Più articolato è il commento di Alberto Mantovani, dell’Istituto Superiore di Sanità che, pur sottolineando la corretta impostazione del rapporto della HEAL, e la necessità di agire per prevenire malattie di cui gli IE aumentano il rischio a partire dalla gravidanza e dall’infanzia, ricorda che: “Per alcuni aspetti, la situazione è meno lineare rispetto a quanto esposto nella relazione di HEAL. L’attenzione si concentra su alcune sostanze molto studiate, quali il discusso plasticizzante bisfenolo A (oggetto di una nuova valutazione nel 2014 da parte di EFSA). Purtroppo su moltissime sostanze, anche potenzialmente diffuse nel nostro ambiente di vita, i dati tossicologici sono limitati, per cui potrebbero esservi diversi altri IE attualmente non identificati come tali.

 

pesticidi campi
Anche alcuni pesticidi interferiscono con il sistema endocrino

L’Europa sta dibattendo su una strategia efficiente, basata su test in vitro in grado di identificare i possibili IE. Per esempio, un aspetto ancora da sviluppare è quello dell’identificazione di meccanismi di tossicità correlabili alla sindrome metabolica. Un altro aspetto critico è l’indubbia utilità da un punto di vista produttivo di alcuni IE come il bisfenolo A quando si usa come come additivo nelle plastiche, compresi molti materiali a contatto con gli alimenti . Ci sono anche alcuni pesticidi che hanno effetti endocrini (ad es., triazoli, dicarbossimidi, mancozeb) ma che svolgono un ruolo molto importante per la difesa delle coltivazioni. Non si tratta quindi di sostanze da vietare tout court, ma da sostituire con altre più sicure. È evidente che una sostituzione frettolosa in nome del principio di precauzione con sostanze non adeguatamente studiate e sperimentate potrebbe creare problemi di sicurezza a posteriori ugualmente preoccupanti.

 

Certamente nel campo della sicurezza alimentare, occorre agire su solide basi scientifiche, integrando l’obiettivo di risparmiare in salute con quello di promuovere la sicurezza, come valore aggiunto per le filiere produttive. Lo stesso Parlamento Europeo nel 2013 ha richiesto nei confronti degli IE un’azione coordinata su più fronti, dalla legislazione ai controlli all’informazione del cittadino. Le raccomandazioni dell’Europa vanno tradotte nelle realtà nazionali e l’Italia, purtroppo, non ha ancora realizzato un programma nazionale sugli IE. Ci sono comunque numerose iniziative scientifiche anche all’avanguardia, documentate sul sito dedicato dell’Istituto Superiore di Sanità, che autorizzano un certo ottimismo sulla possibilità di lanciare programmi multidisciplinari nel nostro Paese per dare una valutazione equilibrata e realistica del rischio e per produrre in modo più sicuro.

 

Agnese Codignola

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

sostieniProva2

Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264  indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

 

0 0 voti
Vota
7 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Luca
8 Luglio 2014 17:48

Sarebbe bello che l’ISS ci spiegasse come possiamo evitare che i nostri bambini entrino in contatto con il BPA visto il potenziale pericolo che corrono (come dimostra il bando europeo dei biberon in policarbonato).
In Francia dal 2015 tutti i prodotti contenenti BPA saranno etichettati come pericolosi per bambini e donne incinte ma qui in Italia?

Alberto Mantovani
Alberto Mantovani
15 Luglio 2014 09:57

In attesa di decisioni legislative, l’ISS ha dato la sua consulenza scientifica al Ministero Ambiente per il “Decalogo per il cittadino sugli interferenti endocrini”, con alcuni semplici consigli su come orientarsi fra prodotti “più” e “meno” a rischio
http://www.iss.it/binary/inte/cont/Decalogo_MODIFICATO_13032014_finale.pdf
Il Decalogo è stato ed è pubblicizzato attivamente, perché vogliamo che i cittadini ne vengano a conoscenza

Sara Parodi
Sara Parodi
Reply to  Alberto Mantovani
16 Luglio 2014 12:21

Buongiorno, volevo segnalare un errore nel link sopraindicato per scaricare il Decalogo fornito dall’ISS.
L’indirizzo corretto è il
http://www.iss.it/binary/prvn/cont/decalogo_previeni.pdf
Grazie per il vostro lavoro!

Alberto Mantovani
Alberto Mantovani
15 Luglio 2014 10:01

Inoltre l’ISS (che -come l’EFSA- ha un ruolo ben distinto dal Ministero e dal legislatore) coordina il progetto europeo LIFE EDESIA per l’identificazione di sostituti del BPA che non siano interferenti endocrini (http://www.iss.it/life)

Luana Viciani
Luana Viciani
15 Luglio 2014 10:18

Questo del bisfenolo e’ solo una delle molteplici contraddizioni. Lo stato che autorizza e pubblicizza (sigarette, bibite zuccherate, gioco on-line, alcolici di vario genere ecc.) crea le dipendenze e le patologie per poi spendere miliardi di euro per l’educazione alimentare, la lotta contro il fumo, contro l’obesita’, contro il gioco compulsivo, impone la tolleranza per l’alcol quando i superalcolici si vendono al supermercato. Siamo i figli del limite di velocita’ a 130 km/h quando si costruiscono automobili che lo superano ampiamente. Lo “Stato” che autorizza per guadagno, non educa e non responsabilizza, anzi,….serve solo a dis-orientarci.

Mario
Mario
15 Luglio 2014 10:30

scusate ma non trovo BPA nell’articolo. E nemmeno ISS.
quando si vuol fare informazione …..

Valeria Nardi
Reply to  Mario
15 Luglio 2014 15:33

ISS sta per Istituto Superiore di Sanità, e lo trova all’inizio della seconda pagina. Bpa è l’abbreviazione di Bisfenolo A che è un interferente endocrino e se ne parla diffusamente in tutto l’articolo