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Junk food: in Inghilterra la pubblicità corre su siti, app, social network. E i bambini ingrassano…

In Gran Bretagna, dove la pubblicità di cibo-spazzatura è vietata durante le trasmissioni televisive rivolte ai bambini, la Children’s Food Campaign (un programma per migliorare l’alimentazione dei più piccoli promosso dall’associazione no profit “Sustain” della British Heart Foundation) ha realizzato un rapporto  sui modi più o meno subdoli utilizzati dai produttori di junk food per reclamizzare i loro articoli ai più giovani. Nell’elenco troviamo: siti internet, personaggi dei cartoon, gadget, applicazioni per smartphone, suonerie, giochini elettronici e fanpage sui social network.

Nell’ambito di questa attività di denuncia, la campagna ha portato di fronte all’Advertising Standards Authority (l’equivalente della nostra Autorità garante della concorrenza e del mercato) alcuni grandi marchi di snack e bibite per pubblicità ingannevole sulla quantità di zucchero contenuto nei loro prodotti molto amati dai bambini.

Ne parla Tamara Cohen in un articolo sul Daily Mail: le aziende coinvolte sono Chupa Chups, Nutella, Coca-Cola, Britvic e la British Soft Drinks Association, che riunisce i produttori di bibite, tutte segnalate all’ASA con l’accusa di rivolgersi ai i bambini con “mezze verità”.

In un sondaggio sul tema effettuato dalla Children’s Food Campaign su 1000 persone, Chupa Chups è stato votato come il peggiore marchio per un video sul suo sito nel quale lascia intendere che i leccalecca gialli sono fatti unicamente con succo di limone. In realtà i leccalecca ne contengono solo il 3 %, mentre gli ingredienti principali sono zucchero e sciroppo di glucosio, come per altro dichiarato in etichetta.

Il secondo posto se lo è “meritato” la British Soft Drinks Association che nel suo sito dice che “può essere necessario aggiungere piccole quantità di zucchero ai succhi di frutta” perché “i capricci del clima e la riduzione delle giornate di sole possono influenzare il raccolto”, frase che è stata definita dalla Children’s Food Campaign in evidente “malafede”.

In terza posizione troviamo le bibite Britvic secondo cui “i dentisti ritengono il problema della salivazione insufficiente, un effetto collaterale in chi non beve abbastanza durante la giornata, e di conseguenza  una delle principali cause della carie”. Il messaggio però non dice che le bibite dolci contengono zucchero e sono spesso acide, e quindi sono un alimento che può causare sicuramente danni ai denti…

Coca-Cola, proprietaria del marchio Glaceau Vitaminwater, presenta on line i suoi prodotti come “una gamma di acque minerali con succo di frutta, arricchite con vitamine e sali minerali”. Ma Children’s Food Campaign sottolinea che solo tre degli otto prodotti della gamma contengono frutta, o meglio concentrato di frutta.

Ultima della lista Nutella, denunciata all’ASA all’inizio del 2011 per uno spot televisivo che, promuovendone il consumo quotidiano a colazione, menzionava il contenuto di nocciole, ma non quello di zucchero, che invece è il primo ingrediente sull’etichetta. Ma l’Asa, al termine dell’istruttoria, ha ritenuto corretti i messaggi e ha “assolto” Nutella.

Kawther Hashem della Children’s Food Campaign afferma che «È grave che i marchi di cibo spazzatura sono senza pudore quando inducono in errore i consumatori dicendo solo mezze verità o truccando la realtà», ed esorta il governo a proteggere i più piccoli con una «regolamentazione severa della pubblicità e vigorose sanzioni che diano forza alle leggi in tutte le forme di media oggi disponibili».

Come hanno reagito gli “imputati”? La British Soft Drinks Association ha respinto le accuse, affermando che la Children’s Food Campaign «travisa le informazioni» sul suo sito. Chupa Chups si è rifiutata di commentare; Coca-Cola ha detto che la descrizione di Glaceau non era corretta ed è stata rimossa. Nessun commento da Britvic e Ferrero.

Mariateresa Truncellito

foto: Photos.com

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