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Fuga dalle carne: gli italiani riducono i consumi, calano anche i wurstel. Aumentano i legumi

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Carne: gli italiani ne consumano di meno

Un anno fa l’Oms associava l’uso frequente di carni rosse con la possibile insorgenza di tumore. Influenzati dalla dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità, nei mesi successivi, gli italiani compravano meno carne del solito. Il Rapporto Coop 2016, sulla base dei dati Nielsen riferiti all’intero mercato al consumo, registra un dato relativo a un anno di vendite pari a-4% riferito a tutta la carne fresca (bovina, ovina, suina e anche il settore avicolo) e lavorata ( insaccati. preparazioni varie …) . In pratica il  consumo giornaliero  si è così spostato verso i 210 grammi a persona al giorno. Questo dato può sembrare elevato, ma è estrapolato dalle stime Fao riferite a  prodotto lordo ( il dato ingloba nella stessa voce il peso di una mezzena di vitellone, e di una parte senza ossa, di un pollo intero…).     Per questo motivo con una certa approssimazione possiamo pensare a un valore di 80-100 grammi di carne, insaccati… al giorno nel piatto. Stando ai dati della società di ricerca per i mercati del Largo Consumo IRI Information Resources, tra gennaio e agosto 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il calo nelle vendite a volume di carni fresche e lavorate nei supermercati è stato minore, registrando un -2,2% .carne 451633181

Nello specifico, crollano i wurstel (-16,4%), subito seguiti dalla carne in scatola -9,9%, dalla carne rossa -2,8% e dal prosciutto crudo -2,4%.  Mangiamo meno carne rossa, che però viene in parte sostituita con carni bianche, tanto che tra le preparazioni fresche, le più scelte sono carni di animali da cortile e di coniglio, che crescono del 3%, seguite anche dal pollame +1,1%.Come dimostrano gli studi fatti dal Rapporto Coop, incrociando dati Fao e Istat, in realtà la tendenza è iniziata prima ancora che l’Oms si pronunciasse. Il boom di consumi di carni rosse c’è stato negli anni ’70 e ’80 ed è proseguito a ritmi incalzanti fino al Duemila dopo di che è iniziato il calo (tra il 2010 e il 2016, le vendite a volume scendono di oltre il 13%). In corrispondenza della riduzione dei consumi di carne dell’ultimo anno, crescono invece gli acquisti di legumi. Stando ai dati Iri le vendite nella grande distribuzione di legumi freschi, conservati e secchi aumentano dell’1,5%. Sempre in cerca di proteine, aumenta anche il consumo delle uova (+0,9%) e crescono i formaggi e latticini che stando ai dati Iri registrano un +0,4%.

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In sostanza, pur di evitare la carne, nel carrello degli italiani crescono i succedanei di ogni tipo sia della carne che dei formaggi. Stando ai dati Iri, i salumi vegetali hanno registrato nell’ultimo anno una crescita del 180% (best performance del settore), coprendo oggi lo 0,4% delle vendite a volume. Aumentano anche gli acquisti di sostitutivi vegetali del formaggio, che salgono del 3,8%, coprendo una quota del mercato del 3%. Quale strada intraprendere per arginare questa progressiva e continua discesa dei consumi delle carni rosse? Difficile dare riposte univoche. Il rapporto non lo dice, ma una strada percorribile potrebbe essere quella di puntare sul consumo di carne di alta qualità, come quella ottenuta dagli allevamenti bovini grass fed o dagli allevamenti di razze italiane, ad esempio il consorzio 5R (Chianina, Marchigiana, Romagnola, Maremmana e Podolica). Insomma, è meglio scegliere una fettina di maggiore qualità e dal sapore superiore, ma che probabilmente costa il 30-40% in più e si mangia una volta alla settimana, piuttosto che incentivare il consumo di carni rosse abbassando i prezzi a scapito di qualità e standard di produzione. La ricetta vincente è ancora quella di puntare sulla qualità.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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45 Commenti

  1. Il dato è molto positivo per certi versi, le analisi a cui si presta sono molte.
    Primo.
    E’ calato l’acquisto ( non il consumo visto che buttiamo sempre un sacco di alimenti) delle carni COSTOSE ed è stato sostituito con carni meno costose. Non pensiate che sia solo questione di cambio di abitudini alimentari o che il popolo vegano , vegetariano si sia allargato così tanto (fenomeno comunque rilevante).
    L’analisi va fatta prima di tutto a livello economico, poi anche a livello alimentare: il fatto che si consumino meno carni rosse è positivo dal punto di vista nutrizionale. Le raccomandazioni sul consumo di questo alimento sono ovunque ed è positivo che si siano trovati sostituti “buoni” , come le carni bianche e i legumi.
    Ma, lo ripeto, il cambiamento è dato più da un fattore economico.

