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La dieta mima-digiuno: le basi scientifiche sono simili a quelle di altre diete. Perché serve un kit? La lettera di una blogger

le iene toffa valter longoGentile redazione, in merito all’articolo sulla dieta mima digiuno di Longo, personalmente non vedo una differenza sostanziale tra quella dieta mima-digiuno e una dieta chetogenica come la Paleo o la eco-Atkins, e ancora non vedo differenze sostanziali tra il kit che propone il dr Longo e un kit di aziende che vendono integratori e pasti sostitutivi, punto su cui gradirei delucidazioni. A parte il trial e la nuova sperimentazione guidati dal dottore, studi di indubbio valore scientifico, esiste già una letteratura scientifica sia sui vantaggi di una dieta chetogenica per il trattamento di alcuni tipi di cancro, per l’epilessia e per le malattie autoimmuni, che per il dimagrimento corporeo. Ed è su questi studi che attualmente si basano molte trovate commerciali di tipo dietetico. Stessa cosa per gli studi sulla restrizione calorica e i suoi effetti. La letteratura scientifica è vasta.

Ma più di tutto non riesco a comprendere l’utilità di un kit di pasti sostitutivi per realizzare la dieta mima digiuno.
Sebbene lo stesso medico abbia dichiarato in tv di aver dato in beneficenza le sue azioni, un suo ritorno economico se c’è andrebbe chiarito, perché il consumatore riesca a distinguere lo scienziato dall’azienda di cui fa parte, e la scoperta dalla commercializzazione della stessa. Solitamente le istituzioni e fondazioni che si occupano di beneficenza sono strutturate diversamente. La L-Nutra si propone come un’azienda, con dei prodotti. Non credo ci sia nulla di male a chiarire se se ne ottengano dei ricavi, con tutto il rispetto per il lavoro del dottore e della sua squadra.

dieta mima digiuno longo
Perché creare un kit quando si può fare con una app gratuitamente?

Infatti, una volta che conosciamo le calorie e la ripartizione dei macronutrienti, fare una dieta mima digiuno (gratuita) con prodotti freschi e naturali anziché liofilizzati non è così difficile. In America, quando si è iniziato a parlare della dieta mima digiuno varie persone hanno seguito il protocollo senza kit, pubblicando le loro diete online.  Dunque, se la scoperta della dieta mima digiuno non portasse a un ritorno economico, non si capisce per quale motivo sia stato dapprima creato un kit e messa su un’azienda, quando una app con la ripartizione calorica e di macronutrienti tipo Fatsecret potrebbe creare un menu mima digiuno in pochi minuti.

Mettiamo anche il caso che la dieta mima digiuno sia personalizzata sulle esigenze del paziente, sul suo fabbisogno calorico, eccetera: mettere a punto una app solo per i medici che, in base ai dati che il medico fornisce sul paziente, stila un menu di dieta mima digiuno in modo gratuito è una cosa più fattibile ed economica che creare e commercializzare un kit di pasti sostitutivi.
In conclusione, a mio avviso al consumatore deve essere chiaro che un conto è la scienza, un altro è l’acquisto del
prodotto di un’azienda.

Link alle fonti:
https://nutritionandmetabolism.biomedcentral.com/articles/10.1186/1743-7075-4-5
https://www.researchgate.net/profile/Linda_Nebeling/publication/15407903_Effects_of_a_ketogenic_diet_on_tumor_metabolism_and_nutritional_status_in_pediatric_oncology_patients_Two_case_reports/links/0fcfd50c8978caedb1000000.pdf
https://www.researchgate.net/profile/Judith_Cross/publication/5395480_The_ketogenic_diet_for_the_treatment_of_childhood_epilepsy_a_randomised_controlled_trial/links/0fcfd5064c997b5e7c000000.pdf
http://www.plefa.com/article/S0952-3278(03)00216-3/abstract
http://www.science20.com/news_articles/feast_and_famine_is_a_pretty_good_diet_for_longevity-153553
https://thequantifiedbody.net/fast-mimicking-diet/

Eleonora Bolsi, redattrice di Dcomedieta.com

Riceviamo e pubblichiamo questa nota della Fondazione Valter Longo.

  1. La differenza tra Dieta mima digiuno e dieta chetogenica è che la prima ha l’ulteriore funzione di ridurre la concentrazione nel sangue di fattori di crescita associati a invecchiamento e induce la proliferazione di cellule staminali di vario tipo. La Dieta mima digiuno è inoltre una dieta periodica e non cronica.
  2. Alcuni effetti positivi si hanno proprio per la ciclizzazione della Dieta mima digiuno, e questi non si ottengono con la dieta chetogenica cronica (Ref. Choi 2016)
  3. Serve un kit per consentire la standardizzazione del metodo e consentire a chiunque di applicare lo stesso metodo testato clinicamente in laboratorio. Senza standardizzazione e con metodi fai-da-te non si può garantire l’aderenza al protocollo né tantomeno gli effetti dimostrati clinicamente. Per lo stesso motivo non è consigliabile fare affidamento ad una app come suggerito dal testo. 
  4. Nel kit non sono inclusi pasti sostituivi bensì prodotti che mimano il digiuno a sola acqua. 
  5. Valter Longo ha dichiarato ripetutamente e pubblicamente di devolvere tutti i proventi in ricerca e beneficienza, ed ha già devoluto a tali fini anche proventi di provenienza diversa come ad esempio i ricavi dalla vendita dei suoi libri (per un ammontare di oltre 2 milioni di euro). 

