Gallette di riso; concept: carboidrati

Le gallette di riso sono diventate sinonimo di leggerezza e salubrità. Ma il confronto con il pane mette in discussione questa immagine.

La crescente diffusione delle gallette di riso racconta uno dei paradossi alimentari più significativi della società contemporanea. Il pane, che per millenni ha rappresentato un alimento fondamentale grazie alla sua capacità di nutrire e saziare, oggi suscita diffidenza proprio per le qualità che ne avevano decretato il valore. Le gallette di riso, invece, prodotto della modernità industriale, sono sempre di più apprezzate non tanto per ciò che apportano sul piano nutrizionale, quanto per l’immagine di leggerezza e salubrità che evocano.

Il pane nella società dell’abbondanza

Quando i raccolti erano incerti e le carestie frequenti, il peso del pane era un pregio, perché testimoniava il suo potere nutritivo. Del pane si poteva ben dire che “valeva tanto oro quanto pesava”. Oggi, quello stesso peso è spesso percepito come pesantezza: troppe calorie, carboidrati in eccesso e quel glutine che molti considerano, senza le dovute distinzioni, un nemico della salute.

Eppure, quando il consumo di pane risulta effettivamente problematico, le cause devono essere ricercate non tanto nei suoi ingredienti quanto negli eccessi, nella scadente qualità delle farine utilizzate e nei processi di panificazione poco accurati (si veda il mio articolo: Pane fresco o conservato?).

Dal pane alle gallette di riso

La progressiva colpevolizzazione del pane, alimentata anche dalla rete, ha favorito l’ascesa di prodotti alternativi percepiti come più leggeri e salutari. Tra questi spiccano le gallette di riso.

Pagnotta integrale rustica con spighe di grano su tavolo di legno nero; concept: pane integrale
Nella società dell’abbondanza, il pane è percepito troppo “pesante”, troppo calorico, con troppi carboidrati e glutine

Nate negli Stati Uniti, hanno rapidamente conquistato anche le tavole europee. La loro produzione si basa sull’estrusione. I chicchi di riso, il cereale tradizionalmente associato a leggerezza e digeribilità, sono sottoposti a temperature e pressioni elevate. Quando la pressione viene improvvisamente rilasciata, l’acqua contenuta al loro interno si trasforma in vapore e fa espandere i chicchi rapidamente. Nascono così quei dischetti voluminosi, friabili e sorprendentemente leggeri, battezzate gallette. 

Anche il nome contribuisce al suo fascino. Come casetta o barchetta, la parola galletta ispira leggerezza e semplicità, suggerendo l’immagine di un alimento innocuo, facile da digerire e da assimilare.

L’illusione percettiva delle gallette di riso

Numerosi studi mostrano che l’incorporazione di aria negli alimenti favorisce la sensazione immediata di sazietà.1 Si tratta però, almeno in parte, di un’illusione percettiva. Il cervello tende infatti ad associare il volume alla quantità di cibo consumata, attribuendo a un alimento molto voluminoso un potere saziante superiore a quello che realmente possiede.

Questa sensazione iniziale di pienezza prodotta dalle gallette non coincide necessariamente con una sazietà duratura, che in generale dipende soprattutto dal contenuto di fibre e proteine e da una risposta glicemica moderata.2 Sono caratteristiche che le gallette garantiscono solo in misura limitata (vedi tabella sotto).

Gallette di riso su un tavolo scuro
La produzione delle gallette di riso si basa sull’estrusione di chicchi di riso a temperature e pressioni elevate

In altre parole, occhi e stomaco possono lasciarsi impressionare dal volume. Il metabolismo, invece, risponde alla quantità e alla qualità dei nutrienti effettivamente assunti. Per questo, consumando gallette, dopo una sazietà iniziale solo apparente, la languidezza di stomaco non tarda a riaffacciarsi: una galletta può facilmente tirarne un’altra, e poi un’altra ancora.

