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Caffè servito dai distributori automatici: in Trentino lo zucchero aggiunto diminuisce del 29%

caffèNel 2021 la quantità di zucchero aggiunta al caffè e alle bevande calde erogate dai distributori automatici del Trentino si è ridotta del 29%. Il risultato si legge in un comunicato diffuso dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento è stato ottenuto modificando il sistema di funzionamento delle macchinette.

Sino al 2019 i distributori automatici erano impostati per aggiungere sempre tre ‘palline’ di zucchero a ogni bevanda calda selezionata. Chi voleva bere un caffè o un cappuccino meno dolce doveva diminuire la quantità utilizzando alcuni tasti sul display. Al contrario le persone amanti delle bevande molto dolci dovevano aumentare il dosaggio (fino a cinque ‘palline’) utilizzando sempre i tasti sul display. I nuovi distributori, concepiti per venire incontro alle esigenze dei consumatori, non aggiungono automaticamente ‘tre palline’. Adesso l’impostazione automatica, definita di default, è programmata in modo da preparare tutte le bevande senza zucchero. In questo modo solo chi desidera un sapore più dolce deve selezionare il dispositivo sul display.

tazzine di caffè su tavolo di legno, a sinistra
I nuovi distributori non aggiungono automaticamente “tre palline” di zucchero

La decisione di fare scegliere la quantità di zucchero nel caffè ha funzionato anche perché, secondo gli esperti di marketing,  le persone tendono ad adeguarsi all’opzione impostata dal distributore (status quo bias). Facendo un confronto tra i consumi del mese di ottobre e novembre del 2021 e quelli dello stesso periodo del 2019, la quantità di zucchero si è ridotta passando dai 3,75 grammi ai 2,6 , con una diminuzione del 29%. In termini assoluti sono stati risparmiati 272 kg.

“Per raggiungere questo risultato – scrive l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento  – è stato sufficiente alterare l’architettura della scelta, introducendo una spinta gentile (nudge) in grado di indirizzare le persone verso una selezione più salutare. La spinta gentile,  è una strategia elaborata oltre 10 anni fa da Richard Thaler (economista dell’Università di Chicago) e Cass Sunstein (giurista della Harvard Law School), che fa leva su meccanismi anche irrazionali che condizionano il comportamento. Le scelte delle persone non sono sempre determinate da processi lineari ed razionali, ma sono condizionate e influenzate da molteplici elementi. Secondo Thaler e Sunstein per facilitare le persone a scegliere il meglio per sé e per la società, occorre usare in positivo l’irrazionalità umana e una ‘spinta gentile’ può incoraggiare la gente a modificare il comportamento”. Tutto ciò non rappresenta una limitazione della libertà perché le persone hanno a disposizione le stesse alternative e non ci sono divieti imposti. Si tratta di “piccoli pungoli” che possono favorire scelte, altrimenti ignorate a causa dei naturali limiti della razionalità umana. Nella promozione della salute utilizzare questi sistemi, insieme ad altri interventi anche più risolutivi, può  incoraggiare i cittadini ad adottare comportamenti migliori che dovranno poi essere sostenuti e potenziati nel corso del tempo.

© Riproduzione riservata Foto: depositphotos.com

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Non so in Trentino, dove forse sono abituati alla brodaglia austriaca, ma in italia in genere si zucchera molto il caffè delle macchinette perché sono mal regolate e/o manutenute e/o pulite, e alimentate con caffé di qualità bassa, a base di robusta, e il loro prodotto sa di bruciato e lo si porta al limite del bevibile solo mascherandolo con tanto zucchero.

    Il “nudge” di far erogare “caffè nero” fuori dal Trentino può avere effetti controproducenti, perché dopo il primo bicchierino di caffè orrendo buttato nel cestino il “condizionamento” sarà di premere più volte allo spasmo il pulsante “più zucchero” su ogni macchinetta che si incontrerà, persino quelle che già zuccherano.

    Solo con una corretta regolazione, manutenzione e pulizia delle macchinette e l’uso di caffè “da bar” potrebbe indurre a non zuccherarlo o a zuccherarlo poco, è abbastanza ovvio che il campione ridotto del Trentino ha rispettato queste regole (chi mai farebbe un test con macchinette sporche e trascurate e caffè cattivo?) e quindi i risultati del test sono certamente ottimistici.

  2. È una pagliuzza rispetto allo zucchero erogato dai distributori di bevande calde. Dalle rilevazioni e dati elaborati dal nostro osservatorio la media zucchero erogato dai distributori risulta essere circa 3 kg mese per macchina. Oggi è possibile ridurlo notevolmente. La domanda è perché i gestori non lo fanno ? Benefici per le persone e per l’ambiente.
    Visto che il Vending si vuole vestire sostenibili è ora lo faccia per davvero.
    Claude Bontorin

    • 3 kg/mese per macchina, ma per quante bevande erogate?

      Perché facendo due conti se ne erogano 100 al giorno (numero decisamente basso, alla nostra associazione la macchinetta l’hanno disinstallata pur con 120 erogazioni al giorno perché “non remunerativa”) si tratta di oltre 3.000 erogazioni al mese, quindi stiamo parlando di una media di 1 grammo di zucchero a bevanda…