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Coronavirus: allerta in quasi tutte le regioni. Rapporto shock dell’Iss, l’Italia verso la fase 4. Ecco perché scatterà il coprifuoco

L’epidemia in Italia è in ulteriore peggioramento, con un numero di nuovi casi segnalati quasi raddoppiato rispetto alla settimana del 12/18 ottobre 2020 (100.446 rispetto ai  52.960 della settimana precedente), ancora compatibile con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4“. Esordisce così il rapporto sul monitoraggio settimanale del ministero della Salute in relazione al periodo dal 19 al 25 ottobre allontanando ogni speranza di miglioramento nel breve periodo, anche se il dossier non considera le misure restrittive introdotte dal Dpcm del 24 ottobre 2020.

Il documento segnala che in alcune Regioni la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario di tipo 4 e con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo. Si osserva una sempre maggiore difficoltà a reperire dati completi a causa del grave sovraccarico dei servizi territoriali, questo potrebbe portare a sottostimare la velocità di trasmissione in alcune Regioni. Si conferma pertanto una situazione complessivamente critica sul territorio nazionale. Nella settimana di monitoraggio, 11 Regioni sono da considerare a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SarsCoV-­2, e otto sono classificate a rischio moderato con alta probabilità di progredire nel prossimo mese. Questa settimana, per la prima volta, è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica (40%).

Coronavirus, la situazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e l’approssimarsi delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri

Il dossier ribadisce la necessità di rispettare le indicazioni raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi. Si invitano le Regioni a realizzare una continua analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e a considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette, in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-­19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”.

Considerando i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno, lo sviluppo di sintomi e la diagnosi, molte delle persone registrate come positive in questa settimana (19­‐25 ottobre) hanno contratto l’infezione all’inizio di ottobre (il quadro epidemiologico risulta quindi precedente alle misure restrittive introdotte dal Dpcm del 24 ottobre).

coronavirus
L’epidemia è in rapido peggioramento compatibile con uno scenario di tipo 3, ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4

L’aumento dei casi è diffuso in tutto il Paese. Nel periodo 08 – 21 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,70. Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni italiane con valori superiori a 1,5 in diversi casi (per i dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto superiore di sanità).

Questa settimana, per la prima volta è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed esiste un’alta probabilità che 15 Regioni superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 750 (18/10) a 1.208 (25/10); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 7.131 (18/10) a 12.006 (25/10).

Si osserva una rapida crescita dell’incidenza di coronavirus e l’impossibilità sempre più frequente di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione

Conclusioni

La situazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e l’approssimarsi delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri. L’aumento rapido dell’incidenza è coerente con l’aumento dell’Rt nazionale che attualmente si colloca a 1,7 nel suo valore medio, indicando un avvicinamento allo scenario 4. Si conferma una situazione complessivamente critica sul territorio nazionale. Si osserva una rapida crescita dell’incidenza e l’impossibilità sempre più frequente di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione. Si evidenza una forte difficoltà nel tracciare in modo completo le catene di trasmissione del coronavirus ed aumento in proporzione dei casi evidenziati per sintomi.

Si conferma la necessità di una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

Il dossier non dà indicazioni sui provvedimenti da prendere, ma lascia supporre che decisioni drastiche come il “coprifuoco” o il lockdown siano soluzioni necessarie per cercare di gestire una situazione che potrebbe presto diventare ingovernabile.

Data di pubblicazione del documento 30 ottobre 2020, ultimo aggiornamento 02 novembre 2020.

© Riproduzione riservata

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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4 Commenti

  1. Avatar

    Riuscite a inserire il link al documento shock dell’ISS per favore? Grazie

  2. Avatar

    Grazie per le info!

  3. Avatar

    “Le strutture sanitarie sono intasate di gente che, col raffreddore, pensa di avere il covid. L’allarmismo dei media ha prodotto questi risultati. È vero che il covid è molto contagioso, ma quello che omettono di dire, e voi giornalisti ne siete complici xchè sostenete tesi allarmistiche senza porvi alcuna domanda, è che questo virus è molto più debole. Infatti la letalità è stazionaria da settimane. Io sono a casa in quarantena con mio marito positivo e, insieme ai mkei figli, non abbiamo alcun sintomo. Mio marito invece ha avuto mal di testa 1 giorno e febbre a 37.2 l’altro. Molto meno di una normale influenza stagionale. Inoltre le cure x il covid ci sono e funzionano egregiamente. E anche questa informazione viene regolarmente taciuta. Questo non è sano giornalismo. Questo è spaventare la gente.”

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