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La black list di Coldiretti è una bufala, lo studio Efsa dice il contrario: “il 97% degli ortofrutticoli in Europa rientra nei limiti di legge”

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I campioni di ortofrutticoli da paesi terzi che supera i limiti di legge è il 5,7%

“Più del 97% dei campioni di alimenti valutati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) contiene livelli di residui di pesticidi che rientrano nei limiti di legge, e il  55% dei campioni è privo di tracce rilevabili di sostanze chimiche. Solo l’1,5% supera nettamente i limiti di legge mentre il 27,3% dei campioni presenta residui di pesticidi multipli ma al di sotto della soglia di legge (1)” Esordisce così la relazione annuale dell’Efsa pubblicata nel marzo 2015 con i dati del 2013, sui residui di pesticidi negli alimenti, utilizzata da Coldiretti per redigere una black list dei prodotti da evitare. Nella lista si parla del 92% di broccoli cinesi e del 78% del prezzemolo importato dal Vietnam con troppi residui di pesticidi! Non si dice però che i broccoli cinesi esaminati sono stati 12 di cui 11 contaminati (da qui  la percentuale del 92%) per il prezzemolo vietnamita invece i campioni sono stati 9 di cui 7 positivi, per il basilico indiano 5  campioni e 3 positivi.

Broccoli in glass bowl on wooden table seen from above
Chi ha mai trovato i broccoli cinesi al supermercato?

Siamo di fronte a numeri che sfiorano il ridicolo per il numero di campioni esaminati e che da un punto di vista statistico sono privi di validità. Basti pensare che lo studio Efsa da cui Coldiretti ha estrapolato le percentuali ha interessato quasi 81.000 campioni di alimenti, di cui la maggior parte (55.253, il 68,2%) di origine europea, mentre il 27,7% (22.400) provenienti da paesi terzi. Il documento dell’Efsa conclude dicendo “la percentuale di campioni di ortofrutticoli da paesi terzi che supera i limiti di legge risulta più elevata (5,7%) rispetto ai campioni dei paesi dell’UE/SEE (1,4%) (1)“. Di fronte a queste parole riuscire a estrapolare numeri come quelli della black list bisogna essere più abili di un prestigiatore quando estrae il coniglio dal cappello.

Il secondo elemento sconcertante della vicenda riguarda l’anomalo elenco dei prodotti sotto accusa scelti da Coldietti. Nella lista troviamo: la menta del Marocco, il basilico indiano e i piselli del Kenia che nessun italiano ha mai visto al supermercato né tanto meno sulle bancarelle dei mercatini ambulanti o dal fruttivendolo. A questo punto c’è da chiedersi dove fanno la spesa i signori di Coldiretti e se pensano che questi prodotti possano avere qualche rilevanza per il consumatore in Italia. Siamo di fronte a notizie prive di senso destinate a generare allerta inutile, incalzata da una lobby molto abile quando si tratta di costruire castelli in aria. Leggendo attentamente il documento Efsa si scopre che in Europa nel 2013 sono arrivate 60 partite di broccoli cinesi e meno di 50 partite di prezzemolo vietnamita e via dicendo. Insomma la black list interessa una quantità ridicola e infinitesima del commercio di ortofrutticoli in Europa. Di cosa stiamo parlando?

black list coldiretti la stampa 21.04.2016
La Black list di Coldiretti su La Stampa del 21 aprile 2016

Si tratta dell’ennesima iniziativa di Coldiretti che cerca di screditare a tutti i costi i prodotti alimentari importati, creando una sorta di terrorismo alimentare ingiustificato visto che su 81 mila campioni analizzati (vale la pena ripeterlo) “i limiti di legge per quanto attiene i residui di antiparassitari sono superati dall’1,4% dei campioni UE/SEE e dal  5,7% dei campioni dei paesi extra UE”. Coldiretti farebbe bene a focalizzare l’attenzione non tanto sui broccoli cinesi che nessuno ha mai visto ma sullo scandalo del latte con le aflatossine cancerogene, venduto dagli allevatori ai caseifici che ha coinvolto in questi ultimi giorni decine di aziende agricole in Lombardia, Veneto ed Emilia – Romagna, penalizzando l’immagine di formaggi Dop come il Grana Padano.

C’è un ultimo elemento da sottolineare e riguarda la disattenzione dei giornali nazionali e delle agenzie stampa, che regolarmente copiano i comunicati di Coldiretti trasformandoli in articoli senza verificare le fonti. Pubblicare i dati diffusi da una qualsiasi lobby, in questo caso quella degli agricoltori, senza verificare la fonte, come se fossero statistiche Istat, è un’ingenuità che capita troppo spesso.

