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Coronavirus e vaccino antinfluenzale: ecco perché bisogna vaccinarsi. I consigli dell’Istituto Mario Negri

Mature woman suffering from coronavirus, flu or coldIl vaccino contro l’influenza stagionale aiuta a proteggere dal coronavirus? La risposta è sì, perché qualsiasi tipo di vaccino è protettivo per il nostro organismo. Un vaccino è in grado di stimolare la produzione non solo anticorpi specifici per colpire un preciso microrganismo, ma è anche capace di far rafforzare l’intero esercito personale di anticorpi. La vaccinazione rappresenta un buon allenamento per il sistema immunitario, che fa “training” per imparare a combattere ogni tipo di infezione.

A sostegno di questo ragionamento c’è l’evidenza che, durante  pandemia da Covid-19, la fascia d’età meno colpita è quella dei bambini che, fin dai primi mesi di vita, sono ciclicamente vaccinati contro diversi agenti infettivi. Sono queste le premesse di una nota pubblicata dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri che vi proponiamo con domande e risposte sulle motivazioni scientifiche della scelta.

La vaccinazione antinfluenzale è un buon allenamento per il sistema immunitario, che fa “training” per imparare a combattere ogni tipo di infezione, anche quella da coronavirus

Come funziona l’immunità? L’ingresso nel corpo di un qualsiasi microrganismo attiva un efficiente sistema di difesa, chiamato sistema immunitario. Il sistema si distingue in: innato (presente fin dalla nascita e che per primo si attiva per eliminare la minaccia esterna); e acquisito (capace di neutralizzare l’agente patogeno in collaborazione con il sistema innato).
L’immunità di ognuno di noi si costruisce e si arricchisce anno dopo anno, grazie all’incontro continuo con svariati agenti nocivi. Man mano che questi incontri avvengono, il sistema immunitario produce delle cellule capaci di ricordare i virus e i batteri con cui si è venuti a contatto (anticorpi della memoria o IgG), così da essere pronti a rispondere ad un eventuale nuovo attacco. Il meccanismo alla base di ogni vaccinazione è più o meno lo stesso, in quanto sfrutta l’immunità acquisita.  Alcune vaccinazioni conferiscono un’immunità che dura per tutta la vita (come quella contro il morbillo, la varicella o la poliomielite). Altre, invece, necessitano di richiami. Un esempio è il vaccino contro l’agente patogeno del tetano e della pertosse. La spiegazione è che così come noi invecchiamo, lo fa anche il sistema immunitario, che pian piano perde la memoria. È, quindi, necessario che alcuni vaccini vengano ripetuti ogni 10 anni, dai 19 anni in su, per avere di nuovo un’immunità contro determinati patogeni. Una vaccinazione altamente consigliata negli over 65, soprattutto quest’anno durante la pandemia di Covid-19, è quella contro lo pneumococco, un potente agente patogeno che colpisce le vie respiratorie. Lo pneumococco è un batterio molto diffuso, capace, soprattutto nelle persone anziane o con alcune malattie croniche cardiache, polmonari o con ridotta risposta immunitaria, di portare a complicazioni gravi come polmoniti e meningiti.

L’antinfluenzale: che tipo di protezione offre? Con l’avanzare della diffusione del Covid-19, sono in tanti gli scienziati e i medici che consigliano caldamente di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. I motivi principali sono: evitare la sovrapposizione di più complicazioni (evento che potrebbe solo ritardare o rendere più difficile la guarigione); evitare per quanto possibile un sovraccarico per il servizio sanitario, cercando di ridurre il numero di visite, di ricoveri ecc.
L’influenza in particolare è sotto i riflettori perché considerata una vera minaccia per le persone fragili e per gli anziani. Affinché sia del tutto efficace, però, il vaccino antinfluenzale va fatto tutti gli anni dal momento in cui si inizia. I virus, infatti, sono microrganismi il cui materiale genetico (Dna o Rna) è parecchio instabile. Quando si riproducono (e per farlo hanno bisogno di un organismo ospite), creano tantissime copie del loro Dna o Rna. Più sono le copie create, più è alta la probabilità che facendolo abbiano introdotto degli errori, chiamate mutazioni. Queste piccole variazioni nel loro materiale genetico producono proteine diverse rispetto a quelle incontrate anno dopo anno e verso cui i nostri anticorpi avevano già combattuto, memorizzandole come corpi estranei o antigeni.