    • La penso uguale.
      Non pensiamo che ora tutti si siano “moralizzati”, la risposta è nella mancanza di soldi, basta guardare i dati sul lavoro.
      Il problema sarà vedere se dalla carne di qualità si sposteranno a comprare grosse quantità di insaccati di infimo livello e pollo/maiale da allevamenti intensivi a 2/3 euro al chilo, ovvero come mangiano in est Europa e in altri paesi con salari medi bassissimi.

    • Non sono d’accordo, il prodotto con il calo maggiore è stato il wurstel, prodotto di certo non particolarmente costoso ma sicuramente di scarsa qualità; lo stesso si può dire per la carne in scatola. Prodotti che effettivamente possono essere considerato “costosi” come il prosciutto o la carne rossa hanno subito un calo marcatamente minore (2-3% vs 10-16%). Io credo invece che si cerchi di ridurre il consumo evitando soprattutto la carne di bassa qualità.

  2. Gli allevamenti intensivi non dovrebbero esistere e la carne dovrebbe costare 30 euro al Kg. Vorrei poter mangiare una fettina 2 volte la settimana senza aver timore di super batteri o di assumere quantità industriali di antibiotici. Ormai i supermercati sono pieni zeppi di carne di tutti i tipi a prezzi bassissimi e credo che non ci sia una sola confezione che non provenga da allevamenti intensivi (del pollo non ne parliamo). Per avere una fettina di qualità bisogna conoscere uno “spacciatore” di zona (come dice Andy Luotto) oppure rivolgersi ai negozi Bio (nella speranza di non essere truffati). Mi piacerebbe poter tornare a comprare il cibo con più tranquillità ma credo che sia pura utopia ormai.

  3. L’ orientamento dei consumatori verso i vegetali non è solo incentivato da fattori economici o “morali” ma dalla consapevolezza che carni rosse fresche o ” peggiore conservate” e formaggi possono essere un serio fattore di rischio per la salute.

  4. Peccato però che i legumi non siano il sostituito della carne. Non hanno tutti gli aminoacidi essenziali come ha invece la carne. Per avere ciò dobbiamo abbinare i legumi ai cereali ma così facendo avremmo un surplus di amidi essendo presente per il 70% nei cereali e per il 40% nei legumi con tutto ciò che ne consegue per tenere basso il glucosio, insulina e glicemia che alla fine sale sempre più. Le proteine complete sono solo in carne pesce uova e …avocado (certo, in minor numero) che è un ottimo alimento con presenza anche di grassi buoni.

    • “Non hanno tutti gli aminoacidi essenziali come ha invece la carne.”

      Sciocchezza.

    • Ma stiamo scherzando? Le uova addirittura come profilo proteico sono anche migliori della carne. Il pesce é completo uguale. Invece cereali e legumi sono incompleti ma si completano a vicenda ma devono essere consumati nello stesso pasto perché gli aminoacidi hanno un tempo di stoccaggio limitato.

    • Quindi caro dottor Dario: carne, uova e pesce a volontà?! Se lo dice lei che sono proteine “nobili”…

      Nessuna allusione invece al colesterolo, mercurio ed altri metalli pesanti o probabile rischio cancerogeno?
      Quante scuse per difendere la bistecca nel piatto!

    • Non è vero. Non serve nemmeno mangiarli i legumi se è solo X gli amminoacidi. Si è scoperto che ogni vegetale a foglia sul pianeta ha tutti gli amminoacidi essenziali che ci servono. Puoi vivere anche di patate come ad Okinawa (dolci), ma le proteine non sono un problema perché sono anche nella frutta.
      La carne non serve. Sono solo grassi saturi e colesterolo. Piena di gerontotossine ed endotosdine che non muoiono nemmeno con la cottura (il pollo ne ha di più della carne rossa) e vengono veicolate tramite i grassi saturi nel sistema sanguigno infiammando i vasi.
      La carne non serve per vivere ed è dannosa.
      La dieta basata sulle piante è nettamente superiore per salubrità a quella onnivora. Basta prendere la B12. Vedere Nutritionfacts.org per i riferimenti scientifici.