(1) Testo ripreso integralmente dal comunicato Efsa del 12 marzo 2015 (Leggi documento originale in inglese)

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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12 Commenti

  1. Spiace dirlo, ma ogni volta che leggo che la fonte di una notizia è Coldiretti, prima di pubblicare sul Blog cerco informazioni aggiuntive, se non fosse che poi sulle maggiori testate online trovi solo un generico Copia & Incolla della velina di Coldiretti.
    *
    E tanti saluti all’informazione attendibile… ed infatti quando parli di certe tematiche sei sommerso dai luoghi comuni, se non da bufale vere e proprie.
    *
    Peccato che tutti sono pronti a credere ad una bella bufala piuttosto che ad una banale verità, basata però su fatti attendibili.

  2. Basterebbe avere un minimo di conoscenza dei prodotti ortofrutticoli, cosa di cui la maggior parte dei consumatori è totalmente priva, per capire che si tratta di una bufala.
    Ad esempio con quale mezzo di trasporto possono arrivare i broccoli dalla Cina ? Considerando la loro deperibilità e la distanza, l’unico mezzo è l’aereo. Quindi visto il prezzo relativamente basso del prodotto sarebbe un’importazione totalmente anti economica.
    Che la prossima volta si inventino qualcosa di più credibile.

  3. roberto pinton

    Dal sito del ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/relazioneAnnuale2014/dettaglioRA2014.jsp?cap=capitolo5&sez=ra14-5-trasversali-ambiente&id=527):

    “A livello nazionale, nelle acque superficiali, su un totale di 1.469 punti di monitoraggio analizzati, 816 (55,5%) sono contaminati da pesticidi, 495 dei quali (33,7%) con concentrazioni superiori ai limiti dell’acqua potabile.
    Nelle acque sotterranee, su un totale di 2.404 punti di monitoraggio, 764 (31,8%) sono contaminati, 229 dei quali (9,5%) sopra ai limiti dell’acqua potabile.
    Gli erbicidi e alcuni loro metaboliti sono la tipologia di sostanze più trovate, in particolar modo nelle acque superficiali dove costituiscono il 73,3% delle misure positive.
    Questo è dovuto probabilmente sia alle modalità di utilizzo, che può avvenire direttamente al suolo, sia al periodo dei trattamenti, in genere concomitante con le precipitazioni meteoriche più intense, che attraverso il ruscellamento e l’infiltrazione ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei.
    Rispetto agli anni passati è aumentata la presenza di fungicidi e insetticidi soprattutto nelle acque sotterranee”.
    (…)
    “Nelle acque superficiali, glifosate e il suo metabolita AMPA, cercati solo in Lombardia [SI’, IL DISERBANTE PIU’ USATO NEL MONDO E IN ITALIA, CHE PER LO IARC E’ UN “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” E’ CERCATO SOLO IN LOMBARDIA] sono presenti con frequenze rispettive del 18% e del 47%; gli erbicidi terbutilazina, terbutilazina-desetil, metolaclor con frequenze del circa 15% dei campioni; l’insetticida imidacloprid, il cui rilevamento è in crescita rispetto agli anni passati, è ritrovato con una frequenza del 21%£.

    Lasciando per il momento da parte le quattro dozzine di carichi di prezzemolo vietnamita, Coldiretti ha niente da dire su questi dati davvero poco pietosi?

    Posso capire un po’ d’imbarazzo, dato che la maggior parte dei formulati fitosanitari che inquinano a questo livello le nostre acque è venduta nei Consorzi agrari suoi aderenti (così come parte del loro reddito che paga le quote sociali di Coldoretti deriva dalla vendita agli allevatori italiani dei mangimi OGM contro i quali Coldiretti starnazza: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde…), ma abbia un po’ di decenza, vivaddio.

  4. Caro Pinton, non se ne è accorto? ormai di sicurezza alimentare e non solo si occupa Coldiretti. Pensare che il Ministero conti qualcosa è assurdo: ha mai sentito o letto una smentita del Ministero? o dell’ISS? o del CRA? hanno abdicato. VERGOGNA.
    Le uniche smentite arrivano da giornalisti o blog che, purtroppo, contano ben poco.