Bisogna ridurre il più possibile la circolazione dell’influenza tramite vaccinazione, per diminuire il sovraccarico sul sistema sanitario già provato dal coronavirus

L’antinfluenzale è davvero utile nella lotta al Covid-19? Con l’arrivo dell’autunno, influenza, sindromi para-influenzali e Covid-19 circoleranno contemporaneamente. La cosa che più preoccupa è l’aumento del carico di lavoro del personale sanitario con conseguente maggiore dispendio di risorse sanitarie, economiche e sociali. La sovrapposizione dei sintomi influenzali con quelli del Covid-19, come febbre, tosse e dolori muscolari, fanno temere di non riuscire a distinguere una malattia dall’altra, a scapito di diffondere inconsapevolmente il contagio da coronavirus. Ci sono in realtà alcuni sintomi che più si ricollegano al Covid-19: primo fra tutti la perdita di gusto e olfatto (anosmia). Ma per essere certi della diagnosi bisogna per forza effettuare un tampone molecolare. Da qui l’importanza di prevenire o quanto meno ridurre il più possibile la circolazione dell’influenza tramite vaccinazione antinfluenzale, allo scopo di riuscire a ridurre il sovraccarico sul sistema sanitario nazionale e di preservare la salute delle categorie a rischio (persone fragili e anziani) per entrambe le infezioni. L’obiettivo di quest’anno particolare è di allargare l’offerta del vaccino anche ad altre fasce d’età (per esempio adulti tra 60 e 64 anni, bambini di età inferiore ai 6 anni) per contenere quanto più possibile la diffusione del virus influenzale.

In generale l’efficacia di un vaccino antinfluenzale è associata a diversi elementi: l’entità dell’epidemia dell’anno in cui lo studio è stato effettuato; la corrispondenza tra i ceppi inseriti nella formulazione del vaccino testato e quelli che effettivamente circolavano; l’età e lo stato di salute del vaccinato. È importate ribadire che, per quanto ci si possa attendere che il vaccino antinfluenzale aiuti nell’eseguire una diagnosi differenziale dal Covid-19, nei prossimi mesi invernali, durante il “picco” dell’influenza stagionale, la maggior parte dei ricoveri non sarà a causa del virus dell’influenza, ma a causa dell’insieme di più patologie respiratorie provocate da diversi virus (rinovirus, virus sinciziale, coronavirus e altri). Quindi, ci auguriamo che, grazie alla vaccinazione contro l’influenza, il Ssn sarà meno sovraccaricato.

Non solo, se tutti continuiamo ad indossare le mascherine correttamente, è possibile che si riesca a contenere sia la diffusione del Covid-19 sia quella dei virus influenzali e para-influenzali.
Esistono infatti evidenze che con la pandemia altri germi che causano malattie acute delle vie respiratorie superiori siano quasi “scomparsi”. In Argentina, durante l’inverno appena trascorso, i casi di influenza sono drasticamente diminuiti e questo è stato attribuito non alla vaccinazione antinfluenzale ma al fatto che la circolazione dei patogeni che causano infezioni acute delle vie respiratorie sia drasticamente diminuita, grazie proprio a mascherine, igiene delle mani e distanziamento fisico. Lo stesso è accaduto anche in Australia, in Corea del Sud, in Giappone e in Nuova Zelanda.