    • Dobbiamo mangiare di tutto. Non ho mai detto carne e pesce a volontà. Le diete di privazione sono errate. Va mangiata anche la carne. Poca ma buona. Ma va mangiata. E va ricordato che per il colesterolo i primi imputati sono i cereali specie quelli con farine super raffinate. Tralascio il discorso dei metalli. Lascia il tempo che trova.

    • Per Martina: Non vorrai paragonare la quantità di proteine che troviamo in carne pesce e uova con quelle dei vegetali, spero?. Non si campa solo di frutta e verdura. La carne mangiata in quantità moderata non è dannosa. Ripeto. Va mangiato di tutto. Anche i grassi saturi che sono la struttura rigida delle nostre membrane cellulari. Non facciamo inutili pandemie vegane. Se dovete prendere delle pastiglie non è una dieta corretta

    • Quello che ha detto Dario è verissimo non si può pensare di coprire il fabbisogno di amminoacidi con la sola verdura… Pensando ad esempio a raggiungere il fabbisogno di un AA essenziale come Valina o Isoleucina servirebbe 1 kg- 1 kg e mezzo al giorno di una verdura a foglia come gli spinaci. L’apporto proteico dato dalla frutta è risibile, è una percentuale troppo piccola sul totale del peso, per cui anche se teoricamente completi non possono essere consumati da soli senza l’apporto di legumi e cereali.

  5. Ci vorrebbe una cartina tornasole che appoggiata alla carne che si acquista, ci indicasse almeno se contiene nitriti, nitrati e antibiotici, solo allora ci sarebbe un vero calo dei consumi, ma finché il salumiere o il macellaio ti dice che sono buone …..

  6. “Quale strada intraprendere per arginare questa progressiva e continua discesa dei consumi delle carni rosse? ”

    mi chiedo…. perchè dovremmo trovare una strada x arginare ??

  7. CRISTINA CAMPIOLI

    la soia contiene tutti gli amminoacidi essenziali. Questo non lo dice mai nessuno…

  8. Concordo pienamente con la conclusione dell’articolo di Sara Rossi sulla riduzione intelligente delle carni, a favore di quelle nostrane di alta qualità e sicura provenienza.
    Questo principio deve valere anche per i suini ed i salumi derivati da animali allevati in modo intensivo.
    Basta con la politica suicida della GDO, del prezzo più basso del costo produttivo e della pessima qualità relativa, ottenuta con questa strategia commerciale antieconomica per tutti, loro compresi.
    Non dimentichiamo nemmeno la pessima qualità di carni bianche nazionali, ottenute in allevamenti intensivi con antibiotici ed ormoni, per offrire un prodotto ad un prezzo minimo, che non ripaga nessuno e condanna il consumatore a subirne conseguenze come l’antibiotico-resistenza di alcuni batteri, riconosciuta come una delle principali minacce per la salute.

  9. Caro Dario e chi ha parlato di diete di privazione? Si può seguire un alimentazione 100% vegetale ed assumere ogni nutriente essenziale, non è la scienza che lo dice ma i milioni di vegani e vegetariani nel mondo, poi esistono anche numerosi studi a riguardo che confermano tale pratica. Inoltre assumere carne poca ma buona non serve a nulla, dal punto di vista etico e salutare è meglio tralasciare. Anche la cocaina in dosi limitate non è nociva ma non significa che bisogna prenderla. Il paragone è estremo ma serve per capire che chi si ostina a difendere la bistecca nel proprio piatto lo fa solo ed esclusivamente per un vizio di gola.
    E comunque il tuo “lascia il tempo che trova” è insensato: i metalli pesanti nel pesce (mercurio in primis) non sono fuffa ma certezza documentata, per non parlare di altri inquinanti (in particolare il salmone da allevamento).

  10. Per Dario: le pandemie sono derivate da un eccessiva alimentazione a base di proteine d’origine animale. Basta informarsi di più e meglio per capire come l’attuale sistema di nutrizione sta generando innumerevoli malati, uccidendo miliardi di Animali e devastando l’ambiente.
    Premessa: la vit. B12 viene consigliata a TUTTI (vegani e NON) dopo i 50 anni a causa dell’impoverimento dei cibi e soprattutto dal fatto che l’organismo non è più in grado di sintetizzarla adeguatamente. Che poi ognuno sia libero di assumere integratori o meno è una scelta personale. (Oggi non solo i vegani prendono goccine o pillole…o mi sbaglio? Basta guardare gli innumerevoli spot televisivi o le ricette dei medici di famiglia.)

