Lo chef stellato protagonista della nuova campagna Lidl. Quale ruolo per gli chef nelle strategie pubblicitarie della GDO e delle grandi aziende?

Antonino Cannavacciuolo è il nuovo testimonial di Lidl Italia. Lo chef stellato sarà protagonista di una nuova campagna promozionale per il marchio Italiamo e per l’ortofrutta biologica, DOP e IGP. L’annuncio della collaborazione è arrivato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta il 19 marzo presso il punto vendita Lidl di Viale Corsica, a Milano.

La campagna televisiva debutterà domenica 12 aprile, quando andrà in onda il primo dei due spot, quello dedicato ai prodotti di eccellenza Italiamo, linea top che raccoglie circa 250 prodotti del Made in Italy e specialità regionali. A giugno poi arriverà il secondo spot, dedicato alla gamma di ortofrutta certificata. Secondo quanto anticipato, nelle pubblicità vedremo lo chef mentre esamina la qualità dei prodotti Lidl, che vuole testare personalmente prima di consigliarli al pubblico. L’intera campagna, che oltre agli spot televisivi comprenderà anche contenuti su social, sui servizi di streaming video e sulle principali emittenti radiofoniche, andrà avanti a rotazione fino ad autunno inoltrato e terminerà a ottobre.

Antonino Cannavacciuolo Lidl 19.03.2026
Antonino Cannavacciuolo durante la presentazione della collaborazione con Lidl

Chef stellati e pubblicità

Non è certo la prima collaborazione di uno chef stellato con un marchio dell’agroalimentare o con una catena della grande distribuzione. Lo stesso Antonino Cannavacciuolo in passato ha collezionato diverse partnership, tra cui quelle con il marchio di chewing gum Daygum e con il Pastificio Voiello, solo per citarne alcune. Anche i suoi colleghi giudici di MasterChef non si fanno scappare l’opportunità di collaborazioni: Bruno Barbieri, per esempio, è diventato il volto di una linea Motta firmata dallo chef, mentre Giorgio Locatelli è stato testimonial di una campagna del formaggio Brie Président.

Tra i giudici del popolare talent show culinario, quello che ha collezionato il maggior numero di collaborazioni pubblicitarie è probabilmente Carlo Cracco: con lo slogan “in cucina ci vuole audacia”, la storica partnership iniziata nel 2014 con il marchio di patatine San Carlo è forse la campagna che ha cambiato il rapporto tra chef e pubblicità in Italia. Cracco, però, ha all’attivo anche una collaborazione, sicuramente meno iconica, con il brand di cucine Scavolini.

cracco cracco patatine san carlo

Anche Joe Bastianich, ex giudice di MasterChef, ha siglato una collaborazione pubblicitaria di lunga data: in questo caso parliamo di McDonald’s, che periodicamente presenta panini firmati dallo chef italoamericano in edizione limitata. Alessandro Borghese, chef e conduttore di celebri programmi come 4 Ristoranti, è testimonial della pasta Armando e di San Benedetto. Mentre Simone Rugiati ha fatto pubblicità per Coca-Cola. Ad avviare la ‘tradizione’ degli chef-testimonial però è stato Gualtiero Marchesi, che nel 2011 ha firmato per McDonald’s il panino Vivace, con bacon, spinaci, senape e maionese.

Una questione di credibilità

In questo scenario, la presenza sempre più frequente di chef stellati nelle campagne pubblicitarie di marchi commerciali e catene della grande distribuzione solleva anche una riflessione più ampia sul ruolo di queste figure. C’è il rischio infatti che la credibilità costruita negli anni di carriera, una volta messa al servizio di strategie di marketing, finisca per consumarsi agli occhi del pubblico.

© Riproduzione riservata Foto: Lidl, Il Fatto Alimentare

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Germano
Germano
25 Marzo 2026 19:37

Se questi chef garantiscono prodotti da discount o da fast food, con prezzi da discount o da fast food, per quale motivo, poi, uno dovrebbe andare a mangiare nei loro ristoranti con prezzi stellari e con il sospetto che usino i prodotti da loro garantiti?

Cristiana
Cristiana
18 Aprile 2026 10:54

Forse bisognerebbe spiegare a Cannavacciulo che la qualità dell’ OLIO EVO non si giudica dal colore (in uno spot versando l’olio nella padella esclama: che bel colore!), tanto che gli assaggiatori ufficiali utilizzano un bicchierino blu scuro e valutano solo aromi e sapore. Il colore è una della valutazioni che si fa solo per il vino!

giova
giova
Reply to  Cristiana
18 Aprile 2026 19:48

Questa è disinformazione e mancanza di responsabilità quando ti rivolgi al pubblico. Non è il caso di tornare alla TV di Manzi ma neppure dire cose sbagliate.

giova
giova
18 Aprile 2026 18:55

E del fatto che non usano il cappello nessuno ne parla più… un’altra conferma della “caduta libera” in cui sta precipitando una delle discipline scientifiche che ha “costruito” la società negli ultimi due secoli: l’igiene pubblica.

Roberto La Pira
Reply to  giova
18 Aprile 2026 19:13

Abbiamo scritto 3-4 articoli denunciando questa brutta abitudine

giova
giova
Reply to  Roberto La Pira
18 Aprile 2026 19:50

Ricordo bene perché l’ho imparato da voi, grazie

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