donna tiene mani sull'addome: dolore a pancia o stomaco, infezioni alimentari

Più infezioni alimentari e malattie trasmesse da animali nel 2021, ma sempre meno degli anni precedenti alla pandemia. È questo il nocciolo dell’ultimo rapporto annuale sulle zoonosi e le malattie di origine alimentare pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) redatto nell’ambito della strategia ‘One Health’. L’indagine ha coinvolto 27 stati membri dell’Unione europea, più nove paesi extracomunitari, seppur con differenze nella completezza dei dati a causa delle difficoltà legate alla pandemia.

Il calo è da imputare con tutta probabilità alle misure di contenimento del Covid-19, ancora in vigore in Europa per gran parte del 2021. Ma non tutte le malattie si mantengono a livelli più bassi del periodo pre-pandemico: fanno eccezione solo le yersiniosi e i focolai di listeriosi di origine alimentare.

Brown farm eggs with red cross in white carton. Eggs recall over salmonella. How to buy safest eggs after recall
La Salmonella nel 2021 ha causato un focolaio di infezioni alimentari su cinque di infezioni di origine alimentare

Degli oltre 4mila focolai registrati nel 2021, poco meno della metà resta di origine sconosciuta. Tra quelli con un patogeno identificato, invece, la causa più frequente è stata la Salmonella, responsabile di un focolaio ogni cinque (792, pari al 19,3%). Le fonti alimentari più comuni dei casi di salmonellosi, come spesso accade, sono state uova, ovoprodotti e alimenti misti. Per numero, seguono i focolai causati da tossine batteriche, norovirus, Bacillus cereus e Campylobacter.

Sebbene modesto in confronto alle centinaia registrate per altri patogeni, il numero di focolai di listeriosi individuati nel 2021 (23) rappresenta quello più alto mai osservato in Europa. L’aumento, scrivono gli esperti, potrebbe essere riconducibile a una maggiore diffusione delle tecniche di sequenziamento genico, che permettono di ricondurre più facilmente i singoli casi a un focolaio causato da uno stesso ceppo e veicolato dallo stesso alimento, com’è successo nel caso italiano dei würstel contaminati dalla Listeria nel 2022 (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Nel 2021 si sono verificati 128mila casi di campilobatteriosi, causati principalmente da carne di pollo e tacchino

In totale, tra i focolai e le singole infezioni, nel 2021 sono stati registrati oltre 200mila casi di malattie zoonotiche e di origine alimentare, anche se il numero reale è certamente molto più elevato, se consideriamo tutte le infezioni alimentari che non vengono segnalate alle autorità sanitarie. La campilobatteriosi resta la malattia più comune, con quasi 128mila persone colpite, circa 7mila in più rispetto all’anno precedente. Come sempre, la carne avicola (pollo e tacchino) è la fonte di infezione più frequentemente identificata.

In seconda posizione troviamo la salmonellosi, con oltre 60mila infezioni, 7 mila in più del 2020. Seguono, molto distaccate per numero, la yersioniosi, con quasi 6.800 casi (in aumento rispetto all’anno precedente, ma anche al periodo prepandemico), le infezioni da Escherichia coli produttore di tossina Shiga, con circa 6mila persone colpite, e le listeriosi, con oltre 2mila casi.

L’Ecdc, in seguito, ha pubblicato anche un report epidemiologico sull’andamento delle infezioni da epatite A. Nel corso del 2021, è stato registrato un numero eccezionalmente basso di casi (3.864), equivalente a meno di una persona colpita (0,92) ogni 100mila abitanti. Si tratta di circa 500 casi in meno rispetto al 2020 e ben 7.500 in meno rispetto al 2019. Anche in questo caso è evidente l’effetto delle restrizioni dovute al Covid-19 sulle infezioni, ma si inserisce comunque nel trend discendente in corso negli ultimi cinque anni.

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Giulia Crepaldi - 16 Gennaio 2023
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Gina
Gina
18 Gennaio 2023 05:40

Ci troviamo oramai in quella fase in cui con il COVID bisogna imparare a conviverci , (e questo a prescindere dall arrivo di nuove “varianti influenzali”) Suggerirei però alle persone più fragili, che hanno problemi respiratori ,bronchiali o polmonari di utilizzare sempre la mascherina x una sana e giudiziosa precauzione nei luoghi più affollati . .. E’ assolutamente vero che si sta assistendo ad un crescendo di infezioni alimentari ,ma se le aziende produttrici controllassero meglio il sistema di produzione delle loro filiere e i consumatori imparassero a prediligere, (sempre se possibile naturalmente,perché oggi purtroppo le famiglie si trovano in grande difficoltà economica ) la qualità rispetto alla quantità tutto ciò forse si verificherebbe meno. .
Personalmente assumo frutta e verdura giornalmente anche d’inverno che lavo sempre accuratamente , effettuo due cicli l anno di fermenti lattici ( autunno e primavera) e d inverno proprio come mi insegnò mia nonna cucino spesso una calda zuppa di cipolle con crostini…E’ il mio semplice modo per mantenere il mio sistema immunitario sempre forte…

Pinuccio
Pinuccio
2 Febbraio 2023 13:45

Aumentano ma restano sotto i livelli pre-pandemia in funzione solo degli accertamenti che sono stati eseguiti.
Se non si fanno analisi e accertamenti perché impegnati ad accertare quelli dovuti al Covid-19, è lapalissiano che abbiamo un riscontro minore.

Gianni Gavioli (nickname Arlecchino Euristico web)
Gianni Gavioli (nickname Arlecchino Euristico web)
2 Febbraio 2023 17:25

Bravi grazie!!
ciaooo

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