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Coronavirus e alimentazione: “fa che il cibo sia la tua medicina” dibattito sulla raccomandazione ippocratica

Durante questa quarantena imposta dall’emergenza coronavirus, in molti si sono chiesti se fosse necessario modificare la propria alimentazione o se fosse utile introdurre specifici alimenti per apportare vitamine e micronutrienti utili al coretto funzionamento del sistema immunitario. Dopo la pubblicazione dell’articolo “Coronavirus: dieta e trattamenti terapeutici naturali proposti da docenti di medicina” abbiamo ricevuto un commento a firma di due professori dell’Università di Brescia, Marwan El Ghoch e Alessandra Valerio. Di seguito pubblichiamo la loro riflessione con la risposta dell’autore dell’articolo, Matteo Giannattasio.

Nell’articolo si fa riferimento all’opportunità (assolutamente condivisibile) di seguire la dieta mediterranea e si forniscono suggerimenti su alimenti utili a integrarla per contrastare il rischio di infezione. Ci permettiamo di segnalarle un position statement da noi firmato e pubblicato il 4 aprile sulla rivista Journal of Population Therapeutics and Clinical Pharmacology.

Da medici (siamo un nutrizionista e una farmacologa) in questo editoriale mettiamo in discussione la raccomandazione ippocratica “fa che il cibo sia la tua medicina”, citata nell’articolo a firma di Matteo Giannattasio, in relazione alla delicata fase di pandemia di Covid-19. La popolazione, ora sempre connessa sui social, sta ricevendo troppe indicazioni frammentarie e confondenti, che difficilmente è in grado di distinguere dalle fake news.

Autorevoli istituzioni nazionali e internazionali sono attivamente impegnate, tramite i propri siti, nel contrastare questa tendenza, e la rivista da Lei diretta si è sempre distinta in modo encomiabile in questo senso. Riteniamo che troppa enfasi sulle proprietà salutistiche di prodotti alimentari possa distogliere le persone dall’adesione – purtroppo non diffusa come auspicabile – alle sole misure precauzionali scientificamente fondate.

Rectangular romana's pizza
La popolazione sta ricevendo troppe indicazioni frammentarie e confondenti, che difficilmente è in grado di distinguere dalle fake news

Che il cibo sia la tua medicina, ma non per il coronavirus: nutrizione e scienza dell’alimentazione, distinguere i miti dai fatti (1). L’intero globo è in preda a un’aggressiva pandemia COVID-19, causata coronavirus SARS-CoV-2. Ad oggi sono stati segnalati quasi 1, 5 milioni di casi, con un significativo tasso di mortalità in alcune aree geografiche. Nel nostro Paese la mortalità ha superato il 10-11% dei casi, portando quasi al collasso il servizio sanitario nazionale, nonostante – soprattutto in regioni come la Lombardia – sia considerato uno dei migliori servizi sanitari del mondo.

La comunità medica e scientifica sta lavorando su diversi fronti per studiare la malattia e adottare strategie efficaci mirate a (i) prevenire l’espansione del virus; (ii) identificare farmaci per la gestione dei casi critici e ridurre i tassi di mortalità; e (iii) mettere a punto il tanto sospirato vaccino.

È fuori discussione il ruolo cruciale della nutrizione nella prevenzione e nel coadiuvare il trattamento di svariate patologie, nel contesto di uno stile di vita salutare. Con la pandemia in corso, anche rifacendosi al famoso aforisma attribuito a Ippocrate, molti si pongono la domanda “Qual è il ruolo della nutrizione in questo scenario?”

Nelle ultime settimane sui più diffusi social media si sono viste spuntare fantasiose teorie sulla capacità preventiva e curativa di alcune diete o cibi specifici, o di integratori di vitamine e minerali (zinco, vitamine C, D, E) in relazione a COVID-19. La maggior parte di queste notizie, che hanno molto credito in vaste fasce della popolazione, sono a dir poco non sufficientemente supportate dall’evidenza scientifica, e spesso false.