Le galletti di riso sono light, ma non per la legge

Secondo la normativa vigente un alimento può essere definito light (un inglesismo per ‘leggero’) solo quando presenta una riduzione significativa di calorie, grassi, zuccheri o altri componenti rispetto a prodotti analoghi. Gli alimenti ‘senza’, invece, ne sono praticamente privi .3

Nell’immaginario collettivo, il termine light evoca molto più di una semplice modifica della composizione nutrizionale. Richiama sottilmente moderazione, autocontrollo, attenzione per la salute. Qualità che finiscono per conferire a questi prodotti un’aura di superiore digeribilità e salubrità, ben oltre quanto giustificato dalla loro effettiva composizione nutrizionale. È questo il meccanismo noto come effetto alone: una caratteristica percepita come positiva tende a estendersi all’alimento nel suo insieme, facendolo apparire più salutare di quanto non sia in realtà.4

Le gallette di riso non sono prodotti light nel senso definito dalla normativa. Eppure ne incarnano perfettamente la logica. Composte esclusivamente da riso e… dall’aria intrappolata nelle migliaia di microscopiche cavità che si formano durante il processo produttivo, sono così leggere da sembrare quasi eteree.

Gallette e pane, il confronto

Quando si confrontano pari quantità di gallette di riso e pane integrale, emergono risultati che possono sorprendere (vedi tabella sotto).

Tabella pane vs gallette di riso

Il pane, soprattutto se integrale e ottenuto mediante lievitazione naturale, contiene generalmente più fibre, più proteine e determina una risposta glicemica più favorevole. Le gallette, invece, apportano più calorie e più carboidrati. A questo proposito va segnato uno dei paradossi più curiosi della cultura light. Il pane, criticato perché troppo calorico e troppo ricco di carboidrati, viene sostituto da un alimento che, a parità di peso, ne apporta quantità ancora maggiori. 

Anche il carico glicemico racconta una storia diversa da quella suggerita dall’immaginario collettivo. A parità di peso, quello delle gallette e decisamente più alto di quello di pane integrale. La ragione è semplice. L’amido della galletta di riso si trasforma in glucosio più rapidamente e la glicemia tende quindi a salire più velocemente rispetto a quanto avviene con il pane integrale. 

Anche sul piano della sazietà, il confronto è a netto favore del pane. Le conoscenze attuali suggeriscono che quella del pane integrale sia generalmente più duratura grazie al maggiore contenuto di fibre e alla risposta glicemica più equilibrata. 

Infine c’è il prezzo. A parità di peso, le gallette possono costare due o tre volte più di un buon pane integrale artigianale. Finisce così che si spende di più per un alimento composto essenzialmente da riso soffiato e aria che per un prodotto ottenuto attraverso macinazione, impasto, fermentazione e cottura.

Quando la leggerezza prevale sulla sostanza

Forse il successo delle gallette di riso può essere letto come la metafora di una tendenza che va oltre l’alimentazione. La leggerezza, di per sé, non è un difetto. È leggiadria quando si traduce in eleganza, essenzialità e chiarezza. Diventa però discutibile quando l’apparenza finisce per prevalere sulla sostanza. 

Nella vita di ogni giorno si esprime allora nella preferenza per ciò che è immediato rispetto a ciò che richiede tempo, per la sintesi rispetto all’approfondimento, per lo slogan rispetto all’argomentazione, per una lettura fugace rispetto a una comprensione più profonda.

Note

  1. Rolls B.J. et al. Increasing the volume of a food by incorporating air affects satiety in men. American J, Clini Nutr. 72, 361 (2000)
  2. Holt S.H.A. et al. A satiety index of common foods. Eur J Clin Nutr. 49, 675 (1995)
  3. REGOLAMENTO (CE) N. 1924/2006 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 dicembre 2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari
  4. Oostenbach L.H. et al. Systematic review of the impact of nutrition claims related to fat, sugar. BMC Public Health19:1296 (2019)

© Riproduzione riservata Foto: Depostiphotos

0 0 voti
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x