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Gelato Valsoia: una lettrice chiede se tutti gli ingredienti sono vegetali, anche dove non specificato

ValsoiaLe liste degli ingredienti per alcuni prodotti possono essere molto lunghe o poco chiare e a volte ci si perde. Una lettrice ha chiesto all’azienda un chiarimento sull’origine di un emulsionante. Di seguito pubblichiamo la domanda della lettrice e il chiarimento da parte di Valsoia Spa.

Ho acquistato una vaschetta di gelato vegetale, variegato al cacao, della marca Valsoia, e leggendo la lista degli ingredienti ho visto che contiene tra gli emulsionanti, i mono- e digliceridi degli acidi grassi. Non è specificato però se si tratta di monodigliceridi di origine vegetale. Perché quest’informazione è stata omessa? Su molti altri prodotti, di aziende meno conosciute, viene indicata la provenienza di questo ingrediente.

Di seguito la risposta dell’azienda

Nei gelati vegetali a marchio Valsoia Spa, vengono impiegate esclusivamente materie prime di origine vegetale, compresi i ”mono e di-gliceridi degli acidi grassi”, ottenuti a partire da matrici vegetali.
Il nostro sistema qualità e la nostra ricerca e sviluppo, selezionano in modo accurato e puntuale i propri fornitori, validandoli solo se grado di garantire costantemente la conformità ai requisiti richiesti.
L’origine “vegetale” della materia prima quindi non viene specificata in quanto implicito nella dichiarazione posta in etichetta che recita “100% vegetale” e che non potremmo vantare se anche solo un ingrediente non lo fosse.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

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    Questa era facile 😉

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    Buongiorno a tutti!
    Ci sarebbe una questione che io sollevai anni fa in altro ambito, ma la mia voce sola da nessuna parte va…

    Ossia: il consumatore “allergico” (o i suoi famigliari, o i suoi parenti ed amici che acquistano per lui/lei, o un ristoratore, un addetto alla mensa scolastica, o altra mensa, un esercente…), abituato ad associare un marchio alla dicitura 100% vegetale, potrebbe incorrere in errori pericolosi quando acquista, per esempio, altri alimenti prodotti dalla stessa azienda, con packaging praticamente identico, unica variante, oltre all’immagine dell’alimento ovviamente, la scritta “vegetale” anziché 100% vegetale…, lasciando al consumatore l’onere di verificare (se gli si accende la lampadina però).

    La parola vegetale per me non è garanzia di alcunché, e approfondisco sempre, però… però… Sebbene sia risaputo che quando si parla di allergie, il consumatore deve sempre leggere l’etichetta con estrema attenzione, vi assicuro che le sviste… non si contano, soprattutto quando ad acquistare non è il soggetto allergico in prima persona…

    E allora ne approfitto per rivolgervi una domanda: la dicitura “vegetale” (oppure a base vegetale) autorizza l’impiego di ingredienti di origine animale? o artificiale? Penso ad un acquisto evitato per un mio scrupolo che mi indotto a leggere gli ingredienti… cercando l’intruso… In quel caso specifico si trattava di un alimento “vegetale” ma non troppo, visto che conteneva albume d’uovo…

    Secondo il mio debolissimo parere, la dicitura “vegetale” se non corrisponde all’assenza di proteine animali (soprattutto in caso di marchio solitamente associato al 100% vegetale)… dovrebbe almeno diversificare la confezione, come linea non associabile al 100% vegetale e richiamare l’attenzione del cliente fidelizzato in particolare modo sulla differenza… per far accendere una lampadina (anche al cliente non fidelizzato però…)

    grazie per l’attenzione e buon proseguimento per l’eccellente lavoro che svolgete sempre

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      vuoi farci credere che esiste qualcuno allergico a generici ingredienti di origine animale?

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    Andrea, oh sì sì sai? c’è chi allergico è alle proteine del latte vaccino ovino caprino, dell’uovo, del pollo, del manzo, del pesce, e… la lista potrebbe continuare entrando nel particolare delle loro molecole, perché… il mondo delle allergie assai variegato è… forse non per te, non per me, ma per mia figlia sì ahimè e… una buona giornata a te!

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    Roberto Pinton

    Il reg.1169/2011 all’art.36 prevede che la Commissione possa adottare disposizioni sulle informazioni volontarie relative all’idoneità di un alimento per vegetariani o vegani. Nell’attesa che vi provveda, ci si accontenta dell’articolo 3: gli operatori devono fornire ai consumatori finali le basi per effettuare delle scelte consapevoli e per utilizzare gli alimenti in modo sicuro, nel rispetto in particolare di considerazioni sanitarie, economiche, ambientali, sociali ed etiche.
    Un alimento vegan, basandosi sullo standard della Vegan Society britannica (che ha “inventato” il nome) esclude tutti gli ingredienti di origine animale: niente carne, pesce, latte e derivati, uova, miele, additivi e coadiuvanti tecnologici di origine animale (gelatina, caseina, lisozima, cocciniglia, cera d’api, ricco elenco a pagina https://www.vegansociety.com/whats-new/blog/how-avoid-buying-non-vegan-products).

    Un alimento semplicemente vegetariano, generalmente non contiene ingredienti che siano o derivino da animali macellati, mentre può contenere altri ingredienti di origine animale (latte e derivati, uova, miele, eccetera; nessun problema nemmeno per i fermenti lattici vivi). Vedere http://www.vegetariani.it/.

    Per il semplicemente “vegetale”, nell’assenza di una definizione legale, si deve presumere che l’operatore si basi sulla percezione di soggetti mediamente informati e ragionevolmente accorti, che sembra collegare il termine “vegetale” al …”regno vegetale”.
    Quindi “vegetale” o l’enfatico “100% vegetale” (del tutto ridondante, nel suo sottolineare che la totalità degli ingredienti è vegetale: allo stessa funzione assolve il semplice “vegetale”) equivarrebbero a “vegan”: non si vede, infatti, come si possa considerare “vegetale” un prodotto contenente uova e/o burro e/o miele, esattamente come rileva Valsoia.
    Notazione: il claim “100% vegetale” non appare compatibile con prodotti la cui composizione preveda sale e/o acqua, entrambi composti chimici inorganici che non fanno parte del regno vegetale.

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    Roberto Pinton: grazie! 🙂

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    Dire che l’acqua contenuta nelle piante è inorganica è come dire che la linfa del nostro sistema linfatico è inorganica , non le sembra un controsenso?

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