È importante insistere sulle precauzioni igieniche e sulla stretta osservanza dei provvedimenti di distanziamento sociale

Riteniamo che durante la pandemia di COVID-19 non si debba adottare nessun pattern alimentare eccezionale o diverso da quelli usualmente suggeriti dalle società scientifiche nel settore della nutrizione. Uno stile di vita salutare basato sulla dieta mediterranea – come quello descritto nel “Piatto del Mangiar Sano” ideato dagli esperti di nutrizione di Harvard – unitamente a un adeguato apporto idrico (preferibilmente acqua), regolare attività fisica moderata, riposo e sonno sufficienti, sono utili a mantenerci in buona salute e a preservare il funzionamento del sistema immunitario.  È urgente mettere in luce, tuttavia, che queste abitudini salutari non impediscono il contagio da coronavirus.  Va ribadita piuttosto l’importanza di applicare le norme generali di sicurezza alimentare quando si va a fare la spesa e durante la conservazione, preparazione, cottura, e consumo degli alimenti. Soprattutto, è importante insistere sulle precauzioni igieniche (soprattutto sulle corrette procedure di lavaggio delle mani) e sulla stretta osservanza dei provvedimenti di distanziamento sociale, principali misure per limitare la diffusione del COVID-19.

Nel ribadire l’importanza di modelli alimentari bilanciati nella gestione globale della propria salute, riteniamo che consigliare in maniera frammentaria particolari strategie alimentari (diete speciali, alimenti specifici, integratori alimentari) in questa difficile fase porti con sé il rischio di generare false aspettative, o peggio, di indurre le persone più facilmente influenzabili ad allentare le misure precauzionali, aumentando il rischio di esposizione a COVID-19. Non da ultimo, come medici e operatori della salute, dovremmo impegnarci a diffondere solamente le notizie tratte dalle più autorevoli fonti scientifiche o da istituzioni nazionali o sovranazionali, e a dare voce a campagne che aiutino la popolazione a distinguere tra miti, presunzioni (o falsità) e fatti. La scienza della nutrizione è di basilare importanza per la salute, ma mai come in questa fase, è bene che nutrizionisti e medici di ogni disciplina operino in senso collaborativo per “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.

1. Fonte: El Ghoch M, Valerio A. Let food be the medicine, but not for coronavirus: Nutrition and food science, telling myths from facts. JPTCP, 2020; 27 (2); 19-22

Marwan El Ghoch, MD, Professor in Clinical Nutrition, Head of Department Nutrition & Dietetics, Faculty of Health Sciences, Beirut Arab University.

Alessandra Valerio, MD, Associate Professor of Pharmacology, Dept of Molecular and Translational, Medicine – DMMT, University of Brescia

 

riso nero avocado frutta esotica mais cetriolo Coronavirus
Adesso più che mai c’è il rischio di generare false aspettative, o peggio, di indurre le persone ad allentare le misure precauzionali

Di seguito la risposta di Matteo Giannattasio

Condivido appieno questo commento. A testimonianza cito due passaggi del mio articolo. Con il primo (“Purtroppo…non si dispone né di un vaccino né di trattamenti farmacologici specifici. Pertanto è tassativo per tutti noi rispettare le norme igieniche e comportamentali emanate dalle autorità per evitare il rischio di infettarci e infettare”) raccomando di seguire le norme dettate dalle autorità. Con il secondo (“Pertanto anche per questa nuova infezione, la raccomandazione ippocratica “fa che il cibo sia la tua medicinadeve essere tenuta nella dovuta considerazione, anche se è probabile che in questo frangente la dieta sia necessaria ma non sufficiente”) intendevo mettere in chiaro che la dieta mediterranea non è il toccasana per quanto sta succedendo con il coronavirus. Onde evitare fraintendimenti, la massima ippocratica riportata nel testo va completata così: “Fa che anche il cibo sia la tua medicina” o “Fa che il cibo, insieme al rispetto delle norme emanate dalle autorità, sia la tua medicina”. Per finire, ringrazio i colleghi del loro intervento anche perché mettono il dito sulla piaga della diffusione in rete di fake news, terapie e diete fai-da-te fasulle e fraintendimenti che poi diventano “verità sacrosante” a furia di circolare. Noi che con onestà e competenza facciamo divulgazione nel campo dell’alimentazione e della salute dobbiamo evitare, per quanto ci è possibile, che ciò accada.