    • Roberto La Pira

      Le persone che seguono un’alimentazione corretta non hanno bisogno di pillole.

    • Se non volete mangiare animali non fatelo ma per favore non veniteci a dire che solo la vostra dieta è corretta. Io sono orgogliosamente onnivoro (ci mancherebbe, siamo esseri umani) e mangio di tutto ma proprio di tutto variando il più possibile tutti gli alimenti e non sto mai male. Le mie analisi sono perfette. Anche i vegani possono ammalarsi specialmente se si sbilanciano verso i cereali specialmente con farine raffinate. Se vi riempite di pane pasta e pizza poi il colesterolo va alle stelle. Basta mangiare di tutto e il più vario possibile senza prendere nessun integratore.

    • Infatti ho detto:
      “Che poi ognuno sia libero di assumere integratori o meno è una scelta personale. La vit. B12 viene consigliata a TUTTI (vegani e NON) dopo i 50 anni a causa dell’impoverimento dei cibi e soprattutto dal fatto che l’organismo non è più in grado di sintetizzarla adeguatamente.”

      Il perchè viene consigliato dopo i 50 anni (a TUTTI) lo dicono i medici e/o nutrizionisti…non io.

  11. La vitamina B12 è un nutriente essenziale per l’organismo di tutti gli Animali, essere Umano compreso, ma nessun Animale è in grado di produrla. Ricordiamoci quindi che la vit.B12 NON è presente naturalmente nei cibi d’origine animale bensì in alcuni microrganismi presenti nel terreno: batteri, funghi e alghe. Le condizioni in grado di provocare una carenza di vitamina B12 sono infatti essenzialmente legate a due situazioni, che tra l’altro possono anche coesistere: la sua disponibilità dietetica e la capacità dell’organismo di assimilarla dagli alimenti che la contengono. Non tutti i nutrizionisti o medici dunque sono a conoscenza delle condizioni che causano la carenza negli onnivori, e ritengono che essi non siano a rischio: supposizione estremamente pericolosa. La vitamina B12 che si trova in tutti i cibi animali (carni, latticini e uova) non viene prodotta dall’Animale, ma rappresenta la quota che l’Animale non utilizza, cioè quella in più rispetto alle richieste del suo organismo. Essa viene ottenuta parte dalla contaminazione microbica del cibo e parte dalla sintesi dei batteri intestinali. Tuttavia, queste fonti non sono considerate sufficienti al giorno d’oggi, dal momento che negli allevamenti gli Animali ricevono mangimi addizionati, che contengono anche vitamina B12 che, quasi sicuramente, deriva sempre da sintesi chimica, più economica. La tanto propagandata naturalità dell’assunzione di vitamina B12 dai cibi animali (e la conseguente supposta innaturalità delle diete che non ne contengono) appare quindi in tutta la sua paradossale, ridicola, inconsistenza. E’ quindi di fatto (e paradossalmente per chi sostiene che l’integrazione di B12 non sarebbe naturale) più naturale per noi assumere la vitamina B12 da chi la produce, cioè i batteri, che dai cibi animali.

    (Fonte dott.essa Luciana Baroni)

  12. Se allarghiamo lo sguardo, possiamo dedurre che chi assume integratori e/o fa una dieta corretta e completa, potrà essere il 30-40% della popolazione mondiale.
    Tutti gli altri per ragioni economiche, stili di vita ed ignoranza, dovrebbero essere carenti sia di B12, che di molti altri fattori nutrizionali.
    La cosa strana è che la dove c’è maggiore povertà e carenze, c’è anche la maggior prolificazione umana ed i problemi nutrizionali, salvo casi estremi di vera fame, sono in genere secondari rispetto a quelli sanitari.
    Forse noi ipernutriti e superintegrati non avremo carenze alimentari, ma per la capacità riproduttiva abbiamo sicuramente conquistato il problema della sterilità di massa.

