Home / Allerta / Listeria: 3 morti e 71 casi in Italia legati a würstel contaminati. Wudy Aia tra i marchi coinvolti (Articolo aggiornato)

Listeria: 3 morti e 71 casi in Italia legati a würstel contaminati. Wudy Aia tra i marchi coinvolti (Articolo aggiornato)

wurstel crudi su un tagliere con erbe e ciotola di salsaTre morti e almeno 71 persone colpite: è questo il bilancio di un focolaio di listeriosi che dal 2020 ha interessato diverse regioni italiane. La causa? Secondo le autorità sanitarie il consumo di würstel crudi di carne avicola prodotti in uno stabilimento veronese e venduti con diversi marchi, tra i quali spicca Wudy Aia. La notizia, che Il Fatto Alimentare ha avuto modo di consultare, è stata diffusa dal Servizio di allerta europeo (Rasff). Ma per arrivare a scoprire ‘il colpevole’ la strada è stata lunga e tortuosa, e ha coinvolto anche un innocente formaggio, ingiustamente accusato per settimane di essere la causa del focolaio.

Tutto ha avuto inizio il 2 agosto, quando sul Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rasff) della Commissione europea compare la notifica da parte dell’Italia di un focolaio di Listeria monocytogenes ceppo ST 155, che conta già 29 casi e due morti, distribuiti principalmente tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Le indagini delle autorità sanitarie regionali, a quel punto, si concentrano su un formaggio Dop, che sarebbe stato usato anche per preparare delle insalate di riso.

würstel aia wudy classicoIn breve tempo, incrociando i dati con i campioni conservati nel database nazionale genomico di Listeria monocytogenes dell’Istituto superiore di sanità i casi accertati dal 2020 salgono a 33, distribuiti in nove regioni italiane. Nel frattempo continuano le indagini alla ricerca dei marchi di formaggio contaminati, ma le analisi delle autorità sanitarie continuano a risultare negative.

Arriviamo quindi al 12 settembre, quando, dopo quasi un mese senza aggiornamenti sulle cause del focolaio, fanno la loro comparsa sulla scena per la prima volta i würstel. Il ministero della Salute notifica alla Commissione europea che, mentre i casi accertati salivano a 61, a casa di un paziente sono stati trovate le confezioni integre di due lotti di würstel a marchio Töbias di Eurospin, contaminati dallo stesso ceppo di Listeria del focolaio. Si tratta del lotto 1810919 con termine minimo di conservazione 17/09/2022 e del lotto 1785417 con il Tmc 03/09/2022. Di quest’ultimo lotto, guarda caso, Il Fatto Alimentare aveva pubblicato il richiamo per presenza di Listeria già lo scorso 22 agosto (ora rimosso dal sito del ministero per superamento del Tmc), poi aggiornato successivamente con il richiamo del secondo lotto.würstel pollo e tacchino al formaggio töbiasUn’ispezione nello stabilimento dell’azienda produttrice dei würstel, la Agricola Tre Valli Soc. Coop., ha riscontrato la presenza di una contaminazione ambientale. A questo punto scatta il ritiro precauzionale di tutti i prodotti commercializzati fino al 12 settembre con diversi marchi, oltre al già citato Töbias di Eurospin: Golo, Wurs, Pavo, Salchichia, AV5, Salumeo di Lidl e, non ultimo, Wudy Aia, il cui coinvolgimento era già stato rivelato dalla catena di supermercati Unes, seguita poi da Bennet e Prix. L’azienda produttrice ha diffuso anche un avviso ai consumatori e alle consumatrici ricordando che i würstel con i Tmc dal 20/09/2022 al 05/12/2022 e il marchio di identificazione IT 04 M CE potrebbero essere contaminati e quindi devono essere consumati solo dopo accurata cottura. Nonostante questo, nel momento in cui scriviamo, la notifica Rasff cita ancora il ‘formaggio’ come prodotto coinvolto nell’allerta.

Il 23 settembre anche il ministero della Salute ha deciso di pubblicare un comunicato in cui informa finalmente dell’esistenza del focolaio di listeriosi e che è stata rilevata una correlazione tra alcuni casi clinici e la presenza del ceppo ST 155 in würstel a base di carni avicole prodotti da Agricola Tre Valli, confermata anche da campionamenti nello stabilimento produttivo. Quello che manca nel comunicato, però, è una lista esaustiva dei marchi interessati dalla contaminazione. Il ministero, invece, lascia la palla in mano ai consumatori e alle consumatrici, che dovranno scandagliare le etichette dei würstel alla ricerca del marchio di identificazione dello stabilimento, per scoprire se le confezioni nel frigorifero di casa sono rischio.

L’azienda Agricola Tre Valli in un comunicato arrivato in redazione smentisce categoricamente che vi siano evidenze tecnico scientifiche che possano portare a correlare i casi di decesso dovuti a listeriosi e i würstel da essa prodotti. “La società cooperativa – si precisa – ha attivato una procedura di ritiro volontario di concerto con le Autorità Competenti con relativo comunicato informativo sul corretto utilizzo dell’alimento esclusivamente a titolo precauzionale, in quanto l’erronea conservazione del prodotto e il mancato rispetto delle indicazioni di cottura riportate in etichetta potrebbero rendere l’alimento non idoneo al consumo sotto l’aspetto microbiologico”.

Aggiornamento del 29 settembre 2022: successivamente alla pubblicazione del nostro articolo, è stato rivisto il numero di casi, salito da 61 a 71, e di morti, sceso da sei a tre. Lo ha confermato a Il Fatto Alimentare l’Istituto superiore di sanità. Fonti del ministero della Salute hanno specificato all’Ansa che i decessi si siano verificati a dicembre 2021, marzo e giugno 2022 in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna tra persone immunocompromesse o particolarmente fragili.

Un approfondimento e un aggiornamento con nuovi dati sul problema della Listeria nei würstel lo trovi cliccando qui.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

Da 12 anni Ilfattoalimentare racconta cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

Il nostro è un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici. Questo è possibile grazie ai banner delle aziende e alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza farcire gli articoli con pubblicità invasive. Ilfattoalimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli.
Sostienici, basta un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche farlo con un versamento mensile.
Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Guarda qui

Listeria, i sospetti su una quarta vittima fugati dall’esito delle analisi di laboratorio (articolo aggiornato)

Aggiornamento del 12 ottobre 2022: secondo quanto riferito da fonti autorevoli a Il Fatto Alimentare, le …

5 Commenti

  1. Certo che mangiare wurstel senza farli cuocere è qualcosa di simile alla roulette russa.
    E’ assai probabile che siano prodotti di bassa qualità.
    Come già diceva il FA per produrli vengono recuperate carni da altre lavorazioni utilizzando procedimenti meccanici che frantumano tutto, anche tendini e cartilagini.

  2. Io per decenni ho mangiato wurstel crudi, specialmente in insalata di riso. Poi mi hanno fatto notare che, scritto in piccolo, vanno mangiati dopo accurata cottura. I produttori dovrebbero scriverlo molto più grande e sul fronte dell’etichetta.

  3. Grazie per averci avvertito.
    Penso che il wurstel debbano assolutamente essere ben cotti prima di mangiarli.

  4. Meglio non mangiare certi cibi, uova pesce, carne crudi.
    Mai!!

  5. I würstel sono un prodotto cotto.
    Poi si possono ricontaminare.
    Ergo vanno bonificati termicamente con le idonee modalità, che spesso sono palesemente incomprensibili al consumatore.
    Cosa vuol dire dopo accurata e completa cottura per l’utente?
    Moderate, la cottura.
    Come per la pasta.