Matteo Giannattasio

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Avatar

    Ecco , aveva ragione la commentatrice dell’articolo precedente quando non poteva credere che si parlasse finalmente di prevenzione e pratiche precauzionali , appena qualcuno alza la testa si muovono le truppe cammellate e tutto rientra nel gossip da bar e nelle fake news.
    Il “CORONAVIRUS”mette in riga i naturisti e ristabilisce le graduatorie di competenza e le cose che possono o non possono essere diffuse al popolo.
    e nessuno pensi mai e poi mai che qualcosa che costa pochi euro possa AIUTARE A “PREVENIRE” una patologia e rafforzare un individuo, non ci sono ricerche coerenti e evidenze CONSOLIDATE sufficienti nel mondo scientifico,………..ma in giro nel mondo ci sono mgliaia di laboratori che studiano i virus di qualsiasi genere per domarli e ben pochi che studiano i veleni che ci vengono propinati sotto la supervisione rassicurante del limite di tolleranza…..
    Se non ci fosse questo cavolo di covid in Italia con 24 milioni di malati cronici sarebbe una cosa normale , le medicine fanno miracoli ecc. ecc…..a proposito il dato dei cronici l’ho letto sul quotidiano on line QS Quotidiano Sanità.it, ma a qualcuno questo sembra un popolo in buona salute sotto il controllo dell’ISS?
    Per favore qualcuno di qualificato mi spieghi cosa c’è di scientifico nel dire che 1metro è un distanziamento sufficiente per stare tranquilli, oppure che provare ogni sorta di farmaco probabile o improbabile sui dei malati gravi sia etico, chi paga i danni delle sperimentazioni?
    A proposito di questo ci sono rombi di tuono che annunciano desideri di immunità, vero o no?

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      Caro Gianni quanto ha ragione! Continuiamo pure a dire e credere che non ci siano ricerche scientifiche che avvalorino il contributo di “qualcosa che costa poco” nell’aiutare ad alzare le difese immunitarie (E NON HO SCRITTO CURARE!), con tutto il rispetto per la ricerca di farmaci adatti che non vadano però ad arricchire ulteriormente la BIG FARMA. Mah! Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!

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    «Medicus curat, natura sanat: il medico cura, la natura guarisce. Il vecchio aforisma riassume perfettamente lo scopo della medicina, che è quello di assicurare agli organismi le condizioni interne ed esterne più favorevoli all’azione delle forze autoregolatrici e restauratrici.
    Se non vi fosse alcuna vis medicatrix naturae, alcuna naturale forza risanatrice, la medicina sarebbe impotente e il minimo disordine porterebbe subito alla morte o si tramuterebbe in malattia cronica ( lupus in fabula).
    Aldous Huxley.

    Qualunque lettura s voglia dare all’illustre autore dell’aforisma , se noi ci preoccupiamo di tenere sempre sgombro il percorso della forza naturale e cerchiamo di evitare e combattiamo i veleni squilibranti ben noti ma come minimo sottovalutati , continuo a non capire perchè qualcuno voglia sempre mettere l’ultima parola e silenziare la vitalità naturale a favore di pozioni innaturali.
    Ancora un pò e dovremo mettere il bugiardino anche ai mazzetti di ravanelli e alle retine di arance……..
    In ogni caso Buona Pasqua a tutti .

