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Coprifuoco in Lombardia, stop agli spostamenti dalle 23 alle 5 del mattino da giovedì 22 ottobre

Handsome young man with face mask walks looking at empty shelves in a shop on city street at nightDa giovedì 22 ottobre scatta il coprifuoco in Lombardia. “Dalle 23 alle 5 sono consentititi solo spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute, in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza. La sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato che dovrà produrre un’autodichiarazione”. L’ordinanza è valida sino al 13 novembre e sono previste sanzioni per i trasgressori.

Il provvedimento si è reso necessario – precisano le autorità regionali – per il vistoso incremento dei casi di Covid-19 , una situazione che però viene classificata come “moderata” dall’Istituto superiore di sanità, anche se i numeri sono elevati.

“In base al quotidiano monitoraggio dei casi Covid-19 e dei relativi ricoveri – si legge nel teso del provvedimento – si evidenzia dall’inizio di ottobre una crescita continua a livello regionale dei contagi, pur in presenza di un significativo incremento delle capacità di testing, con valori RT per ricovero ospedaliero calcolato dall’Iss per la settimana 5-11 ottobre pari a 1.68 e che per la settimana 12- 18 ottobre si stima un dato in aumento”. Il documento fa una previsione per la fine di ottobre quando ci dovrebbero essere mediamente 594 (range da 434 a 815) ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 ospedalizzazioni non in terapia intensiva.

Il motivo del coprifuoco, secondo le autorità regionali, è da individuare nel rischio che si rileva nella fascia oraria notturna, che può determinare un allentamento sull’osservanza delle misure di prevenzione dal contagio, con rischi di assembramento e mancanza di rispetto del distanziamento interpersonale.

L’ordinanza si aggiunge a un precedente provvedimento, con cui erano state inasprite le regole imposte dal decreto del 13 ottobre, stabilendo, ad esempio, che dalle 18 non è più consentita la vendita da asporto di qualsiasi bevanda alcolica in bar, ristoranti, ma anche negozi e supermercati, e vietando il consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche in qualsiasi momento della giornata. Sempre nelle aree pubbliche, dalle 18 alle 6 sono chiusi i distributori automatici di alimenti confezionati e bevande. L’ordinanza aveva stabilito anche che, negli esercizi del settore ristorazione, dalle 18 il consumo è consentito solo ai tavoli, una misura poi adottata anche a livello nazionale con il Dpcm del 18 ottobre. Altri provvedimenti riguardano sport dilettantistici, accesso alle Rsa, sale giochi, scuole e università.

Secondo quanto riferisce l’Ansa sono oltre 4000 i nuovi positivi registrati oggi in Lombardia, a fronte di circa 36 mila tamponi eseguiti. Sono numeri record per la regione che portano il rapporto tamponi/positivi circa all’11%, rispetto al 9,3% di ieri. Dei nuovi positivi circa 300 sono ricoverati in reparti covid e un decina in più sono i pazienti in terapia intensiva. Il precedente record di casi positivi era del 21 marzo scorso con 3251 positivi ma un numero di tamponi molto più contenuto.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

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    “Il provvedimento si è reso necessario – precisano le autorità regionali – per il vistoso incremento dei casi di Covid-19 , una situazione che però viene classificata come “moderata” dall’Istituto superiore di sanità, anche se i numeri sono elevati.” distopia od ossimoro?

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    trovo siano proovvedimenti inutili,lesivi delle libertà individuali e catastrofici per l’economia.I maggiori rischi di contagio sono nellle scuole,sui posti di lavoro ,nei mezzi pubblici,soprattutto a causa di mascherine non conformi o che hanno la stessa età di cartagine,già la mascherina chirurgica a modesta efficacia,se la tieni come feticcio appesa ovunque e per mesi diventa una bomba biologica. Inoltre ,dell’inutilità di simili provvedimenti,comprese maschere all’aperto,abbiamo esempi buoni,francia e spagna.Unica soluzione percoribile sarebbe limitare gli spostamenti delle fasce a rischio e lasciare giovani ed adulti sani ad una vita normale in modo che il virus cirocoli dove non faccia danni e permetta il raggiungere dell’immunità di gregge,altrimenti non ci si arriverà mai e sarà un seguire di norme da corea del nord e libertà limitate –

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    Signor Giulio , la sua idea è molto drastica, economicamente forse valida ma ci sono alcuni punti inattuabili.
    Prima di tutto le persone a rischio non sono tutte facilmente individuabili , certo le persone molto anziane e con gravi patologie croniche potrebbero essere etichettabili ma sono tantissime e per isolarle sarebbe necessario poi che qualcuno se ne occupasse dalla a alla z.
    Però l’età non è la sola discriminante , anche tanti più o meno giovani si portano addosso patologie debilitanti senza contare quelli che ci nascono , le più o meno note malattie rare (?), migliaia di nuove patologie con milioni di persone nel mondo che ne sono affette che debbono essere tenute riparate.
    Consideri che , come ho cercato con poco successo citando il prof.Cavicchi e il suo ultimo libro,
    la risposta al sars-cov2 anche tra le persone sane o presunte tali pur con tutti i nostri livelli di difesa ,è molto varia; si va da nessun segno a minacce pesanti, ognuno di noi reagisce in maniera singolare ed unica a malattie e medicine.
    Questo pone delle ombre sull’eventuale successo anche dei vaccini, tranquilli non è farina del mio sacco, basta leggere in giro , la durata degli anticorpi indotti non è attualmente nota e i precedenti dei cugini del Covid dovrebbero insegnare qualcosa.
    Per ultimo , i protocolli adottati , non potendo murarci vivi singolarmente ammettono una percentuale più o meno alta di rischi calcolati , giusto?, però se rischi sono qualcuno ci può cadere. Non si cattura l’acqua con un colabrodo.

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    Comunque Sig. Giulio la sua idea è presa seriamente in considerazione