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La vaccinazione antinfluenzale resta caldamente consigliata, insieme alla vaccinazione contro lo pneumococco agli over 65, in attesa di quello per il coronavirus

Serve allora vaccinarsi contro l’influenza?
Le regole igieniche (lavaggio mani, buona igiene respiratoria e isolamento volontario di persone con sintomi respiratori) rappresentano accorgimenti da adottare sempre, indipendentemente dalla stagione e dal Covid-19. Solo in questo modo si può prevenire e ridurre il contagio e la diffusione di infezioni respiratorie. La vaccinazione antinfluenzale stagionale resta caldamente consigliata, insieme alla vaccinazione contro lo pneumococco, agli over 65 e a quelle persone considerate fragili per condizione di vita e di salute, agli operatori sanitari e a tutte le persone che lavorano a stretto contatto con gli altri, come insegnanti o personale di aziende di trasporto.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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10 Commenti

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    Se l’Istituto Mario Negri mi fa pervenire un vaccino per l’influenza lo ringrazio, perchè non ne trovo uno neanche a pagarlo oro.
    Anche la mia Regione (Emilia R.), pur previdente, ha sottovalutato la portata dell’invito a vaccinarsi. La gente è corsa in massa, così si son vaccinati i primi arrivati (a caso) ed io, che ho il profilo raccomandato (72 anni, diabetica, ipertesa e pure fumatrice), sono rimasta senza.
    Il continuo invito a vaccinarsi ora mi provoca solo irritazione.
    Spero non succeda la stessa cosa per il vaccino anti-Covid, sennò mi incateno sotto Palazzo Ghigi.

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    Filippo Smriglio

    Io mi farò il vaccino, possibilmente italiano, quando avrò sentito i consigli di professori come Silvio GARATTINI e Fabrizio PREGLIASCO.

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    è una presa in giro per tutti anche in puglia hanno promesso il vaccino a tutti ma solo pochi fortunati oltre ai politici e dirigenti sanitari hanno potuto farlo. il bello che continuano a prenderci in giro dicendo di farlo.

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    Sono un 74enne diabetico, iperteso e obeso, non sono ancora stato vaccinato contro l’influenza, il mio medico dice che i vaccini non ci sono ed io risiedo in emiliaRomagna e non in lombardia. Il “grande” governatore bonaccini, parolaio senza limiti, aveva affermato, in polemica con altri governatori, che lui aveva già fatto gli acquisti necessari. Parole, propaganda. Ma di più, io vorrei acquistarlo in farmacia, costa solo 11 euro, ma non posso perchè serve la ricetta del medico che non può farla a coloro che ne hanno diritto gratuito dall’asl e sapete perchè? Perchè la regione, cioè sempre bonaccini, con una circolare apposita, ha vietato ai medici di fare la ricetta agli aventi diritto. Morale della storia non posso vaccinarmi per “merito della grande regione emiliaRomagna”, Governata da bonaccini.

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    Signor Fusari, salti il confine e vada in Lombardia. Troverà un presidente ed un assessore che non sono parolai non dicono bugie, mantengono le promesse, così mettendosi in fila potrà fare fra qualche mese anche lei il vaccino.

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    Ma siamo veramente sicuri? Un vaccino anti COVID di così breve sperimentazione

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    Zamboni Maria Teresa

    Mai avrei creduto che foste così tanto “ufficiali” ed “allineati” Io non sono No Vax ma scettica si! fin dal 2000 quando non ho fatto fatto fare alcune vaccinazioni a mio figlio e quando non c’erano Associazioni! Anch’io seguo la Via Scientifica….ma la Terza Via.. Libertà consapevole di scelta x la libertà di Cura, garantita dalla Costituzione: mai più un antibiotico, mai più un cortisonico, nessuna malattia esantematica ne neurologica a 22 anni: guardate l’aumentare delle malattie neurologiche e gli handicap in età pediatrica….Guardate.

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    Che belli tutti questi commenti allineati alla versione ufficiale dell’indiscutibile utilità del santo vaccino, senza osare mettere in dubbio per nessun motivo nè l’efficacia nè la pericolosità!

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    Nino Ciriaco medico Docente universitario di Fisiologia Umana e Scienza dell'Alimentazione

    CHI DI ” SPERANZA” VIVE DI SPERANZA MUORE. VATTI A FIDA’ DI CHI CI COMANDA