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Integratori alimentari e pubblicità: dalla cura del cancro alla perdita di peso, tutto quello che non si può dire negli spot. Le linee guida di FederSalus

pillole olio di pasce omega 3Gli integratori alimentari prevengono le malattie, fanno dimagrire e sostituiscono la frutta e la verdura nella nostra dieta? Questi sono alcuni esempi di cosa non si può dire nella pubblicità, ma che purtroppo si trovano ancora spesso nei messaggi e negli spot per illudere i consumatori. Per questo motivo FederSalus ha pubblicato le nuove “Linee guida sulla comunicazione degli integratori alimentari”. Il documento, rivolto alle aziende del settore, riporta in maniera semplice e  comprensibile le indicazioni consentite e vietate nella pubblicità degli integratori alimentari. Si tratta di una materia delicata in quanto non ancora regolamentata da una normativa specifica.

I messaggi pubblicitari non devono essere ingannevoli, fuorvianti o indurre in errore sulle proprietà del prodotto. È vietato attribuire ai supplementi nutrizionali caratteristiche che non possiedono, oppure usare indicazione prive di fondamenti scientifici o non approvate da Efsa o dalle autorità europee. Non è corretto suggerire ai consumatori che senza assumere l’integratore alimentare la salute verrebbe compromessa o scrivere frasi che facilitano l’abuso. È assolutamente vietato affermare anche che il consumo di integratori può sostituire una dieta sana e variegata, così come indicare tempi certi e modi di dimagrimento.

Al contrario, nelle pubblicità e nelle etichette degli integratori  devono esserci sempre i riferimenti all’importanza di una dieta equilibrata e a uno stile di vita attivo, così come vanno specificate le modalità di assunzione. Vanno anche evidenziate le indicazioni rivolte alle categorie di persone che non dovrebbero assumere i prodottii e i rischi associati a un consumo eccessivo.

Le linee guida dedicano una parte anche alla comunicazione via internet, sui social network, sui siti dei blogger e degli influencer. In questo caso, oltre a rispettare le regole generali, la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile dai consumatori. Per rendere chiara la natura promozionale di un post diffuso attraverso i social si possono inserire, ad esempio, hashtag come #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising o #inserzioneapagamento e, nel caso in cui l’integratore sia fornito gratuitamente all’influencer di turno, #prodottofornitoda.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Enrico Becchetti

    Carissimi lettori del Fattoalimentare, vi sottopongo un quesito. Gli integratori sono davvero utili ?
    Bella domanda sopratutto per chi fa sport e si aspetta il miracolo o l’aiutino.

    Leggete qualche articolo in questa pagina https://www.albanesi.it/alimentazione/menu-integratori.htm

    a sembrano valutazione corrette e forse gia’ note ad alcuni di voi.

    Saluti
    Enrico