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Maina dice addio alle uova da gallina in gabbia entro il 2020. Ferrero, cage-free in Europa dal 2014, estende il suo impegno a livello globale

Eggs and spinachNon sono solo i supermercati a dire addio alle uova prodotte da galline in gabbia, ma anche le aziende alimentari. Le ultime ad annunciare impegni per migliorare il benessere animale tra i propri fornitori sono Maina e Ferrero. Lo ha segnalato l’associazione Animal Equality, dopo mesi di campagne di sensibilizzazione, condotte anche da altre organizzazioni.

Maina ha annunciato che abbandonerà completamente l’impiego di uova e ovoprodotti provenienti da allevamenti in batteria entro il dicembre 2020. L’azienda è solo l’ultima delle imprese specializzate nella produzione di dolci di ricorrenza a impegnarsi per garantire migliori standard di benessere animale negli allevamenti dei fornitori (prima di Maina avevano già detto addio alle uova da galline in gabbia anche Balocco, Paluani e Tre Marie). Bauli, invece, non ha ancora preso alcun impegno in questa direzione.

Ferrero è stata tra le prime grandi aziende italiane a rinunciare fin dal 2014 alle uova provenienti da allevamenti in batteria, per rifornire gli stabilimenti nel nostro Paese e in tutta Europa. Questo obiettivo, da raggiungere entro il 2025, è stato esteso anche a Messico e Turchia, dove il colosso di Alba ha costruito negli ultimi anni nuovi impianti produttivi. Lo ha rivelato la stessa Ferrero nell’ultimo rapporto sulla responsabilità sociale.

In passato anche altre aziende avevano preso impegni per utilizzare solo uova da allevamento a terra, all’aperto o biologiche. Nel 2017, Nestlé ha annunciato di avere intenzione di rifornirsi solo da allevamenti che impiegano metodi alternativi alla gabbia (entro il 2020 in Europa ed entro il 2025 negli Stati Uniti). Anche competitor come Kraft Heinz e Conagra hanno fatto scelte simili.

Nel mondo della ristorazione collettiva, l’azienda francese Sodexo e l’italiana Camst – premiata con il Golden Egg da Ciwf Italia – entro il 2025 hanno deciso di utilizzare solo uova prodotte da galline fuori dalle gabbie, per produrre i pasti serviti nei refettori. Dussman Service, che ogni anno impiega nelle mense scolastiche un milione e 600 mila uova e 100 tonnellate di ovoprodotti, ha invece annunciato di voler acquistare solo prodotti cage-free già dal marzo 2017.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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