Romina Ines Cervigni – Fondazione Valter Longo

© Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

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14 Commenti

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    credo sia più importante discutere sulla fondatezza degli studi portati avanti dal ricercatore.

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    Gianni Federici

    Condivido quello scritto sulla dieta mima-digiuno, che fosse una normalissima chetogenica l’ho scritto nell’altro post dedicato. E di kit simili al ProLon ce ne sono a decine in commercio. Però non ritengo fattibile una cheto con delle app,dal momento che si basano sulla ripartizione calorica e non sull’indice di chetogenesi, molto più complesso e che richiede visite periodiche presso un nutrizionista o un dietologo.

    Ma quello che mi preme è precisare che non è la L-Nutra la fondazione di cui si parla (che invece si chiama Creates Cures). La L-Nutra è un’azienda come tutte le altre che distribuisce e vende i suoi prodotti allo scopo di avere un profitto. Occorre anche precisare che Longo non riceve alcun stipendio dalla stessa L-Nutra (è chiaramente riportato nel suo libro) e che lo stesso Longo ha intenzione di donare il 100% delle sue azioni alla fondazione Creates Cures. Se è stato fatto o meno non è dato a sapersi ma le intenzioni manifestate dal professore sono chiare. Longo ha dichiarato di ricevere solo un “piccolo rimborso spese annuale”. Penso sia corretto e giusto introdurre queste precisazioni, altrimenti si rischia di introdurre ulteriori elementi di confusione sull’argomento.

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    Claudio Costerni

    Nell’intervista di Nadia Toffa, Longo aveva detto qualcosa come: non è necessario usare proprio quel kit, ci si può arrangiare in proprio.

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    ma scusate…. citate come fonte bibliografica in letteratura uno studio di 20 anni fa con 2 casi analizzati in pediatria?????? ma è serio???

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    I chili di troppo non si eliminano attraverso un KIT ma attraverso una efficiente educazione alimentare già a partire dalle scuole elementari. Per le patologie, purtroppo, correlata o causate da una cattiva alimentazione (diabete, ipercolesterolemia, obesità, magrezza, bulimia, ipertensione arteriosa) associata a scorretti stili di vita (fumo di sigaretta, vita sedentaria, non idonee abitudini alimentari) lasciamo il campo libero a veri professionisti quali medici-chirurghi specialisti in Dietologia e nutrizione umana. Purtroppo gli alimenti e l’alimentazione sono divenuti una moda e come tutte le mode sono in troppi, anzi in molti, ad occuparsene a volte solo per meri profitti individuali. Quando parliamo di alimentazione parliamo di salute, negli ultimi anni, purtroppo, qualcuno ci ha rimesso anche le penne per seguire mode del momento non finalizzate certamente ad un vero e completo ben-essere dell’individuo. Apprezzo sicuramente gli studi del Dott. Longo anche se ormai molti tabù sull’alimentazione sono stati sfatati, continuiamo sempre con la ricerca ma prendiamo in seria considerazione quello che già si conosce in letteratura. Sapere come e di cosa cibarsi dovrebbe essere alla portata di tutti ma i consumatori sono ancora molto confusi.

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      Gianni Federici

      Sig Paolillo,
      purtroppo i medici specialisti in dietologia non parlano mai di educazione alimentare ma prescrivono talmente tanti farmaci che poi recuperare alcuni pazienti è davvero difficile. Ora va di moda (tra i medici) prescrivere la metformina (a volte associata,almeno sino a qualche tempo fa,al topiramato); e poi antidepressivi, ansiolitici e stimolanti (galenici a base di efedrina? non saprei), oltre che a strani integratori poco conosciuti (la kaloba per esempio, che teoricamente si usa per i mali da raffreddamento). A volte le associazioni di farmaci sono assurde. Molti pazienti perdono anche 5/6 chili in un mese (eccetto coloro che abusano di antidepressivi) per poi riprenderne 8 entro l’anno successivo e tornare al peso precedente la terapia con relativi interessi. Ed è molto difficile convincere poi un paziente a cambiare radicalmente stiledi vita, promuovendo attività fisica e alimentazione il più possibile corretta.

      L’educazione alimentare deve essere permanente ed essere percepita come un cambiamento di vita per sempre.