  5. Coldiretti farebbe bene prima di cercare la pagliuzza nell’occhio di altri che si tolga la trave che ha nei suoi che probabilmente le impediscono di vedere cosa viene sparso, soprattutto in primavera, prima delle arature e dopo le semine sui suoli agricoli della vantata produzione nazionale. Porto ad esempio i vasti territori agricoli a sud di Milano dove vengono abbondantemente sparsi sui suoli agricoli nauseabonde sostanze (che non sono i soliti reflui provenienti da allevamenti zootecnici), che nonostante l’immediato interramento determinano ristagni puzzolenti che permangono a lungo nell’ambiente e nelle abitazioni. Per non parlare della qualità di buona parte delle acque irrigue, per lo più prive di qualsiasi forma di vita acquatica, stante la loro origine di prevalenti acque di scarico fognario e forse non solo. Ma dove volete che finiscano le innumerevoli sostanze chimiche presenti nelle acque di quei canali e nei “fertilizzanti nauseabondi” impiegati. Ma dov’è la Coldiretti e soprattutto dove sono gli organi deputati al controllo! Sono situazioni queste che sono sotto gli occhi di tutti per le quali sembra esserci un tacito immobilismo. Non è ora cara Coldiretti e care istituzioni di darvi una sveglia!

  6. A proposito di truffe&frodi, argomenti tanto gettonati dai nostri Virtuosi (inquinatori) Coldirettiani, leggo la notizia del 9 marzo 2016:
    “La Romania, e altri tre paesi europei, sono responsabili del 71% delle frodi in materia di fondi agricoli dell’UE, secondo un recente rapporto della Commissione Europea. Il Parlamento Europeo discutera’ del rapporto questa settimana.
    Gli altri tre paesi sono l’Ungheria, l’Italia, e la Polonia. Il settore dello sviluppo rurale ha registrato la maggior parte delle irregolarita’ fraudolente. Nel 2014, il numero delle frodi e’ cresciuto di quattro volte, rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, le irregolarita’ registrate nei paesi membri dell’UE nella gestione
    dei fondi agricoli, sia fraudolente, sia non fraudolente, hanno prodotto perdite finanziarie per un valore complessivo di circa 3,2 miliardi di euro, riportando un aumento del 36%, rispetto al 2013.”
    Bel primato! Qualcuno mi aiuta a quantificare quanto ha rubato l’agricoltura nostrana? Rubato ai cittadini comunitari e quindi anche a noi? Quanto fa in euro?

  7. imbarazzante questa black list, anche perché non è stata aggiornata con i recenti problemi sul latte Nazionale relativi alle aflatossine, se fossero obbiettivi avrebbero dovuto aggiornarla. Imbarazzanti anche le manifestazioni davanti ad alcune (?) industrie di trasformazione, accusandole di fare cartello per poi prendere torto dall’anti trust… e non scusarsi! La comunità europea definisce in modo chiaro i sistemi di dialogo con l’industria di trasformazione, attraverso le organizzazioni di produttori (OP)…sostituirsi ad esse non è efficace, mi sembra evidente.

  8. Possibile che fra tutte le sigle consumeristiche non ce ne sia una che abbia il coraggio di denunciare Coldiretti, ed i giornalisti che non sanno fare il loro mestiere ed usano il copia-incolla tanto per pubblicare qualcosa ed inseguire scoop fasulli che ingannano i consumatori ?
    O forse è diventata un’abitudine fare altrettanto per acquistare visibilità ?

  9. io non ho capito … ma ci tenete cosi’ tanto a denigrare “la produzione nazionale” ?
    fermo restando che i controlli sono fondamentali
    ma non è che c’è qualcuno che vuol far passare l’idea che acquistare le materie prime dall’estero sia addirittura meglio?!?
    ma non è che c’è qualcuno che ha un particolare interesse in tal senso??!

  10. marco, anche se fosse, raccontare balle per tantare di dimostrare che la produzione nazionale sia meglio non mi sembra un comportamento più virtuoso, nè utile ai consumatori…
    Se effettivamente sono balle, il buon giornalismo ha il dovere di smascherarle

  11. ci sono sempre interessi economici dietro a tutte le produzioni, l’importante è non venir mai meno al concetto di qualità. Credo che sia più efficace comunicare i plus dei ns prodotti usando argomentazioni oggettive e non denigrando quelli stranieri senza motivo effettivo.

  12. alessandro
    io infatti non ho detto che le balle sono virtuose ma che …le balle NON LO SONO MAI
    ne “da un lato ne DALL’ALTRO”
    quindi se si vuole far passare il messaggio che la merce arriva dall’estero DOVE INEVITABILMENTE I CONTROLLI SANITARI SONO INFERIORI , MENO CONTROLLABILI , ETC ETC ETC , E’ ADDIRITTURA MIGLIORE
    anche questa mi sembra una GROSSA BALLA
    io personalmente …….preferisco per vari motivi ..controllare meglio quello che ho in casa
    e i motivi che ho ……..magari anche non condivisi da te …….sono TANTI
    ma nessuno è a scopo per dimostrazione scientifica o commerciale ……..
    vedi etica, maggiore tutela della salute , del “locale” ,etc etc etc