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In Europa si consuma sempre meno carne, ma che cosa rallenta questa riduzione?

carne cruda affettataCome si sta orientando la propensione a consumare carne tra i cittadini europei? Che cosa è cambiato, se qualcosa è cambiato nell’ultimo anno? A queste e ad altre domande ha voluto rispondere un’indagine condotta dai ricercatori dell’Università di Copenaghen nell’ambito del progetto europeo Smart Protein, nella quale sono state intervistate 7.500 persone residenti in Danimarca, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda, Austria, Francia, Spagna, Polonia e Romania. In generale, il 7% di chi ha risposto si è definito vegetariano o vegano, mentre il 30% flexitariano (chi predilige seguire un modello di alimentazione di tipo vegetariano, senza rinunciare ad alimentarsi sporadicamente di proteine animali).

Un po’ ovunque si è notata una tendenza a diminuire il consumo di carne e ad aumentare quello di alimenti a base vegetale, che ha riguardato, nell’ultimo anno, quasi il 46% degli intervistati. Per quanto riguarda le scelte future, quasi il 30% degli europei ha affermato di voler dare sempre più spazio ai sostituti a carne e latticini di origine vegetale e uno su due deve ancora assaggiare i sostituti vegetali come quelli a base di quinoa, il tofu, i latti vegetali e simili. I paesi più restii a modificare le proprie abitudini sono risultati il Regno Unito e la Danimarca. Il consumo medio di carne dei danesi è rimasto al di sopra della media europea, anche se è comunque inferiore a quello di Germania e paesi Scandinavi e Regno Unito. La Danimarca è però il paese dove più si preferisce il manzo (il 59% della popolazione ne mangia almeno una volta alla settimana), mentre in tutti gli altri è il pollo a essere predominante.

carne, bastoncini pesce
Tra i sostituti vegetali ritenuti più desiderabili dagli europei intervistati spiccano gli alimenti che imitano i petti di pollo e i bastoncini di pesce

Il calo maggiore si è registrato in Romania e Germania, qui infatti più di un consumatore su due ha affermato di aver diminuito il consumo di carne nell’ultimo anno. Per quanto riguarda l’Italia, il 16% ha detto di aver diminuito molto il consumo di carne e alimenti di origine animale e il 34% abbastanza, mentre poco meno della metà ha detto di non aver modificato le proprie abitudini (45%). I consumatori europei si sono espressi anche sul tipo di sostituto veg che vorrebbero trovare nei negozi: su tutti, hanno vinto i prodotti con l’aspetto del petto di pollo, oppure quelli che sembrano bastoncini di pesce, salmone affumicato e burger di pesce.

Per quanto riguarda in particolare la Danimarca, non solo si tratta del paese dove, insieme al Regno Unito, c’è stata la minor riduzione dei consumi di carne (il 37% degli intervistati li ha ridotti) nei 12 mesi precedenti alla ricerca, ma il 67% degli intervistati ha dichiarato di non aver alcuna intenzione di farlo neppure in futuro. Questo è dovuto forse, in parte, al fatto che metà dei danesi ritiene che sia impossibile ottenere tutto ciò che occorre, dal punto di vista nutrizionale, senza ricorrere alla carne. Inoltre, è opinione diffusa, condivisa dal 45% degli intervistati, che gli alimenti vegetali non siano gustosi e che un ‘vero’ pasto debba necessariamente includere la carne. Uno su tre, poi, pensa che i cibi a base vegetale siano più cari di quelli tradizionali, di non essere in grado di cucinarli adeguatamente oppure non li trovano invitanti alla vista o, infine, ritengono di non avere informazioni sufficienti sulle loro caratteristiche nutrizionali. Tutti questi aspetti, spesso basati su informazioni errate e pregiudizi, sono potenziali settori di intervento per i danesi e non solo, allo scopo di migliorare la conoscenza e favorire scelte più consapevoli.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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Un commento

  1. non vedo ancora un vero interesse diffuso dei vari governi, almeno quelli dei paesi più evoluti, a prendere in esame i dati rilevati da simili sondaggi, per investire su campagne pubbliche volte a promuovere consumi più sostenibili per noi e l’ambiente.