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Glifosato, la Corte Ue bacchetta Efsa: dovrà rendere pubblici gli studi di tossicità. L’interesse dei cittadini deve prevalere sulle aziende

pesticidi erbicidi campi agricoltura uomo glifosatoL’Efsa dovrà rendere noti gli studi che hanno condotto alla decisione di prolungare l’autorizzazione al commercio del glifosato in Europa, presa nel 2017 nonostante la International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione, agenzia dell’Oms, nel 2015 avesse definito la sostanza “probabile cancerogeno”. La Corte Europea di giustizia ha infatti dato torto all’Autorità, che aveva rifiutato l’accesso ai documenti sia al tossicologo Anthony C. Tweedale che ai membri del Parlamento europeo Heidi Hautala, Michèle Rivasi, Benedek Jávor e Bart Staes. 

La decisione dell’Efsa aveva destato più di una polemica, soprattutto per le motivazioni, tra le quali vi erano il fatto che rendere noti i dati avrebbe potuto recare gravi danni agli interessi commerciali delle aziende coinvolte e che gli studi non conterrebbero elementi di interesse pubblico tali da renderne obbligatoria la divulgazione. 

Ma secondo i ricorrenti è vero il contrario, come ha sottolineato anche Franziska Achterberg, direttrice del settore politiche alimentari di Greenpeace, che ha sostenuto l’azione legale: “La decisione di oggi è un grande passo in avanti verso la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni europee. Le persone hanno il diritto di conoscere gli impatti prevedibili sulla salute e sull’ambiente di prodotti come i pesticidi, e la Corte ha ribadito tale diritto. È scioccante che sia stato necessario un tribunale per ricordare all’Efsa che la sua missione è difendere la salute pubblica e non gli interessi delle aziende produttrici di glifosato”.

Quanto alle motivazioni della Corte, se ne ravvisano tre tipi: 

1) l’interesse pubblico è superiore a quello delle aziende;

2) trattandosi di una sostanza che si disperde nell’ambiente, gli impatti prevedibili non sono  solamente teorici visto che i residui sono presenti nel cibo, nelle piante e nelle acque;

3) il pubblico deve avere accesso non solo alle informazioni sulle dispersioni ma anche a quelle sulle conseguenze a medio e lungo termine sull’ambiente, per esempio sugli organismi che non sono target primari della sostanza.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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5 Commenti

  1. Se questo del glifosate è un esempio di come si comporta Efsa nei confronti di tutti gli studi, pareri e ricerche relative alla sicurezza degli europei, c’è di che preoccuparsi veramente per quale sia il principio e la missione che questa istituzione pensa autonomamente di avere ed esercitare.
    Servirebbe un azzeramento terapeutico, con sostituzione dei dirigenti responsabili di una gestione così problematica e discutibile.

  2. Non concordo: EFSA è una agenzia INDIPENDENTE che fornisce alla COMMISSIONE pareri motivati. Sta alla Commissione divulgare o meno i pareri e le motivazioni , ove sia ritenuto necessario. In caso contrario si può ingenerare una guerra mediatica fra favorevoli e contrari, in contrasto con i principii comunitari.

  3. L’EFSA è un’agenzia europea di consulenza finanziata dall’Unione europea, che opera in modo indipendente dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri.
    Visto che Efsa si avvale delle ricerche dei produttori stessi delle sostanze potenzialmente pericolose per la popolazione, non credo proprio possa pretendere di nasconderle, perché così facendo rischia evidenti e palesi conflitti d’interesse con i pareri ufficiali poi espressi alle autorità comunitarie.
    Un’autorità di consulenza indipendente non può essere e neanche apparire connivente e collaborativa con privati produttori, reclamando di proteggere i loro interessi commerciali.
    L’autorevolezza scientifica passa prima di tutto per la trasparenza e le priorità delle ricerche che effettua e di chi si avvale per formulare opinioni tecniche ufficiali, altrimenti sarebbe affine ad una società privata e non istituzione pubblica.

  4. EFSA apparirà sempre connivente a chi per ideologia od altre ragioni, spesso privo delle conoscenze necessarie, (al contrario dei gruppi di esperti indipendenti che lavorano nelle commissioni tecniche dell’Agenzia prendendo in considerazione tutti i dati scientifici a disposizione da qualsiasi parte provengano), non ne condivida le conclusioni. Tali persone od associazioni non condivideranno mai , ed è sotto gli occhi “aperti” di tutti, conclusioni non coincidenti col loro punto di vista parziale. EFSA periodicamente apre le porte a qualsiasi opinione portata da tutti gli stake-holders che desiderano partecipare.
    Gli esperti dei gruppi di lavoro di EFSA sanno pesare , proprio per loro comprovata esperienza, l’affidabilità dei dati , tutti quelli reperibili, da qualunque parte provengano.
    I temi d’indagine rimangono aperti a tutti i nuovi contributi scientifici che si possano aggiungere nel tempo, in modo da poter revisionare, e fornire periodicamente, i risultati utili alla fissazione dei limiti di sicurezza.