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Covid-19, gli italiani e la seconda ondata: mascherine, vaccini e abitudini secondo l’indagine dell’Istat

Durante la seconda ondata gli italiani hanno indossato sempre (o quasi) la mascherina, si sono lavati le mani nove volte al giorno e sono usciti meno di casa rispetto al normale. Lo rivela un’indagine dell’Istat sui comportamenti dei cittadini svolta nel periodo tra il 12 dicembre 2020 e il 15 gennaio 2021, in occasione della seconda ondata epidemica, da cui emerge anche un dato importante: sette persone su dieci affermano di volersi vaccinare contro il Covid-19 non appena possibile. Un’indagine simile era stata svolta anche durante il lockdown nazionale della primavera 2020.

Secondo i dati dell’Istat, nel periodo in esame, oltre il 93% degli italiani ha fatto sempre uso di mascherine quando si trovava in luoghi aperti e l’84% le ha usate sempre anche in casa, in presenza di persone non conviventi. L’uso delle protezioni respiratorie appare inoltre più diffuso rispetto alla prima ondata, quando era “solo” l’89% della popolazione a indossarle sempre. Un dato che si spiega soprattutto con le difficoltà di approvvigionamento delle mascherine che si sono verificate all’inizio della pandemia. Il 94% circa degli italiani ha manifestato poi la sensazione che anche i propri concittadini abbiano indossato sempre (73%) o spesso (21%) le protezioni respiratorie.

Oltre il 90% degli italiani afferma di aver usato sempre la mascherina fuori casa durante la seconda ondata di contagi

Il distanziamento fisico è un’altra norma anti Covid-19 che continua a essere rispettata, secondo gli italiani. Il 91% della popolazione ha affermato di essere riuscito sempre a mantenere il famoso metro di distanza dalle persone non conviventi durante la seconda ondata e solo poco meno del 9% ha confessato che non è sempre stato possibile rispettarlo. Secondo l’88% circa dei cittadini anche il divieto di assembramenti è stato generalmente rispettato. La percezione, tuttavia, è che queste norme siano osservate di più nelle Regioni del Nord, rispetto a Centro e Sud.

L’abitudine a lavarsi o igienizzarsi spesso le mani è rimasta molto diffusa, ma in misura minore rispetto ai tempi del lockdown nazionale. In media le persone hanno lavato le mani circa nove volte al giorno durante la seconda ondata, contro le 12 della prima ondata. C’è comunque un 9% di intervistati che afferma di averlo fatto almeno 20 volte il giorno precedente. Come durante i primi mesi di pandemia l’uso di gel igienizzanti resta stabile intorno a una media di cinque volta al giorno. Inoltre, i cittadini hanno dichiarato di disinfettare le superfici di casa e cucina in media 1,6 volte ogni giorno, con un 22% della popolazione che lo fa almeno tre volte al giorno.

Woman in medical protective mask with an antibacterial antiseptic gel for hands disinfection from bacteria during flu virus outbreak, coronavirus epidemic and infectious diseases. Covid ncov
Durante la seconda ondata gli italiani si sono lavati le mani in media nove volte al giorno e per cinque volte hanno usato gel igienizzanti

Non stupisce notare che durante la seconda ondata i cittadini siano usciti di casa più spesso rispetto ai tempi del primo lockdown, quando le misure di contenimento del Covid-19 erano molto più restrittive. Tra dicembre e gennaio, in un tipico giorno della settimana, circa il 58% degli adulti ha messo piede fuori casa contro il 28% dei primi mesi della pandemia. Tra chi è uscito, il 63% lo ha fatto una sola volta, il 28% circa due volte e il rimanente 9% più di due volte. Le uscite sono state motivate soprattutto da esigenze lavorative (44,5%) e dalla necessità di fare la spesa (35%). La situazione, spiega l’Istat, è comunque ben lontana dalla normalità: solitamente in un giorno medio nove italiani su dieci escono di casa almeno una volta al giorno.

Non solo gli italiani sono usciti di meno, ma sono anche stati attenti anche a ridurre il rischio di contagio, cercando di uscire nelle ore meno affollate (circa tre persone su quattro) e di evitare le ore serali, quelle della cosiddetta “movida” (56,8%). Inoltre, molti italiani hanno evitato di frequentare luoghi chiusi a rischio – per la necessità di rimuovere le mascherine – come bar, ristoranti, pizzerie (86,4%) e anche di andare a cena o a pranzo a casa di parenti o amici (69,8%).

Oltre a uscire di meno, nella seconda ondata i cittadini affermano di aver cercato di farlo negli orari meno affollati

Buone notizie sul fronte della disponibilità a vaccinarsi: sette italiani su 10 hanno espresso l’intenzione di farlo non appena un vaccino sarà disponibile. Solo il 12% dei cittadini ha espresso incertezza, mentre il rimanente 17,8% è in disaccordo. Questi dati possono essere spiegati dal fatto che il Covid-19 ha ormai toccato da vicino due terzi degli italiani (65,7%). Ciò accresce anche la percezione del rischio di infezione: solo il 28,7% di chi conosce persone che hanno contratto il Covid-19 ritiene poco probabile infettarsi, contro il 44% di chi non ha avuto quest’esperienza. Inoltre, il 93,2% della popolazione era preoccupata di contagiarsi, con circa un terzo degli italiani che riteneva molto probabile contrarre il virus, prima o poi.

Tirando le somme, durante la seconda ondata i cittadini hanno continuato ad accettare e seguire le misure per contenere il contagio decise dal governo: l’80% le riteneva utili e poco meno dell’83% le giudicava chiare. “Queste percentuali per quanto molto elevate sono comunque un po’ più basse di quelle registrate in pieno lockdown. – scrive l’Istat – Probabilmente il sistema dei colori e la conseguente differenziazione dei comportamenti da tenere sui territori può avere generato qualche incertezza, diversamente da quanto accaduto durante il lockdown in cui le regole erano particolarmente stringenti e soprattutto uguali su tutto il territorio nazionale.” Resta da vedere se la fiducia nelle misure di contenimento resisterà anche durante la terza ondata di contagi o se saranno registrati segni di stanchezza e cedimento nella popolazione.

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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