Home / Nutrizione / Gli europei sono sempre più flexitariani. Cresce l’interesse per le alternative vegetali

Gli europei sono sempre più flexitariani. Cresce l’interesse per le alternative vegetali

burger vegetale manzo carne rossa panini pane insalataChe cosa pensano gli europei del consumo di carne, pesce e latte? Sono disposti a sostituirli con alternative vegetali? A queste e a numerose altre domande risponde un report realizzato da ProVeg International insieme con Innova Market Insights, l’Università di Copenaghen e l’Università di Ghent, nell’ambito del programma europeo Smart Protein. Nel corso dell’indagine sono state intervistate oltre 7.500 persone di dieci paesi – Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Polonia, Austria, Francia, Danimarca, Paesi Bassi e Romania – sulle loro inclinazioni e consuetudini, e su ciò che pensano in merito a numerosi aspetti della dieta. Il risultato è un corposo rapporto che esplora nel dettaglio le tematiche del consumo di prodotti vegetariani e vegani sostitutivi della carne, e tratteggia un ritratto con alcune sorprese. Di un altro aspetto emerso dal progetto Smart Protein – l’intenzione o meno di ridurre il consumo di carne – avevamo già parlato in un precedente articolo.

Innanzitutto, come emerge spesso in questo tipo di indagine, la percentuale di vegetariani o vegani resta al di sotto del 10%: in questo caso è al 7%. Al contrario, quella dei cosiddetti flexitariani, cioè di chi consuma pochissima carne o pesce, è in crescita e ormai relativamente elevata, attorno al 30%. Si tratta di un’istantanea (della primavera 2021) di un cambiamento in corso, perché poco meno di un intervistato su due affermava di aver ridotto le quantità di carne nell’anno precedente allo studio e meno di quattro su dieci affermavano di non avere intenzione di diminuirlo. Un partecipante su tre pensa invece di aumentare in misura significativa i sostituti vegetali della carne o del latte nei mesi successivi.

In Europa il numero di persone vegetariane o vegane si attesta in media al 7%

Molto interessanti, poi, i dati sulla percezione dei prodotti a base vegetale oggi disponibili: circa la metà dei flexitariani ritiene infatti che non ve ne siano abbastanza in supermercati e ristoranti, mentre il 50% li considera troppo costosi e vorrebbe più informazioni, per non disperdere un capitale di fiducia che, al momento, è presente. Due terzi degli intervistati dichiarano infatti di considerare questi alimenti vegetali sicuri ed etichettati in modo adeguato (un dato che in parte confligge con la richiesta di maggiori informazioni).

Volendo rinunciare alla carne e al pessce, i flexitariani puntano soprattutto sulle proteine dei sostituti vegetali, al primo posto nelle preferenze, seguiti da funghi, alghe, la carne coltivata e, solo da ultimo, insetti. Tra i primi, i più graditi sono quelli a base di patate e riso, seguiti da quelli con lenticchie, mandorle e ceci, mentre dal punto di vista dei prodotti che si spera di trovare nei supermercati, la classifica vede in testa i surrogati di pollo, manzo, salmone e tonno e, per quanto riguarda i latticini, mozzarella e formaggi affettati pronti per l’uso. Gusto e caratteristiche associate alla salute sono le qualità considerate più importanti, seguite da semplicità freschezza, assenza di additivi e prezzo basso.

I flexitariani vorrebbero trovare più alternative vegetali ai prodotti caseari, soprattutto a mozzarella e formaggi affettati pronti all’uso

C’è poi anche uno sguardo al futuro: se si chiede ai flexitariani dove vorrebbero trovare i prodotti vegetali, il 65% risponde nei supermercati, il 43% nei discount, e solo un quarto preferirebbe trovarli nei negozi specializzati. Infine, anche in questo caso c’entra, e molto, la rete: sei intervistati su dieci cercano delucidazioni sugli alimenti che consumano o intendono acquistare su internet, e il 46% cerca informazioni in siti di associazioni mediche o scientifiche, o considerate tali.

In generale, concludono gli autori, non c’è alcun segnale di un rallentamento della tendenza: gli europei si stanno orientando sempre di più verso una riduzione del consumo di carne, pesce e latticini, e verso un aumento di sostituti vegetali, funghi e alghe. Un dato positivo per l’ambiente e per la salute, che deve però ancora incontrare un’offerta adeguata di alternative.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock

Il Fatto Alimentare da 12 anni pubblica notizie su: prodotti, etichette, pubblicità ingannevoli, sicurezza alimentare... e dà ai lettori l'accesso completamente gratuito a tutti i contenuti. Sul sito non accettiamo pubblicità mascherate da articoli e selezioniamo le aziende inserzioniste. Per andare avanti con questa politica di trasparenza e mantenere la nostra indipendenza sostieni il sito. Dona ora!

Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

Guarda qui

Professional nutritionist holding a fresh apple

Attenti al nutrizionista! Le cattive pratiche che ci devono mettere in allarme

Chiunque desideri farsi seguire da un nutrizionista per un problema di sovrappeso, obesità o per patologie …

Un commento

  1. Un’ottima notizia per chi non vuole piegarsi alla bresaola di tofu.