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Coronavirus: cosa si può fare e cosa no nelle aree gialle, arancioni e rosse. Le misure in vigore dal 6 novembre

Area gialla, area arancione e area rossa: è questa la novità più discussa del Dpcm del 3 novembre 2020, il decreto con cui il Governo ha introdotto misure più severe per contrastare la seconda ondata di contagi da coronavirus, attualmente in corso in Italia. Con il decreto, infatti, sono state istituite restrizioni differenti per le Regioni a seconda del livello di rischio locale, che saranno in vigore da venerdì 6 novembre.

I diversi livelli di criticità sono stati associati a un differente colore – giallo, arancione e rosso appunto – e vengono calcolati da ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e rappresentanti delle Regioni sulla base di parametri oggettivi. La categoria di rischio in cui è inserita una Regione potrà cambiare, sia in un senso che nell’altro, nelle settimane successive in base all’evoluzione della curva epidemica.

Le aree gialle sono quelle dove il rischio è moderato e, secondo il documento di Prevenzione e risposta a Covid-19 dell’Istituto superiore di sanità, corrisponderebbero allo “scenario 2” di trasmissione sostenuta, ma ancora sostenibile del virus. Le aree arancioni, invece, sono quelle con un livello di rischio alto, che sono state inserite nello “scenario 3” di ampia diffusione del coronavirus, con rischi di tenuta del sistema sanitario. Le aree rosse, infine, sono le Regioni inserite nello “scenario 4” di massima gravità, secondo cui il virus si sta diffondendo in maniera incontrollata e il rischio di cedimento del sistema sanitario è più alto. Come si può notare non c’è nessuna “area verde”.

Nello specifico l’area gialla è quella più ampia e comprende 13 regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e le province di Trento e Bolzano. Ecco le misure che saranno in vigore in queste Regioni:

L’area arancione, invece, per ora include solo due Regioni, Puglia e Sicilia, e prevede restrizioni ai movimenti in entrata e in uscita dal territorio regionale, la chiusura delle attività della ristorazione e altre limitazioni. Eccole:

Nell’area rossa, infine, ci sono quattro regioni, Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, dove saranno in vigore restrizioni molto simili al lockdown della primavera 2020, con il divieto agli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da esigenze lavorative, di salute e di estrema necessità. Ecco le misure:

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali ritenuti essenziali, le categorie di negozi che restano aperti anche nelle zone rosse comprendono ovviamente supermercati e negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie, ma anche edicole, tabaccai, negozi di articoli per bambini e neonati, biancheria, giocattoli, prodotti informatici, articoli sportivi, calzature, ferramenta, fiorai, librerie, cartolerie, ottici, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri. Poi ci sono i distributori di benzina, i punti vendita di articoli sanitari, di macchine e articoli per agricoltura e giardinaggio, di articoli per illuminazione, le librerie, le cartolerie, di confezione e scarpe pr bambini, di biancheria personale. Nella lista ci sono esercizi di articoli sanitari, di prodotti per animali domestici, fioristi, ottici e punti vendita di materiale fotografico, di detersivi, di prodotti per telefonia e i distributori automatici.

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3 Commenti

  1. Avatar

    Ma è possibile che dopo giorni di discussioni abbiano “partorito” una cosa del genere?
    Che cosa vuol dire “svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione”???
    Nei pressi…100mt? 500 mt? 1 km???
    e la spesa? devo farla nel supermercato più vicino o posso andare anche dall’altra parte del paese restando comunque nel comune?
    Autocertificazione anche per fare la spesa?
    Se questo caos deve servire a fare multe sarà dura, nel paese in cui vivo non si vede un vigile in giro nemmeno nelle vie centrali dove, con marciapiedi larghi 79cm gira un sacco di gente con mascherina al mento/braccio.

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      Condivido quello che ha scritto. Tra l’altro il problema per evitare contagi non è quello di non fare attività a 10km da casa, ma quello di non farlo in assembramenti… Ovvero, meglio, da soli Al massimo con conviventi.
      Stamani ho visto un gruppo di una ventina di ciclisti che prima di partire erano belli raggruppati a chiacchierare… Che trovata eccellente… Però poi devi camminare nei pressi di casa. Mah.
      Una nota anche sui modelli di auto dichiarazione. Sarei curioso di sapere il nome di chi li redige. A parte la lunghezza degli spazi (non ho visto se questa volta sono a posto, per capirsi, non tutti sono nati a Roma…), ma poi per la maggior parte dei casi, lavoro a parte, per cosa mai una persona potrà avere bisogno di muoversi? Nei periodi di lockdown io mi muovevo per la spesa alimentare e per la farmacia. Sarebbe così insensato prevedere la causale standard “spesa alimentare”? Ma ai ministeri gliela fanno i portaborse?

  2. Avatar
    MargheRita Corona

    Ma lasciamoli lavorare in pace !
    Possibile che ci siano così tanti piantagrane ? Senza ritegno
    I nostri Presidenti Conte e Mattarella hanno perso 10 anni di vita in questa pandemia .
    Si son trovati a far fronte ad una tragedia epocale , gravati da responsabilità terribili , ma non solo .
    Invece di essere supportati da tutti per l’ impegno e l’ empatia profusi , come dovrebbe essere in un paese civile dove prevale il buon senso ed il senso di responsabilità , sono costantemente sotto attacco da personaggi che badano solo ai loro interessi miopi e non gli importa del bene del Paese .
    Povera Italia e povero Conte ! Rispettiamo tutti quelli che con lui fanno del loro meglio x arginare il Covid , Basta con questo blaterare tutti contro tutti . Lasciamoli lavorare

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