sacchetti plastica

Il 90% degli italiani valuta positivamente la legge che ha messo al bando le tradizionali borse di plastica promuovendo l’uso di quelle ottenute con materiali ecocompatibili. È questo il dato più interessante emerso dallo studio realizzato da ISPO Ricerche per conto di Assobioplastiche sugli atteggiamenti dei cittadini nei confronti della chimica verde e delle sue principali applicazioni tra cui le bioshopper. L’indagine effettuata lo scorso novembre, è stata realizzata intervistando un campione rappresentativo di 800 italiani, sulla normativa che vieta i sacchetti di plastica tradizionali e le sulle sanzioni previste per le violazioni, probabilmente anticipate al 2013*.

Le prime opinioni

In generale si registra un elevato consenso (circa 90%) verso la nuova legge, ritenuta un doveroso passo avanti per la tutela dell’ambiente, e valutata positivamente se costringe ad essere più responsabili dal punto di vista dell’ecologia.

«I risultati di questa indagine – ha dichiarato Marco Versari, Presidente di Assobioplastiche -confermano che la coscienza ambientale degli italiani è sempre più consapevole e viva, come pure il sentimento di rispetto per la legge sui sacchetti per la spesa. Non solo. Gli italiani iniziano a percepire anche le opportunità offerte dalla chimica verde come possibile motore per lo sviluppo ecosostenibile e per la crescita occupazionale».

Gli aspetti negativi dei sacchetti compostabili

Lo studio evidenzia anche aspetti negativi. Le shopper compostabili, ad esempio, non soddisfano più della metà degli intervistati su due aspetti fondamentali: la resistenza e il riutilizzo per la spesa. Mentre gli intervistati le promuovono per quanto riguarda le dimensioni, il prezzo e i vantaggi del recupero collegati alla raccolta differenziata. Il secondo tasto dolente riguarda l’incapacità a distinguere tra borse di plastica biodegradabile e compostabile, che supera la metà degli intervistati. Solo il 16% del campione sa che esiste una certificazione per le buste compostabili (realizzate con amido mais, patate e poliestere, che possono essere smaltite nell’umido e che sono distinguibili attraverso i marchi come  Compostabile, CIC o OK Compost, in base alla norma EN13432).

Purtroppo con l’entrata in vigore della nuova legge si sono diffusi i sacchetti in polietilene addittivato detti oxodegradabili, erroneamente considerati biodegradabili. Nonostante i richiami all’ecologia queste buste si trasformano in minuscoli frammenti di plastica che disperdendosi nel terreno, rappresentano un problema per gli animali e per l’ambiente.

Non tutti sono compostabili

Nell’agosto del 2012 i laboratori Chelab hanno concluso i test di biodegradazione, durati oltre un anno, sui diversi tipi di sacchetti, dimostrando che la biodegradazione delle shopper in polietilene additivato è di entità irrilevante: dal 6.5% al 10.5% in un anno, a fronte del 90% in 6 mesi delle shopper biodegradabili e compostabili.

* In un primo momento le sanzioni erano previste a partire da gennaio 2014, ben due anni dopo l’entrata in vigore della norma. Sembra però ci sia la volontà da parte del governo di anticipare le multe al 2013, da momento che il decreto attuativo, previsto dalla legge, è appena stato presentato alle Camere.

© Riproduzione riservata. Foto: Assobioplastiche.org, Photos.com

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