  13. Caro Dario per quel che mi riguarda tu puoi mangiare quello che ti pare (non è una mia preoccupazione la tua salute o il tuo stile di vita) ma è giusto informare e dire la verità, come tra l’altro ha anche ammesso pubblicamente l’OMS: i grassi saturi sono associati a malattie cardiovascolari, in particolare alla cardiopatie ischemica (ictus) e si trovano nelle carni grasse, negli insaccati, nelle fritture, nel burro, nelo strutto, nelle margarine, negli idrogenati, nell’olio di palma, nel latte intero e nella panna, nei formaggi e nelle uova. I grassi saturi di origine animale sono dunque i più dannosi e, considerando la scomparsa dell’ormai famigerata dieta mediterranea a favore di un aumento esagerato di carne e latticini a dispetto di una più salutare dieta vegetale, è presto detto l’insorgere recente di numerose patologie croniche e degenerative. L’alimentazione odierna è prevalentemente ricca di grassi, zuccheri e povera di elementi essenziali ed utili ad una buona salute. Il cibo odierno è sempre meno biologico e di derivazione industriale, pieno quindi di sostanze chimiche arricchite in abbondanza per ottenere un procedimento di trasformazione e conservazione idoneo al commercio della grande distribuzione. Le normative non sono al passo dell’evoluzione tecnica in quanto gli organi di controllo sono lenti ed inefficaci e spesso anche condizionati negativamente da studi faziosi e finanziati dalle industrie stesse. Si sa da anni che le carni rosse e i salumi insaccati sono dannosi, ma solo di recente si è adottata una posizione di prevenzione. Perchè? Stessa cosa per altri alimenti poco nutrienti e deleteri (vedi olio di palma), e in futuro sarà così (si spera) anche per i pesticidi e gli additivi. La dieta moderna è povera di alimenti alcanizzanti o neutri (legumi, verdura, frutta, noci, semi…) mentre è ricca di cibi acidificanti (carne, latte, uova, formaggi, sale…) che provocano uno stato di acidosi cronica a cui è associata una maggiore incidenza di tumori, osteoporosi, calcoli renali, ipertensione ed altre patoloogie tipiche del nostro tempo. Questi sono dati di fatto…non propaganda vegana! Quindi definirsi orgogliosamente onnivori è una dichiarazione alquanto delicata e a tratti pericolosa perchè l’alimentazione sana e ricca di elementi essenziali rappresenta la miglior medicina da sempre. Se poi si vuole prediligere il gusto e il vizio di gola…allora ci si riferisce ad un altro aspetto che non riguarda per niente uno stile di vita sano ed equilibrato. Tutti possiamo avere la sfortuna di ammalarci, per colpa delle nostre azioni o per una fatalità, ma è importante diffondere informazione veritiera sui danni che uno stile di vita moderno sta arrecando al pianeta e a noi stessi. Bisogna ammettere con coraggio e convinzione che il cibo industriale, ed ogni supplemento derivante, è dannoso peggio di qualsiasi cataclisma naturale e di questo sono complici le multinazionali del settore e le istutizioni corrotte. Tanto è vero che il cartello delle industrie farmaceutiche rigetta con convinzione il beneficio di alcuni integratori alimentari (soprattutto naturali) utili ad un compenso più che legittimo per sopperire ad un alimentazione povera di nutrienti essenziali. Se vivessimo in un ambiente più pulito e privo di arricchimenti artificiali non avremmo bisogno di sopperire con altri elementi utili a bilanciare questo scompenso indotto, ma è così e non viene ufficializzato perchè è contrario agli interessi capitalisti. Andare a braccetto per ottenere profitti opportunisti è un abile mossa: più malati-più cure, più morti-più profitto. E mentre si cerca ipocritamente di creare una produzione industrale sostenibile (vedi sempre olio di palma) si continua a mentire sui benefici di una dieta vegetale a beneficio (ancora) di proteine definite erroneamente nobili.

    • Classico ragionamento vegano che vuole demonizzare tutti i grassi saturi non sapendo invece che alcuni come il butirrico l’acetico il valerico il propionico e anche il palmitico ( si proprio lui) sono essenziali e sono il primo nutrimento delle cellule intestinali. Non lo dico io ma gli studi. I grassi saturi vengono rivalutati e non demonizzati, e per questo puoi fare riferimento alle pubblicazioni del British Medical Journal (che non è l’ultimo giornale arrivato) che certifica il miglioramento del rapporto fra colesterolo totale ed HDL con l’assunzione dei grassi saturi. I vegani non stanno meglio di noi onnivori. La specie umana si è evoluta con la carne quindi non c’è nessun danno a mangiarla. Con moderazione ma va mangiata. Gli eccessi fanno male per tutto, anche per l’acqua. Non creiamo falsi allarmismi. Il corpo umano è fatto di proteine e grassi e sono quelli che dobbiamo mangiare. Molto meglio una bella bistecca grassa come si mangiava una volta che il seitan glutine puro al 100%.

    • Per la vitamina B12 il miglior e maggior apporto arriva dalle uova. Un alimento completo e ottimo che voi vegani avete demonizzato chissà poi perché… Come anche il burro è un’ottima fonte di B12, ancor meglio quello chiarificato che è tutto grasso. Una noce di burro al mattino una volta ogni 5 giorni è una mano santa per pulire il fegato e rinforzare il sistema immunitario presente nell’intestino. Prima si demonizza le uova e poi vengono riabilitate poi è toccato al burro e tra poco toccherà all’olio di palma, vedrete!

  14. Cristina campioli

    Voi non mi vedete ma io sto scrollando la testa. ..il
    burro contiene la b12?? I grassi saturi fanno bene?? Sono appena uscita dal convegno naz. Per la cura naturale del diabete e…udite udite. ..il diabete.non è incurabile! Con la dieta vegana e la sospensione dell’utilizzo dei grassi il pancreas, x magia ovviamente, riprende a funzionare anche dopo decenni di insulina. Parola del dr. Barnard, venuto apposta dall’America .
    Eppoi scusate ma ditemi voi se un’alimentazione corretta, come sostenete che sia qlla fin qui praticata, può creare miliardi di malati di patologie che onico degenerative come qlle di chi ci circonda. Qdo la strada è sbagliata, il messaggio è chiaro: bisogna cambiare rotta!

    • Paolo Barnard è il portatore della verità assoluta? No. I vegani non si ammalano? No. I grassi saturi sino tutti uguali? No. I grassi saturi ci vogliono eccome. Per il diabete i primi imputati sono i cereali specie quelli super raffinati che attivano l’insulina per l’80%, mentre i grassi solo per il 10%. Davvero una quantità irrisoria. L’alimentazione vegana non è la soluzione anche perché non si spiegherebbe come 8 vegani / vegetariani su 10 torna indietro dopo 1 anno. Il segreto è mangiare di tutto e il più vario possibile.

    • Che il diabete sia curabile ormai lo si sa da anni. Il mio dottore è un sacco di tempo che sostiene che per diabete e colesterolo in primis bisogna sospendere i farinacei. È una cosa appurata. Tanti medici lo sanno e annoverano pazienti /clienti guariti dal diabete. Siamo fatti di proteine e grasso ( le donne grassi e poi proteine) è quello dobbiamo mangiare

  15. Grazie Cristina per aver risposto al posto mio…
    Quindi se volete ammalarvi da domani mattina tutti a mangiare uova, bacon e nutella (all’inglese), poca acqua e tanto burro e bistecche…ovvero una dieta a base di proteine e grassi!

  16. CRISTINA CAMPIOLI

    Spiacente Dario, ma il suo medico ha nozioni stravecchie. Per il diabete il veleno non sono i cereali ma i grassi. Infatti i diabetici che seguono la dieta classica per loro coniata, hanno un inevitabile costante peggioramento sul lungo termine, con tutte le conseguenze che ciò comporta (aumento di farmaci, comparsa di patologie derivate dal diabete etc…). Mentre quelli che seguono la dieta del dr. Neal Barnard dicono addio all`insulina.
    Riguardo il fatto che 8 vegetariani/vegani su 10 tornino indietro nella loro scelta è davvero sconvolgente perché nei miei 29 anni di vegetarianesimo (ho anche due figli nati vegetariani che al momento hanno oltre che una salute di ferro, anche 11 e 9 anni di storia senza farmaco alcuno) ne ho conosciuti solo due. Ed è inutile dire che il mio ambiente è al 90% di vegetariani/vegani.
    Credo che la conoscenza sia la nostra unica salvezza e non è certo basata sulle info che passano i mass media.
    Per Roberto: condivido ogni tuo pensiero 🙂

    • Infatti mio nonno è guarito dal diabete limitando al minimo i cereali (con enorme sacrificio). Non sono vecchie nozioni, ma siete voi che ragionate al contrario. I grassi sono il macronutriente che attiva meno l’insulina (10%), proteine 50% e amidi/cereali 80%,quindi non capisco come una dieta senza grassi apporti benefici che praticamente non incidono sull’insulina. Una dieta senza grassi non è né salutare né sostenibile. Ci vuole di tutto. Per i vegani / vegeteriani che tornano indietro non lo dico ma gli studi.

    • Dimenticavo una cosa: Il mio medico (ahimè) è vegano!

  17. Grazie Cristina per il supporto e i consigli, condivido anch’io la tua tesi. A Dario dico che un caso non fa la certezza. Consigliare una dieta a base di proteine animali e grassi saturi è un danno da contestare assolutamente.

    • Non l’ho mai detto infatti. Va mangiato di tutto e il più vario possibile. Certo anche grassi saturi nel giusto rapporto con gli insaturi e proteine che siano animali o vegetali. Non dobbiamo farci mancare niente.

  18. CRISTINA CAMPIOLI

    caro Dario cita le fonti perchè detto così, che i vegetariani/vegani cambiano idea, è aria al vento.
    Per qto riguarda il diabete si è scoperto che i grassi depositati negli spazi intracellulari ed extracellulari rendono la cellula insulino resistente. La prova di qsto è che le stesse cellule ritornano sensibili all`insulina qdo si smaltiscono i grassi depositati. Io fortunatamente non ho problemi in famiglia inerenti al diabete, che però sta diventando una pandemia mondiale, con un raddoppio netto della percentuale di diabetici pronosticato nei prossimi 15 anni. Dalla metà dell`800 l`aumento è stato del 3500%.
    Qsto dato viene dalle ditta farmaceutiche ovviamente.
    Per chi è interessato si veda il video Crudo e Semplice su youtube.
    Ancora neghiamo che l`alimentazione moderna sia malsana??

    Ognuno è libero di alimentarsi come meglio crede fortunatamente, ma negare che certi cibi siano perlomeno pessimi per tutti (es. olio di palma), uomo, animali ed ambiente è a dir poco da incoscienti.

    Con qsto chiudo col mio motto”ögnuno risponde alla propria coscienza”

    • Lo studio è della human research council. Per il diabete i cereali costringono il pancreas ad un sovraccarico di lavoro per produrre una bella quantità di insulina per smaltire tutto il glucosio e portarlo alle cellule. La glicemia si impenna e con l’andare del tempo si va contro all’insulina resistenza. Il male di oggi non è in generale l’alimentazione odierna, ma sono gli allevamenti intensivi e le tecniche industriali che modificano i prodotti che rovinano tutto ciò. Il glutine nel grano negli anni 50 era un quinto di quello di oggi, la carne era vera carne e c’erano meno pesticidi nella frutta e verdura. Per quanto riguardo l’olio di palma io non sono affatto d’accordo che sia così male. Anzi lo preferisco nettamente all’olio di mais o girasole che essendo troppo ricchi di omega 6 sono pro infiammatori. Infatti io compro solo se vedo scritto burro oppure olio di palma nei prodotti da forno quelle poche volte che ne acquisto. Sono neutri e danno la giusta croccantezza.

  19. Davvero?! Allora spiegami per quale dannato motivo l’olio di palma non si trova sugli scaffali dei supermercati sottoforma liquida, solida o concentrata? Perchè? Se è così buono e salutare perchè le aziende che lo utilizzano ancora non scrivono sulle loro etichette bello grande CON olio di PALMA? In generale, la migliore dieta da seguire in caso di diabete consiste nello svolgimento di una attività fisica regolare e nella scelta di alimenti che, in abbinamento ai farmaci prescritti dal medico, possano contribuire a mantenere il più possibile regolari i livelli di zuccheri nel sangue. Di recente è stato richiesto ai medici delle Asl italiane di prescrivere ai diabetici una dieta vegana, che potrebbe tra l’altro contribuire a ridurre il problema del sovrappeso. I carboidrati non vengono generalmente eliminati nella dieta dei diabetici. Il loro consumo può essere tenuto sotto controllo, sulla base dei medicinali assunti e della propria situazione personale. I carboidrati, anche in caso di diabete, proseguono ad essere considerati alimenti benefici, in quanto ricchi di sostanze nutritive, come vitamine, minerali e fibre. Tra le maggiori fonti di carboidrati troviamo i cereali (specialmente quelli integrali), il cui indice glicemico varia da una tipologia all’altra. Tra i cereali ad indice glicemico più basso è presente l’orzo. Consumare troppi cibi proteici, come la carne o i latticini, potrebbe però causare un eccesso di grassi saturi ed innalzare il rischio di patologie cardiache.

    • Infatti dal diabete si guarisce poco perché c’è cattiva informazione. Solo pochi medici facoltosi hanno capito che devono ridurre al minimo i carboidrati. Specialmente la sera. Questo per chi ha problemi ovviamente. Non che i carboidrati facciano male ma non sono così esenti da pericolo come ci vogliono fare credere. Per l’olio di palma invece molte ditte hanno seguito il marketing e l’onda di pandemia che si è creata. Alcuni marchi fortunatamente lo usano ancora e Ferrero sta risolvendo il problema dei componenti tossici (presenti in tutti gli oli raffinati, anche oliva) con un suo impianto di raffinazione che li riduce al minimo. E comunque i livelli rilevati dall’Efsa sono difficilmente raggiungibili con la nostra normale dieta. È poi è stata rilevata la tossicità in vitro su uno studio su dei topi…. L’olio di palma ha dei grassi saturi che non preoccupano (il palmitico ce lo produciamo noi nel nostro corpo), e poi c’è molto oleico. Molto molto peggio quello di cocco o palmisto che sono quasi tutti saturi e con saturi aterogeni. Mentre girasole e mais sono troppo sbilanciati verso gli omega 6 e per il cuore non è il massimo.

    • Roberto La Pira

      Perché Ferrero ha nascosto un ingrediente così importante è buono nella Nutella per anni? la presenza di contaminanti tossici nel Palma è da 10 a 100 volte di più

    • Non c’era l’obbligo di indicarlo tempo fa. Si scriveva grasso o olio vegetale. Va detto che dobbiamo dare merito al palma per aver tolto i grassi idrogenati che si usavano vent’anni fa e che sono decisamente peggio. I contaminanti tossici per il palma negli ultimi cinque anni si sono dimezzati e comunque allo stato attuale sono soglie così alte che è quasi impossibile raggiungere con l’alimentazione. A meno che uno non si strafoghi di biscotti crackers fette biscottate ecc… Tutto il giorno. Ma la vedo dura. Io mi preoccuperei di più delle quantità di zucchero che ci sono dappertutto. E non solo zucchero, ma dello sciroppo di glucosio-fruttosio e altre porcherie varie.

  20. Concordo con Dario sulla scelta dei grassi alimentari sulla base del profilo degli acidi grassi.
    Infatti per alimenti cotti e trasformati, in particolare dall’industria alimentare, meglio gli alto-oleici con frazioni generose di saturi per la loro stabilità alle alte temperature di processo e nel tempo di commercializzazione.
    Cosa diversa per gli oli consumati crudi, per cui insieme all’EVO mettiamoci tutti i mono-polinsaturi ad estrazione a freddo, senza prediligere quelli ad alto contenuto di Omega6, perché proinfiammatori se usati in eccesso.
    Naturalmente i grassi estratti con esano, raffinati chimicamente e ad alte temperature per la massima resa d’estrazione, vanno bene per sostituire l’olio combustibile e non un olio alimentare, visto che per questi ci sono metodi di estrazione e raffinazione consoni allo scopo.
    I produttori di alimenti che non hanno queste sensibilità e rispetto per quello che fanno, andrebbero isolati e costretti ad adeguare le loro ricette.
    Sul diabete, anche se fuori tema ma affrontato in questi commenti, il parametro più importante da tenere sotto strettissimo controllo è il carico glicemico di ogni singolo pasto.
    Infatti l’indice glicemico degli alimenti assunti non ha alcun significato, se non si considera tutto l’apporto contemporaneo di cibo, che deve essere mantenuto a basso impatto glicemico con apporto di carboidrati complessi ed integrali, fibre, proteine e grassi adeguati al metabolismo della persona e dello stile di vita personale, senza generalizzazioni.

    • Concordo con te sull’indice glicemico che vuol dire poco o niente. Ma ancor più del carico glicemico andrebbe tenuto d’occhio il carico insulinico perché si è visto che negli ultimi anni non solo i carboidrati attivano l’insulina (all’80% e forse anche più) ma anche proteine (50%) e grassi (10%). Va da se che i primi imputati per l’innalzamento della glicemia sono i carboidrati specialmente se raffinati come si usano purtroppo oggi.