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    Buongiorno, non mi stupisce quanto riportato da parte di professori che hanno studiato e studiano nel campo scientifico farmaceutico. Ciò che mi meraviglia sono in particolar modo 2 aspetti riportati. 1 la dieta mediterranea, forse qualcuno si alimenta in questo modo? Se anche così fosse la carenza di micronutrenti fitonutrienti è così basso che limiterebbe quando viene assunto, non da oggi ma da anni, per vari motivi che non sto ad elencare. 2 sicuramente aumentare, e nello specifico alcune vitamine e/o minerali e fitonutrienti non garantisce di non contrarre il contagio, di questo ne sono convinto anch’io, ma sono altrettanto convinto di superare nel peggiore dei casi nel modo migliore la malattia. Ora la mia riflessione è domanda è: per essere così certi che prevenire non serve, avete fatto delle prove scientifiche che dimostrano il contrario? Naturalmente in laboratori indipendenti. E se in questo caso COVID19 come avete scritto sono inutili, significa che tutti gli altri sono utili, Ho capito bene?

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    CARMINE LAFFUSA

    La dieta mediterranea oltre a essere buona e gustosa fa a anche bene alla salute. Basta citare l’olio di oliva ricco di antiossidanti ed acidi grassi insaturi che da soli bastano a contrastare e prevenire parecchie patologie.

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    francesco negroni

    Mi pare poco significativo mettere in relazione , nell’attuale situazione ” acuta” regimi alimentari e gestione del Coronavirus, credo si finisca per discutere un po’ oziosamente. Non si dovrebbe mai mancare di sottolineare invece che SEMPRE, ed a prescindere dalla situazione emergenziale in corso, adottare stili di vita opportuni , facilmente attuabili ,può mantenere efficienti le nostre difese immunitarie che sono un importante presidio nei confronti delle malattie infettive e fondamentale nei confronti delle malattie virali. La alimentazione è una parte integrante di questi stili di vita che costituiscono la PREVENZIONE. Purtroppo se ne parla solo quando situazioni particolari ci costringono a farlo , ed allora lo facciamo magari in modo confuso. Credo che dovremmo sviluppare una sana curiosità nei confronti di questi ” stili di vita” tutt’altro che difficili da individuare.
    Cordialità Francesco

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    Salve, vorrei porre una questione.
    L’articolo: “Ad oggi sono stati segnalati quasi 1, 5 milioni di casi, con un significativo tasso di mortalità in alcune aree geografiche. Nel nostro Paese la mortalità ha superato il 10-11% dei casi, portando quasi al collasso il servizio sanitario nazionale”

    Il tasso di mortalità è il rapporto tra il numero dei morti e il totale della popolazione in un periodo di tempo https://it.wikipedia.org/wiki/Tasso_di_mortalit%C3%A0
    Il tasso di letalità è il rapporto tra il numero dei morti e il numero di ammalati in un periodo di tempo https://it.wikipedia.org/wiki/Tasso_di_letalit%C3%A0
    Considerando attendibili i dati del ministero della salute riportati qui https://mega.nz/folder/2N1CkCqb#0BJOI2WAPEO9OqR6Rg-i4g

    Al 28 aprile:
    Popolazione: 60.317.000 (60 milioni).
    Numero di tamponi: 1.910.716 (31,5% eseguito sulle stesse persone).
    Persone controllate: 1.313.460 (2,18% della popolazione).
    Persone contagiate: 203.591 (15,5% dei controllati, 0,34% della popolazione).
    Persone morte: 27.689 (13,60% dei contagiati, 2,11% dei controllati, 0,05% della popolazione).

    Il tasso di letalità è 13,60% (quello reale è molto più basso dato che è stato controllato solo 2,18% della popolazione) e quello di mortalità è 0,05% (molto inferiore al 2,11% dei controllati).
    Quindi c’è un errore grossolano nell’articolo.