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Gli interferenti endocrini si trovano ovunque nei beni di consumo e nel mondo alimentare e provocano diverse patologie. Che fare?

plastica
Gli interferenti endocrini agiscono sul sistema che regola il rilascio di ormoni

Trentuno miliardi di euro ogni anno. Tanto, secondo la Health and Environment Alliance (HEAL), si potrebbe risparmiare in Europa ogni anno se le legislazioni comunitarie e nazionali si facessero compiutamente carico di una questione che, secondo l’associazione, non riceve l’attenzione dovuta: quella degli interferenti endocrini (IE), cioè delle sostanze onnipresenti che, in diverso modo, entrano nell’organismo umano alterando il sistema endocrino ed aumentando il rischio di patologie anche gravi. La cifra è stata calcolata tenendo presente le malattie e i disturbi nei quali queste sostanze hanno un ruolo dimostrato da numerosi studi sperimentali e oramai anche epidemiologici, e cioè:

– disturbi riproduttivi femminili e maschili, compresa la bassa conta spermatica, con rischio di infertilità

– anomalie anatomiche del pene e dei testicoli nei neonati

– tumori della prostata, della mammella e dei testicoli

– disturbi comportamentali nei bambini come autismo e ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività)

– obesità e diabete di tipo II.

 

Dictionary Series - Health: diabetes
Tra le varie patologie gli interferenti endocrini possono causare anche il diabete

Secondo gli esperti della HEAL, le evidenze scientifiche mostrano che l’incidenza di tutte queste patologie sta aumentando rapidamente. Per esempio, per quanto riguarda il carcinoma della prostata, a parte l’Olanda e l’Austria, che già da anni hanno tassi particolarmente alti, la tendenza è all’aumento in tutti gli altri paesi; per quanto riguarda il tumore della mammella, i trend verso l’aumento dei casi si registrano in tutti i paesi dell’Europa del sud e dell’est, mentre per quanto riguarda autismo e ADHD i valori sono definiti allarmanti. Oltre alle patologie specifiche, poi, gli autori fanno notare che gli IE hanno un’influenza negativa sullo sviluppo intellettivo, e che questo porta i bambini a non raggiungere il pieno potenziale, con danni non quantificabili.

 

interferenti endocrini
I costi dei danni dovuti agli interferenti endocrini raggiungono la cifra di 636-637 miliardi di euro ogni anno per i Paesi dell’UE

In generale, secondo i responsabili del rapporto, economisti sanitari ed epidemiologi, i costi globali per queste condizioni raggiungono la cifra astronomica di 636-637 miliardi di euro ogni anno per tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Si tratta di una sottostima dal momento che esistono molte voci che è difficile comprendere in queste valutazioni. Naturalmente, solo una piccola parte di queste malattie, e dei costi associati, possono essere attribuite direttamente agli IE, ma si tratta comunque di milioni di persone che si ammalano mentre potrebbero stare bene, e di miliardi di euro sprecati.

 

Ad oggi esistono studi solo sui singoli IE; per esempio, secondo un’analisi USA il bisfenolo A, già oggetto di specifici divieti per esempio per quanto riguarda i biberon (in Francia e dal 2011 in tutta Europa), ma tuttora diffuso nell’ambiente potrebbe concorrere all’obesità infantile per l’1,8% dei casi. Secondo gli autori, nel loro insieme gli IE contribuiscono alle malattie per le quali sono stati chiamati in causa per una percentuale di casi che va dal 2 al 5%; se quest’ultima fosse la stima corretta, significherebbe che ogni anno in Europa si spendono 31 miliardi di euro per curare malattie evitabili.

 

Bisfenolo A
Un esempio di IE è il BPA nei biberon: ma sono ovunque. Imballaggi, giochi, plastiche, contenitori alimentari …

Del resto, anche secondo l’OMS, l’esposizione a queste sostanze rappresenta una minaccia alla salute globale, dal momento che si trovano ovunque, dai cosmetici agli imballaggi e ai contenitori per alimenti, dai cibi alle bevande, dai giocattoli a moltissime plastiche. Amara la conclusione degli autori: già un anno fa gli organismi legislativi europei si erano impegnati a fornire norme omogenee a tutto il settore, ma nulla è stato fatto e, con il ricambio del Parlamento, non c’è da essere ottimisti sui tempi. Lo stesso vale anche per i pesticidi, sul cui impiego si attende lo stesso tipo di provvedimento. Il principio di precauzione dovrebbe guidare le decisioni future, da prendere anche in assenza di prove incontrovertibili. E nel caso degli IE le prove scientifiche, ormai, sono più che solide.

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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7 Commenti

  1. Sarebbe bello che l’ISS ci spiegasse come possiamo evitare che i nostri bambini entrino in contatto con il BPA visto il potenziale pericolo che corrono (come dimostra il bando europeo dei biberon in policarbonato).
    In Francia dal 2015 tutti i prodotti contenenti BPA saranno etichettati come pericolosi per bambini e donne incinte ma qui in Italia?

  2. Alberto Mantovani

    In attesa di decisioni legislative, l’ISS ha dato la sua consulenza scientifica al Ministero Ambiente per il “Decalogo per il cittadino sugli interferenti endocrini”, con alcuni semplici consigli su come orientarsi fra prodotti “più” e “meno” a rischio
    http://www.iss.it/binary/inte/cont/Decalogo_MODIFICATO_13032014_finale.pdf
    Il Decalogo è stato ed è pubblicizzato attivamente, perché vogliamo che i cittadini ne vengano a conoscenza

  3. Alberto Mantovani

    Inoltre l’ISS (che -come l’EFSA- ha un ruolo ben distinto dal Ministero e dal legislatore) coordina il progetto europeo LIFE EDESIA per l’identificazione di sostituti del BPA che non siano interferenti endocrini (http://www.iss.it/life)

  4. Questo del bisfenolo e’ solo una delle molteplici contraddizioni. Lo stato che autorizza e pubblicizza (sigarette, bibite zuccherate, gioco on-line, alcolici di vario genere ecc.) crea le dipendenze e le patologie per poi spendere miliardi di euro per l’educazione alimentare, la lotta contro il fumo, contro l’obesita’, contro il gioco compulsivo, impone la tolleranza per l’alcol quando i superalcolici si vendono al supermercato. Siamo i figli del limite di velocita’ a 130 km/h quando si costruiscono automobili che lo superano ampiamente. Lo “Stato” che autorizza per guadagno, non educa e non responsabilizza, anzi,….serve solo a dis-orientarci.

  5. scusate ma non trovo BPA nell’articolo. E nemmeno ISS.
    quando si vuol fare informazione …..

    • Valeria Nardi

      ISS sta per Istituto Superiore di Sanità, e lo trova all’inizio della seconda pagina. Bpa è l’abbreviazione di Bisfenolo A che è un interferente endocrino e se ne parla diffusamente in tutto l’articolo