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    Seguo con attenzione gli studi del Dott. Longo, che ritengo un ricercatore serio ed affidabile.
    Quello divulgato fin d’ora sono le prime fasi della ricerca applicata, che necessita appunto di applicazione estesa e per realizzarla il miglior modo è appunto la divulgazione, come si fa in tutte le ricerche fondate su basi scientifiche solide.
    A mio parere l’esordio del kit, al di la delle strumentalizzazioni ed abusi commerciali, rappresenta e garantisce un minimo di sicurezza nei periodi di digiuno programmato, per non avere carenze e non fare danni in aggiunta all’indispensabile supporto medico consigliato.

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    “L’educazione alimentare deve essere permanente ed essere percepita come un cambiamento di vita per sempre”
    Questo concetto andrebbe inciso su pietra e incorniciato perchè finchè si continuerà ad associare la dieta ad un’abitudine temporanea non servirà a nulla.

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    Gentile Sig. Federici,
    concordo con Lei in merito a facili prescrizioni farmaceutiche da parte dei medici e concordo anche sul grande business che ruota attorno al tema. Il mio precedente commento era rivolto a sensibilizzare i lettori al concetto che di “maghi e di stregoni” (non vuole essere, il mio, un riferimento agli studi del Dott. Longo) ce ne sono ad ogni angolo della strada. e chi vive, purtroppo, un dramma esistenziale, fisico è disposto alla qualunque pur di uscire dal problema. Voglio solo semplicemente ridare al cibo la dignità che merita e che gli spetta: quella di nutriente. Mangiare è vero, è anche un piacere ma che misura diamo oggi al cibo? La domanda è rivolta ovviamente a tutte quelle grandi multi nazionali, e ai governi che lo permettono, di non vendere cibo ma prodotti. Il cibo oggi rientra, ma molti non lo sanno, nell’ottica della grande industria. Ogni passaggio, ogni processo è scandito da ritmi industriali come se si stessero assemblando pezzi di macchine. Ridare un senso al cibo oggi, vuol dire riconoscerlo, innanzitutto, come una parte integrante del Se. “Siamo ciò che mangiamo” è una celebre frase ma che oggi assume un ulteriore significato quello del “siamo inquinati” perchè “mangiamo inquinato”, siamo in sovrappeso perchè mangiamo “cibi sovrappesi” ed ancora siamo in guerrà? perchè il cibo genera anche guerra. Riflettere sulla sacralità del cibo significa innanzitutto riconoscerci “dipendenti” e non “onnipotenti” difronte la natura, il ciclo degli eventi stagionali. Educazione alimentare è anche questa, educare al rispetto del cibo partendo dalla materia primissima e cioè la terra, il clima, l’ambiente. Gli antichi questo lo sapevano bene quindi, sarebbe più corretto, anzicchè parlare di sana alimentazione, dire, Ri-parliamo di sana alimentazione. La ringrazio per il Suo contributo a presto.

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      Sig Paolillo,
      sono d’accordo con quanto scritto da lei. Il cibo è prodotto con metodiche industriali sempre più”spinte”. Aggiungo che, da molti anni, l’industria del cibo sta studiando metodiche mirate al controllo completo della filiera, dalla materia prima alla vendita al dettaglio. Ci riusciranno….e si completerà quel distacco dalla natura di cui parla. A meno di una rivoluzione culturale-alimentare che dovrebbe partire dal basso,dal singolo individuo. Altrimenti dovremo aspettarci kit e pozioni ben studiate per massimizzare i profitti a scapito del consumatore. Non mi riferisco a Longo,è un discorso più generale.

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    Il Kit magari serve per i pigri o per i non tecnologici o per chi può permetterselo e per finanziare la ricerca che in Italia è sempre meno finanziata.

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    Buongiorno,

    E’ così facile sostituire il Kit che non trovo in Internet nessuno che mi sappia dire cosa mangiare i 5 giorni, nessuno che sappia creare le combinazioni di calorie e % di grassi, proteine e carboidrati come richiesto dalla dieta. Io non ne sono capace, se qualcuno mi aiuta visto che si dice sia facile eviterò di comprare il Kit altrimenti sarò costretto a compralo una volta per cer are di replicarlo guardando cosa contiene.
    Qualcuno sa aiutarmi ad evitare l’acquisto del Kit? la risposta è no… ho chiesto anche a due dietologi locali che si sono detti “non pronti”.
    Grazie
    Stefano

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      Gianni Federici

      Ciao Stefano,
      sul libro è riportata la dieta dei 5 giorni. Seguirla è abbastanza semplice….non è dissimile dalle chetogeniche che qualsiasi profesionista dovrebbe conoscere. Puoi proporre, a chi ti segue, una dieta Intermittient fasting breve, che è la stessa cosa; i protocolli per tali tipologie di diete sono disponibili gia dai primi anni del 2000 e abbastanza noti a tutti i professionisti del settore. Non dimenticare, comunque, che devi essere necessariamente seguito perché sono protocolli alimentari che hanno spesso effetti collaterali che devono adeguatamente essere compensati. Per alcune patologie, inoltre, la dieta è controindicata (diabete, per esempio) quindi occorre ulteriore attenzione e l’affiancamento di un professionista.
      Saluti