Home / Pianeta / Biossido di titanio: al via la petizione di Safe per mettere al bando il controverso additivo

Biossido di titanio: al via la petizione di Safe per mettere al bando il controverso additivo

Al via una petizione contro il biossido di titanio (E171), l’additivo presente in molti prodotti alimentari, cosmetici e farmaci, che dona un colore bianco brillante e opacizza. La proposta arriva da SAFE, Safe Food Advocacy Europe, un’organizzazione no-profit con sede a Bruxelles, che si impegna nel proteggere i consumatori di tutta Europa. L’additivo è da anni al centro di polemiche a seguito dei risultati di alcuni studi che hanno evidenziato possibili effetti nocivi delle nanoparticelle – in particolare cancerogeni – ma anche alterazioni della flora intestinale e infiammazione.

L’organizzazione sta promuovendo una campagna per sollecitare gli esperti della CE e degli Stati membri a sostenere il divieto che la Francia ha messo in atto contro questo colorante bianco. Infatti il governo francese a partire dal 2020 bandirà il biossido di titanio da tutti gli sulla base di un parere dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione (Anses) che raccomanda di “limitare l’esposizione” visto che con i dati scientifici disponibili sugli effetti del biossido di titanio a tutt’oggi è “impossibile eliminare l’incertezza sull’innocuità” dell’additivo alimentare.

biossido di titanio
La Francia ha messo al bando il biossido di titanio (E171) a partire dal 2020

Di diverso avviso sono invece l’Fda statunitense e l’Efsa, che ritengono non siano emersi elementi nuovi tali da giustificare cambiamenti di posizione rispetto a quanto espresso nel 2016 e nel 2018, e cioè, che la sostanza è sicura.
Per approfondire l’argomento e in accompagnamento alla petizione è stato prodotto un video.

© Riproduzione riservata

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

L’allevamento causa il 50% delle emissioni legate alle attività agricole. Come fare a ridurle?

Nel nostro Paese, il 50% delle emissioni di gas a effetto serra legate alle attività …

3 Commenti

  1. Avatar

    ottima iniziativa. ma i consumatori europei ne sono sufficientemente informati?

  2. Avatar
    Sergio Emanuele Nestori

    In realtà non è molto chiaro il ruolo del biossido di Titanio ci sono valutazioni controverse , la problematica era partita da un settore diverso ( pitture ) con problematiche per i lavoratori del settore , ma la Francia come spesso è accaduto adotta delle disposizioni legate a sensazionalismi del momento . Lo si è visto con il BPA , perchè poi bisogna capire cosa utilizzare in alternativa e si scopre che il sostituto è peggio del sostituito o perlomeno ha la stessa pericolosità.
    A voler poi essere maliziosi , si potrebbe notare ( facile da verificare ) che non ci sono aziende francesi produttrici di Biossido di titanio … ed invece gli eventuali sostituti ? …
    Staremo a vedere cosa proporranno come sostituti

    • Avatar

      non capisco perchè servano sostituti ad un veleno usato di solito per dipingere e reputato anche in questo caso pericoloso. usato per sbiancare i denti dei bambini o come da noi sul Monte Amiata per intercettare l’idrogeno solforato, emesso a tonnellate da Enel Green Power, evitando in tal modo lo spiacevole odore di uova marce che allarma i cittadini ed i turisti. Il brevetto, impropriamente definito filtro e battezzato AMIS è della stessa industria che inquina tutta la montagna e consente di trasformare, attraverso l’ossido di Titanio (catalizzatore che non sappiamo dove finisca) l’idrogeno solforato in anidride solforosa che non ci dicono dove vada a finire (forse rimane nelle nuvole prodotte a ritmi di 250 tonnellate /ora). Insomma, si produca in Italia o in Cambogia per quale diavoleria ce lo dobbiamo trovare nelle creme solari dove viene utilizzato in forma “nano” oltre che nei dolci, nel cioccolato, nei biscotti, in generale in quasi tutte le caramelle e nei chewing gum???

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *