14/07/26, I2531 30/09/26, L2524 30/10/26;

- Gallette bio San e Bun, in confezione da 150 grammi, con i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione A2521 07/01/2026, E2543 22/05/2026, I2511 10/09/2026;

- Gallette di mais pignoletto integrale Dietnatural, in confezione da 150 grammi, con i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione A2518 27/01/2026, B2580 24/02/2026, B2581 24/02/2026,E2501- E2502 07/05/2026, F2533- F2534 14/07/2026, I2502 11/09/2026 M2501 13/11/2026.

L’azienda Langalletta srl ha prodotto tutte le gallette richiamate nello stabilimento di produzione si trova in via Statale 155, a Santa Vittoria d’Alba, in provincia di Cuneo.
A scopo precauzionale, si raccomanda quindi di non consumare le gallette di mais con i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione sopra indicati. L’azienda tuttavia raccomanda di procedere allo smaltimento dei prodotti richiamati, invece di riconsegnarli al punto vendita.
Dal primo gennaio 2025 Il Fatto Alimentare ha segnalato 254 richiami, per un totale di 563 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock (copertina), Ministero della salute
I vari richiami da voi ben riportati dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che i controlli servono. Eccome servono!
Mentre la tendenza attuale è quella di eseguire controlli in remoto, contando sulla buona fede delle aziende o di implementare il sistema dell’autocontrollo/autocertificazione
Faccio riferimento alla mia esperienza professionale di consulente: scandagliare “da remoto” i siti internet dei produttori, e quindi avere piena visione di ingredienti, pannelli nutrizionali e claim dei prodotti, non è una attività riduttiva o semplificata, ma permette di avere le medesime informazioni al riguardo che si potrebbero rilevare con una visita in situ, e contemporaneamente consente di “sorvegliare” molte più aziende nello stesso tempo.
Idem se ci si fa inoltrare il loro Manuale di Autocontrollo, in cui sono descritte procedure e prodotti.
Di fatto, stante la costante riduzione del numero di addetti di ASL/ATS ecc.. che è in corso da quasi vent’anni, con questo sistema è possibile compensare la riduzione delle visite dirette, che in ogni caso vengono comunque effettuate a prescindere su ogni azienda, e spesso in collaborazione con ICQRF e NAS, se sono emerse incongruenze incrociando i dati emersi dalle osservazioni in remoto con i dati di visite ispettive anche precedenti e, per alcune situazioni, anche i dati finanziari.