Home / Coronavirus / Coronavirus: coprifuoco nazionale dalle 22, zone rosse e arancioni. Le novità per ristorazione e negozi del Dpcm del 3 novembre

Coronavirus: coprifuoco nazionale dalle 22, zone rosse e arancioni. Le novità per ristorazione e negozi del Dpcm del 3 novembre

ristorante chiuso vuoto mascherina coronavirus attività negoziDopo diversi giorni di scontro tra il Governo e le Regioni, è finalmente arrivato il tanto anticipato nuovo decreto del presidente del Consiglio del 3 novembre, con nuove e più stringenti misure per il contenimento della seconda ondata di contagi da coronavirus. Il Dpcm ha imposto il divieto di circolazione, già ribattezzato “coprifuoco”, dalle ore 22.00 alle 5.00 del mattino, ad eccezione di esigenze di lavoro e salute. Resta, in ogni caso, la forte raccomandazione di limitare gli spostamenti al minimo anche durante le ore diurne.

La novità che però ha fatto più discutere è l’introduzione di restrizioni differenziate per le Regioni a seconda dell’andamento locale dell’epidemia, con l’istituzione delle cosiddette “zone arancioni” e “zone rosse”. Le zone arancioni sono le Regioni con un livello di rischio alto, che sono state inserite nello “scenario 3” del documento di Prevenzione e risposta a Covid-19 dell’Istituto superiore di sanità, per cui è stato previsto il divieto di entrata e di uscita dal territorio regionale e quello di spostamento tra i comuni, salvo comprovate esigenze. Le zone rosse, invece, sono le Regioni inserite nello “scenario 4” di massima gravità, per le quali è vietato ogni spostamento, anche all’interno, del territorio, salvo comprovate esigenze, come durante il lockdown.

Handsome young man with face mask walks looking at empty shelves in a shop on city street at night
Il Dpcm del 3 novembre per contenere la seconda ondata di contagi da coronavirus ha stabilito il divieto di spostamento dalle 22.00 sul territorio nazionale

Sono state stabilite, inoltre, nuove restrizioni anche per gli esercizi esercizi commerciali e le attività della ristorazione, come bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, di differente entità a seconda dello scenario locale di diffusione del contagio da coronavirus. Vediamo quali sono:

Misure nazionali. Sono consentite le attività della ristorazione dalle 5.00 alle 18.00. Allo stesso tavolo possono sedere solo quattro clienti, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18.00 sono permessi solo l’asporto fino alle 22.00 e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. Resta ovviamente vietato il consumo di alimenti o bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Non ci sono cambiamenti per la ristorazione nelle strutture ricettive che possono lavorare senza limiti di orario ma limitatamente agli ospiti alloggiati nella struttura, per le attività delle mense e del catering, e per gli esercizi di ristorazione presenti in aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

A livello nazionale, inoltre, nei fine settimana e nei giorni festivi e prefestivi sono chiusi i centri commerciali (medie e grandi strutture di vendita). Al loro interno restano aperti farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

centri commerciali
A livello nazionale saranno chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione di alcune attività essenziali

Zone arancioni. In queste Regioni le attività della ristorazione sono sospese, ad eccezione di mense e catering. Resta consentita la sola attività di consegna a domicilio, senza limiti di orario, e fino alle 22.00 è permesso anche l’asporto, con divieto di consumo nelle vicinanze e in aree pubbliche. Restano aperti, anche in queste Regioni, gli esercizi di ristorazione presenti in aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Zone rosse. In queste Regioni, come nelle zone arancioni le attività della ristorazione sono sospese, ad eccezione di mense e catering. È consentita la consegna a domicilio e fino alle 22.00 è permesso anche l’asporto, con divieto di consumo nelle vicinanze e in aree pubbliche. Anche in questo caso, sono consentite le attività degli esercizi di ristorazione delle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Per le zone rosse è stata disposta anche la chiusura dei mercati non alimentari e di tutti negozi, ad eccezione di alcune categorie ritenute essenziali, tra cui supermercati e negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole, tabaccai, negozi di articoli per bambini e neonati, biancheria, giocattoli, prodotti informatici, articoli sportivi, calzature e ferramenta. Restano aperti anche fiorai, librerie, cartolerie, ottici, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri.

Per leggere il Dpcm del 3 novembre 2020 in forma integrale clicca qui.

© Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Coronavirus e vaccino antinfluenzale: ecco perché bisogna vaccinarsi. I consigli dell’Istituto Mario Negri

Il vaccino contro l’influenza stagionale aiuta a proteggere dal coronavirus? La risposta è sì, perché qualsiasi …

Un commento

  1. Avatar

    E per l’asporto dei bar quali sono le regole e norme ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *