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Calorie al posto del nome del prodotto: il simpatico progetto di due giovani per aiutare il consumatore

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Le calorie della merendina Ferrero Kinder Bueno sono evidenziate sull’etichetta

La Nutella, le vostre patatine preferite, il burro di arachidi, la barretta Mars, i cereali per la colazione: immaginate cosa succederebbe se al posto del nome o della marca del prodotto comparisse il numero di calorie. La famosa crema di nocciole Ferrero si chiamerebbe 4520, il Kinder Bueno si trasformerebbe in 122 e un tubo di Pringles diventerebbe 1320. L’idea arriva dall’italiana Alessia Mordini e dallo spagnolo Rodrigo Domínguez. Entrambi studenti alla Miami School di Madrid, ideatori del progetto – Calorie Brands . I due ragazzi hanno sviluppato la loro idea all’interno di un periodo di stage presso un’agenzia pubblicitaria di Londran e hanno caricato le  immagini  su Tumblr e Instagram. Calorie Brands è nato da una riflessione sociale, come ci spiega Alessia Mordini: «abbiamo voluto entrambi affrontare un problema comune e diffuso, che è quello dell’alimentazione. Di solito sulle etichette le calorie sono riportate in piccolo, nel retro della confezione, all’interno di una tabella che riporta altre informazioni. Abbiamo pensato che qualsiasi brand potesse trarne beneficio comunicando per prima cosa le calorie. Inoltre l’immagine dei prodotti non ne risente, visto che viene mantenuto l’aspetto grafico».

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Le calorie della birra Heineken sono proposte in primo piano sull’etichetta

Il team ha deciso di considerare l’apporto calorico di un’intera confezione, che siano monoporzioni come negli snack o confezioni più grandi, come nel caso dei cereali. Calorie Brands potrebbe quindi aumentare la consapevolezza dei consumatori, ma anche non dare una corretta percezione delle calorie a porzione. Nessuno consuma un barattolo intero di Nutella in un giorno, ma quante calorie ha un cucchiaino?

Alessia Mordini commenta: «questo progetto punta al consumatore», ma è comunque una campagna studiata in un contesto pubblicitario e non nutrizionale. «Puntiamo anche ai marchi dei prodotti: magari a qualcuno l’idea piace!», conclude Morandini. Per quanto riguarda il successo della proposta, l’ideatrice non si sbilancia:«abbiamo complimenti e critiche ed è divertente leggere i commenti ». La pagina Instagram di calorie brands ha più di 92.000 follower. Le immagini sono accompagnate da una frase, una descrizione. I commenti sono vari: alcuni chiedono se la quantità sia per porzione o a confezione, altri chiedono se siano calorie o kcal, altri ancora la vedono – ironicamente – come la pagina più triste di Instagram.

  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Marco Magnaterra

    Sono i grammi di zucchero e sale ingeriti a fine giornata che rovinano la salute della gente. Non le calorie. Nessuno sa quante calorie consuma a fine giornata. Ma sicuramente sappiamo che 400gr di carboidrati al giorno, di pessima qualità, di dubbia provenienza, sintetici, fanno male. Così come il sale raffinato, zucchero bianco raffinato, grassi raffinati, idrogenati. La gente non sa nulla di alimentazione e di come ci si alimenta correttamente. E’ inutile consegnargli un numero che neanche sa cosa significa, si spaventa e anziché prendere la Nutella con su scritto 4250 prende il barattolo più piccolo, e siccome è 2125 se lo mangia tutto. Ecco fatto.

  2. Quindi, sempre per fare esempi, su un panetto di burro da 500 g ci sarebbe scritto 3750, su un litro di olio 9000…
    Come già scritto nell’articolo, forse dava più informazioni l’apporto calorico per porzione, non per l’intera confezione.
    Peraltro, informazione che è già presente sull’etichetta. Basterebbe leggerla… Poi a capirla… in un’altra puntata…

  3. Idea carina, a far pensare male della Nutella, ad esempio, dovrebbero essere i primi due ingredienti: zucchero e olio di palma, terzo ingrediente le nocciole col 16%, fate voi le proporzioni di cosa state mangiando…

    • Partendo dal presupposto che non è un veleno, quando capita, la mangio ben volentieri, la condizione, come i tutte le cose, è di non esagerare con l’assunzione, se ingurgiti un barattolo al giorno è facile che tu abbia dei guai a medio termine, qualche cucchiaino invece non ammazza nessuno, sempre che non abbia patologie avverse a questi prodotti.
      Non ho compreso il paragone di Mario con il cortisone (??)

  4. Il cortisone ingrassa ma non contiene calorie. Perchè trattare il corpo umano come se fosse una caldaia per termosifoni?

  5. Maria Cristina Piazza

    In realtà l’unico modo univoco e oggettivo per dare informazioni sulle calorie, è di darle per 100 grammi: il che consente di fare paragoni, e col peso calcolare da soli tutto il resto. E così infatti si fa in Europa. Gli americani le danno per porzione, che talvolta è fuorviante. Qui le danno per confezione intera, ma non sempre si mangia tutta la confezione insieme. Tutti dati utili, ma nessuno completo da solo.
    Se mi mangio un pacchettino di crackers mi è più utile sapere le calorie a porzione, se condisco la pasta con un sughetto confezionato mi servono le calorie di tutto il barattolino, se il prodotto non è porzionabile in dosi singole devo sapere le calorie per etto per calcolarmi col peso quelle ingerite.
    La cosa migliore e più comoda per tutti sarebbe che le aziende fornissero sulle confezioni tutti e tre i dati: quello per 100 grammi, quello a porzione, e quello per confezione completa, in modo che ciascun consumatore possa usare di volta in volta il dato che gli serve in quel momento.