Influencer o food blogger registra una ricetta per i social network

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di uno screening effettuato sui post di 576 influencer presenti sulle principali piattaforme di social media. Nel 97% dei casi si trovano contenuti commerciali, anche se l’80% non lo dichiara. Solo il 20% indica la vera natura del messaggio, come previsto dalla norma. Dall’inchiesta emerge un altro dato interessante, il 78% degli influencer esercita un’attività commerciale, ma solo il 36% risulta registrato. Il tema in Italia è diventato di attualità dopo le vicende di Chiara Ferragni e la promozione del panettone Balocco (di cui abbiamo parlato in questo articolo sulla multa dell’Antitrust all’influencer e all’azienda).

Il 78% ha un’attività commerciale

A questo si aggiunge che il 38% non utilizza gli strumenti a disposizione per evidenziare i contenuti pubblicitari, come per esempio la dicitura “partnership a pagamento” su Instagram. Si preferiscono frasi come “collaborazione” (16%), “partnership” (15%) o un generico ringraziamento al marchio (11%). Un altro aspetto inquietante è che il 30% non fornisce dettagli, come indirizzo e-mail, il nome della società o il numero di registrazione.

Tre smartphone inquadrano, da sinistra a destra, bicchiere di bibita gassata, pollo fritto e patatine fritte; concept junk food e influencer
119 influencer promuovevano cibo spazzatura, bevande alcoliche, trattamenti medici o estetici, attività considerate non salutari o pericolose

Per rendersi conto dell’estensione del fenomeno, basta dire che 82 influencer coinvolti nell’indagine (realizzata anche in Italia) hanno oltre un milione di follower, 301 oltre 100 mila e 73 tra 5 mila e 100 mila. I principali settori in cui operano sono: moda, bellezza, cibo, viaggi e fitness/sport. C’è di più, 119 influencer sono stati considerati promotori di attività non salutari o pericolose, come cibo spazzatura, bevande alcoliche, trattamenti medici o estetici, gioco d’azzardo o servizi finanziari come il crypto trading. Alla fine 358 influencer sono stati segnalati alle autorità nazionali e verranno invitati a seguire le regole.

Stesse regole dei negozi online

Il diritto dei consumatori prevede che le comunicazioni commerciali debbano essere trasparenti. Gli influencer non dovrebbero dare informazioni false o non veritiere sui prodotti o servizi che rientrano nella direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Qualsiasi promozione di prodotti o servizi di un marchio che produce guadagni o altri tipi di benefici, deve essere presentata come attività pubblicitaria in linea con quanto previsto con l’Influencer Legal Hub del 2023.

Gli influencer devono dichiarare le comunicazioni commerciali e garantire la tracciabilità

Va altresì aggiunto che gli influencer che vendono prodotti o servizi per proprio conto hanno gli stessi obblighi dei negozi online. Devono quindi fornire garanzie legali e il diritto di recesso come indicato dalla direttiva sui diritti dei consumatori.

Il 17 febbraio 2024, la legge sui servizi digitali entrerà in applicazione in tutta l’UE per tutte le piattaforme online. Di conseguenza, gli influencer devono dichiarare se si tratta di comunicazioni commerciali e garantire la tracciabilità. Questi obblighi si applicano già per le piattaforme online più note come Instagram, TikTok, YouTube, Facebook, X (precedentemente nota come Twitter) e Snapchat, mentre le piattaforme più piccole dovranno rispettare queste regole a partire dal 17 febbraio.

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Elena
Elena
17 Febbraio 2024 09:03

Aggiungo i ‘gattari’ alla lista.