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Latte Granarolo Betacaseina A2, lanciato sul mercato un nuovo prodotto per chi ha problemi di digeribilità

latte granaroloGranarolo ha lanciato il Latte Betacaseina A2. Per capire di cosa si tratta bisogna ricordare che normalmente il latte contiene due tipi di proteine Beta-caseine, A1 e A2, ma non è stato sempre così. In passato le mucche producevano latte la cui proteina Beta-caseina era unicamente A2. Nel corso del tempo si è assistito però a cambiamenti del patrimonio genetico, che hanno portato alla produzione di Beta-caseina A1. Da quel momento le mucche sono state in grado di produrre maggiori quantità di latte, ma con entrambe le proteine. Oggi, per la produzione di latte Beta-caseina A2, è necessario avere a disposizione mucche selezionate che producono meno rispetto alle altre, e questo è possibile grazie ad alcuni allevamenti presenti nella filiera Granarolo (*). 

Negli ultimi 10 anni è aumentata l’attenzione e l’interesse verso il latte A2, anche se in  Europa e in Italia è ancora un prodotto di nicchia, pochissimo conosciuto, mentre è molto popolare in altri Paesi, in particolare Australia e Nuova Zelanda, Cina e ora anche gli Stati Uniti, dove ha conquistato ingenti quote di mercato. A partire dagli anni 2000 sono stati pubblicati diversi studi scientifici in letteratura dedicati al latte con la Beta-caseina A2, dai quali emergerebbe una maggiore digeribilità. Normalmente il latte, quando viene digerito, libera una porzione di proteina che interagisce con il tratto gastrointestinale causando, in alcuni soggetti più sensibili, sintomi correlati con la maldigestione. Nella digestione del latte A2, invece, non si verifica la formazione di questo frammento di proteina, procurando così una sensazione di maggiore leggerezza (**).

Il latte Granarolo Betacaseina A2 amplifica i benefici del consumo abituale eliminando i disturbi più noti come i sintomi gastrointestinali

Betacaseina A2 sembra quindi amplificare i benefici del consumo abituale eliminando i disturbi più noti come i sintomi gastrointestinali associati alla digestione del latte, e favorendo un più rapido tempo di transito gastrointestinale. Per valutare il gradimento del prodotto e le sensazioni che evoca a chi lo prova, è stato condotto con l’istituto di ricerca Adacta un test coinvolgendo 100 consumatori di latte fresco. Il test si è svolto in modalità blind, ossia sono stati inviati ai consumatori prescelti dei campioni di prodotto chiedendo di provarli per 3-4 giorni, senza rivelare né la tipologia né la marca, così da non influenzare in nessun modo il giudizio. Al termine del test è stato chiesto loro di rispondere a un breve questionario, da cui è emerso che l’81% del campione intervistato ha dichiarato che il prodotto dà una sensazione di leggerezza.

Il latte Granarolo Betacaseina A2 è venduto intero, pastorizzato a temperatura elevata, 100% italiano perché proveniente dagli allevamenti di alcuni soci-allevatori della filiera Granarolo appositamente selezionati per produrre questa tipologia, in un’esclusiva confezione ottenuta da fonti vegetali e rinnovabili, certificata a Zero Emissioni di CO2 da Carbon TrustTM.

(*) La variante A2 della βcaseina è quella primordiale: in passato le mucche producevano un latte la cui proteina era unicamente A2, ma nel corso del tempo si è assistito a cambiamenti e mutazioni nel patrimonio genetico che hanno portato alla comparsa di altre varianti come la A1. Da quel momento le mucche sono state in grado di produrre latte con entrambe le proteine. Nelle mandrie dei soci Granarolao la variante A2 è presente mediamente nel 25-30 % delle bovine e viene raccolto separatamente. Negli allevamenti coinvolti per tale produzione, le bovine vengono analizzate e selezionate a seconda le tipo genetico determinato. Il latte con genotipo A2viene così raccolto separatamente.

(**) Nel 2009, l’Efsa (European food safety agency) ha rilasciato un parere, sulla base degli studi condotti, senza confermare alcune delle evidenze sopra riportate.

© Riproduzione riservata

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    “in un’esclusiva confezione ottenuta da fonti vegetali e rinnovabili, certificata a Zero Emissioni di CO2 da Carbon TrustTM.”

    La confezione è CO2 friendly, la deiezione di una singola mucca manda all’aria ogni misero risparmio ottenuto… ma questo meglio non specificarlo nel packaging.